Un’etichetta non racconta solo un vino. Racconta un’epoca, un gusto, un’idea di mondo.
Al Castello Falletti di Barolo, questo racconto torna accessibile al pubblico con la riapertura del WiLa – Wine Labels Collection, completamente riallestito. Il percorso si presenta in una veste rinnovata e si arricchisce, per l’occasione, della mostra temporanea “Il vestito di Artemisia”, dedicata al Vermouth.
Un dialogo che nasce dall’esposizione delle etichette e si estende naturalmente al prodotto, trasformando la visita in un’esperienza più ampia, tra cultura del vino e linguaggi contemporanei. Il WiLa custodisce il Fondo Cesare e Maria Baroni Urbani, una raccolta di oltre 285.000 etichette provenienti da 105 Paesi, tra le più rilevanti a livello internazionale.
DUE GIORNI TRA VISITE E MIXOLOGY
L’inaugurazione di sabato 16 maggio alle ore 17.00 sarà preceduta, nel pomeriggio, da un’esperienza che intreccia visita e degustazione: dalle 16.00 alle 19.00 sarà possibile accedere al WiLa e al WiMu con una proposta di mixology a cura de Il Confessionale Vermouth & Drink, affiancata da una proposta food in collaborazione con Al Castel Cafè Bistrot e il Petti’t Bistrot. L’esperienza proseguirà anche domenica 17 maggio, dalle 11.00 alle 19.00, mantenendo il dialogo tra visita ai musei e mixology come filo conduttore dell’intera iniziativa.
Il WiLa sarà poi visitabile nei consueti orari di apertura: sabato, domenica e festivi dalle 10.30 alle 19.00, con ultimo ingresso alle 18.00.

“IL VESTITO DI ARTEMISIA”: IL VERMOUTH ENTRA NEL RACCONTO
Il nuovo allestimento si apre a un dialogo diretto con il Vermouth attraverso la mostra temporanea “Il vestito di Artemisia”, che accompagna il visitatore in un percorso dedicato alla storia e all’identità di questo prodotto, dalla nascita alla sua diffusione fino ai giorni nostri. All’interno del WiLa sarà presente anche un corner di approfondimento realizzato con il supporto del Consorzio del Vermouth di Torino, con un focus sulle botaniche e sulle tre principali tipologie – Bianco, Rosso ed Extra Dry – a partire dagli elementi che ne definiscono il disciplinare.
UN NUOVO ALLESTIMENTO PER UNA COLLEZIONE UNICA
Il WiLa rimane negli spazi che gli erano stati destinati nel 2017, ma si presenta oggi con un nuovo allestimento e con una selezione aggiornata di etichette. Alcune di quelle già conosciute dal pubblico sono state mantenute e ricollocate secondo il nuovo percorso; altre sono state selezionate appositamente per l’occasione, andando ad arricchire ulteriormente la fruizione di una collezione unica nel suo genere. Il percorso espositivo si sviluppa principalmente in un’ampia sala, dove l’esposizione prende forma all’interno di teche e in tasche di plexiglass lungo le pareti, mentre una seconda sala conserva l’intero archivio delle etichette del Fondo, custodito come patrimonio documentale.

L’OMAGGIO AL PROFESSOR BARONI URBANI E AL BAROLO
Nella prima parte della sala si incontrano le due teche più identitarie dell’esposizione: una dedicata alle etichette selezionate personalmente dal professor Cesare Baroni Urbani, ritenute le più rappresentative dell’intera collezione. Una raccolta che non nasce dalla sola ricerca estetica, ma dall’attenzione al valore documentale delle etichette, considerate veri strumenti di lettura della storia, della società e dei costumi del loro tempo.
Accanto a questa, una seconda teca è dedicata alle etichette storiche del Barolo, in un dialogo che tiene insieme la visione del collezionista e il legame con il territorio.
LE GRANDI SERIE DELLA COLLEZIONE
La seconda parte della sala è dedicata alle serie più celebri e ricercate dai collezionisti: raccolte nate da progetti artistici e culturali che trasformano l’etichetta in un oggetto di racconto. Tra queste la collezione tra il 1945 e il 2008 dello Château Mouton Rothschild, il Marylin Merlot con il volto di Marilyn Monroe, le etichette artistiche di Kenwood, Château Malromé, Caves Orsat e Vega Sicilia, le serie di Le Terrazze, Vieux Clocher, Bognard, Schmitt, Mémoire du Temps, Torre Oria e le grandi etichette della cantina americana Gundlach Bundschu.

LE DICHIARAZIONI
“Il nuovo WiLa rappresenta un tassello importante nell’offerta culturale e turistica di Barolo – sottolinea il sindaco di Barolo Fulvio Mazzocchi –. Valorizzare un patrimonio come il Fondo Baroni Urbani significa rafforzare l’identità del territorio e offrire ai visitatori un’esperienza che unisce cultura, vino e innovazione, in un contesto di grande valore storico come il Castello comunale Falletti”.
“Con questo nuovo allestimento abbiamo voluto dare ancora più forza a una collezione straordinaria, capace di raccontare il vino da una prospettiva diversa e affascinante – commenta la presidente della Barolo & Castles Foundation, Liliana Allena –. Ogni etichetta custodisce un frammento di storia, di arte, di costume e di identità, e il WiLa permette di attraversare tutto questo in un percorso che unisce cultura, curiosità e bellezza. L’apertura al Vermouth, attraverso una mostra dedicata e la collaborazione con il Consorzio, aggiunge un ulteriore livello di lettura, rendendo questa inaugurazione ancora più contemporanea e capace di dialogare con linguaggi diversi”.
Per informazioni: Barolo & Castles Foundation – www.barolofoundation.it – info@barolofoundation.it – tel. 0173 386697








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