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Politica | 06 maggio 2026, 16:00

Sanità, opposizione all'attacco: "Tagli indiscriminati e poca chiarezza su coperture. Basta cambiali in bianco e pagherò"

Dopo la sospensione del dibattito in aula, la discussione torna in Commissione. Ma le minoranze non ci stanno: "Situazione gestita malissimo, a discapito di fragili e servizi fondamentali"

Minoranza sulle barricate, in Regione, per i conti della Sanità

Minoranza sulle barricate, in Regione, per i conti della Sanità

Opposizioni all'attacco, dopo gli ultimi numeri che la Regione ha abbinato alla parola "Sanità". Le soluzioni proposte dalla Giunta Cirio per coprire il disavanzo da 209 milioni di euro non sono piaciute a chi siede tra i banchi della minoranza. Ecco perché tornano ad accendere riflettori le capogruppo Gianna Pentenero (PD), Sarah Disabato (M5S), Alice Ravinale (AVS), Vittoria Nallo (SUE). Anche adesso che è arrivata la decisione di sospendere il dibattito in aula per riportarlo in Commissione I per i necessari approfondimenti richiesti.

Pentenero: "Le preoccupazioni restano"

"Ci trovavamo di fronte a una variazione di bilancio di 209 milioni - dice Pentenero - con una tabella di interventi che riguardano tagli significativi per 193 milioni su: traporti, risorse idriche, ma anche diritto allo studio e soggetti fragili. Le nostre preoccupazioni restano, nonostante le spiegazioni degli assessori. Il disavanzo delle aziende sanitarie si attesta a 209 milioni e il trend dal 2023 a oggi ci preoccupa, anche perché aumentano i tempi di attesa. Ci preoccupa anche il metodo con cui si è arrivati a questo punto, con la maggioranza che non sapeva che pesci pigliare e senza risolvere le questioni alla radice".

Ravinale: "Colpa del Governo Meloni"

"Le risorse non sono sufficienti, ma il problema è a monte visto che è il riarmo a interessare il Governo Meloni e non il fondo sanitario nazionale, tagliato anche per ridurre le accise - aggiunge Ravinale - Questa manovra è stata gestita in maniera pessima e le rassicurazioni dei mesi scorsi non sono andate a buon fine, compresa la trattativa per le rate di restituzione con Cassa Depositi e Prestiti. Ci sono cinque Asl che devono restituire 96 milioni alla Regione, di cui 60 solo con la Asl di Torino e non è stato ritenuto plausibile come copertura dallo stesso Ministero. Siamo all'annuncite più totale".

Disabato: "Basta scaricabarile"

"Continuano a risponderci con uno scaricabarile e funziona pure male - aggiunge Disabato - anche perché ormai Cirio governa da 7 anni e qualcosa si dovrebbe cominciare a vedere. Sottrarre risorse a capitoli così importanti nella speranza di recuperarli tra qualche mese equivale a prevedere immobilismo nell'immediato futuro. Doveva essere un provvedimento urgente e invece la Giunta manifesta la sua incapacità. Quantomeno si è smesso di parlare di Bisteccherie". "Inoltre - aggiunge - di Città della salute non si parla più e nulla si è più mosso. Un quadro che si aggrava ulteriormente".

Marrone: "Scelta che garantisce i servizi"

Non si fa attendere la replica della Giunta. “Ho compiuto la scelta politica di individuare per questa operazione di anticipazione contabile il capitolo delle prestazioni extra Lea perché si tratta di un fondo che il welfare regionale liquida alle ASL a fine anno, normalmente ad ottobre, per il rimborso delle prestazioni sociosanitarie già erogate dai servizi sociali dei comuni alle persone fragili durante l'anno già trascorso”, è appunto la posizione del vicepresidente della Regione Piemonte e assessore alle Politiche sociali, Maurizio Marrone.

"Questa scelta garantisce al 100% l'erogazione dei servizi senza alcuna possibile modifica perché i contributi vengono erogati ad ottobre mentre la sanità garantisce il rientro dei crediti dovuti dalle ASL entro giugno, i contributi vengono erogati alle ASL, che sono gli stessi soggetti della Sanità a dover riallineare i fondi e le prestazioni sociosanitarie finanziate dai contributi sono già state erogate alle persone fragili, quindi non possono in nessun modo essere diminuite e permane l'onere per le ASL di rimborsarle fino all'ultimo centesimo dei 44.556.713,71 euro stanziati in bilancio previsionale, di cui le direzioni generali aziendali risponderanno alle politiche sociali della Regione Piemonte".

Valle: "Divario che aumenta, ma non migliorano i servizi"

"Finalmente ci è stato presentato il rendiconto delle aziende sanitarie piemontesi, ma il divario è aumentato in due anni del 25% e questo non corrisponde a un miglioramento dei servizi - controbatte Daniele Valle, consigliere dem e presidente della Commissione Sanità - e si sono dispersi in moltissimi rivoli, con solo poche realtà che hanno migliorato le loro performance. Inoltre, il metodo non può essere quello di lasciare i debiti a chi verrà dopo di loro. E pure i crediti da recuperare con le Asl non sono per nulla sicuri: 96 milioni per i quali non ci sono certezze e dunque manca possibilità di programmazione". 

Unia: "Volevano far passare un assestamento in sordina"

"Sono arrivati di nascosto con un provvedimento che non doveva essere un assestamento di bilancio, ma che si è rivelato tale e che volevano far passare in sordina. Ci hanno garantito che è solo una partita di giro, ma di fatto non è così", dice Alberto Unia, consigliere regionale M5s. "Probabilmente non hanno bussato abbastanza al loro Governo. C'è febbre alta, ma hanno nascosto il termometro".

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