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Politica | 06 maggio 2026, 15:38

Giulia Marro attacca la Regione sulla sanità territoriale: “Dietro razionalizzazione e efficientamento si nasconde l’arretramento dei servizi”

La consigliera regionale cuneese, dopo il Question Time in Aula, denuncia tagli e depotenziamenti nei territori montani e periferici e chiede più ascolto per sindaci, operatori e comunità locali

Giulia Marro attacca la Regione sulla sanità territoriale: “Dietro razionalizzazione e efficientamento si nasconde l’arretramento dei servizi”

"La risposta dell’assessore Riboldi al Question Time che ho presentato in Consiglio regionale conferma quello che i territori denunciano da tempo: dietro la cosiddetta 'riorganizzazione' della sanità territoriale e dell’emergenza‑urgenza si nascondono tagli di personale, carenze strutturali e un progressivo arretramento dei servizi nelle aree montane e periferiche", afferma la consigliera regionale Giulia Marro. La sua interrogazione ha preso come riferimento proprio la Val Tanaro, con Ceva, Garessio, Venasca e Mondovì, ma il quadro descritto vale per molti territori della provincia di Cuneo e, in generale, per le aree interne del Piemonte.

"Con un QT ho chiesto chiarezza sulle riorganizzazioni in corso nell’emergenza‑urgenza e nei servizi territoriali – spiega Marro – e la risposta della Giunta è stata significativa soprattutto per ciò che ammette implicitamente: la Regione non riesce a governare la carenza di personale sanitario e sta affrontando il problema riducendo o accentrando servizi, senza però mettere in campo una vera strategia per risanare il sistema sanitario pubblico e riportare medici e operatori nei territori"

Dietro parole come “razionalizzazione” ed “efficientamento” si nasconderebbe, secondo la consigliera, un vero e proprio arretramento dei servizi sanitari nei territori montani e periferici. "La Regione continua a raccontare le Case di Comunità e le AFT come la soluzione ai problemi della medicina territoriale, ma contemporaneamente riduce presìdi, presenza medica e punti di emergenza proprio nelle aree dove distanza e tempi di percorrenza fanno la differenza tra ricevere cure immediate oppure no", sottolinea.

Marro critica anche il metodo con cui vengono prese le decisioni. "Le decisioni vengono prese senza coinvolgere territori, sindaci, operatori sanitari e comunità locali – spiega – Solo dopo proteste pubbliche, consigli comunali straordinari e articoli di giornale vengono convocate conferenze dei sindaci, quando ormai le scelte sono già state fatte. Questo non è confronto istituzionale: è una gestione calata dall’alto"

La consigliera ricorda poi il divario tra quanto si dice sul piano politico e quanto si traduce in pratica. "La destra piemontese parla continuamente di montagna e aree interne. L’assessore Gallo parla di ripopolamento, l’assessore Riboldi di sanità di prossimità. Ma se poi si depotenziano i servizi essenziali quei concetti restano slogan vuoti, utili per i convegni ma non abbastanza importanti da meritare investimenti reali, personale e soprattutto tempo per ascoltare i territori e comprenderne i bisogni concreti", è la sua accusa.

"Noi abbiamo un’idea opposta di sanità pubblica – aggiunge Marro – Non crediamo ai modelli anglosassoni basati sull’efficienza aziendale e sulla concentrazione dei servizi in pochi poli. Crediamo in una sanità accessibile e universalistica, che garantisca diritti anche a chi vive nelle vallate montane, nelle aree periferiche e nei piccoli Comuni. Questa è una differenza politica profonda che ci divide dalle destre, non soltanto sulla sanità"

La consigliera fa riferimento anche alle preoccupazioni degli operatori del soccorso, che denunciano le conseguenze pratiche di queste scelte. "Barellieri e volontari spiegano con grande chiarezza cosa significhi concretamente ridurre la presenza medica sui mezzi di emergenza: un solo medico o un solo infermiere non possono materialmente garantire la stessa capacità di intervento, soprattutto nei territori montani dove le distanze sono enormi e le chiamate possono sovrapporsi", commenta.

"Se un’automedica è impegnata su un grave incidente a Ceva, chi interviene contemporaneamente a Caprauna o in alta Val Tanaro? – conclude – Questa non è efficienza. È un aumento del rischio scaricato su cittadini, operatori e volontari". Un messaggio forte, che la consigliera vuole portare nei territori come invito a dare voce alle criticità e a tenere alta la mobilitazione su un tema che, ricorda, "non riguarda solo la sanità, ma il futuro e la sicurezza delle nostre comunità montane e periferiche".

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