Venerdì 1° maggio 2026, alle ore 10, la sala concerti del Conservatorio “Giuseppe Verdi” (piazza Bodoni) ha fatto da cornice alla tradizionale consegna delle Stelle al Merito del Lavoro, l’onorificenza che attribuisce il titolo di Maestro del Lavoro. In Piemonte, per il 2026, gli insigniti sono 79. Alla cerimonia hanno partecipato il Prefetto di Torino Donato Cafagna e rappresentanti delle istituzioni regionali e cittadine, insieme ai Consoli provinciali della Federazione Maestri del Lavoro e ai familiari dei premiati.
La Stella al Merito del Lavoro è una decorazione istituita nel 1923 e disciplinata da successive norme: viene conferita con decreto del Presidente della Repubblica su proposta del Ministero del Lavoro. È destinata a lavoratrici e lavoratori dipendenti di imprese pubbliche o private che, lungo una carriera di almeno 25 anni, si siano distinti per perizia, laboriosità e buona condotta morale. Alla medaglia si affianca il “brevetto” di nomina e, in autunno, per una selezione di Maestre e Maestri del Lavoro, la cerimonia nazionale al Quirinale.
Dal tavolo di presidenza – accanto al Prefetto Cafagna – sono intervenuti, tra gli altri, il Console regionale dei Maestri del Lavoro del Piemonte Ubaldo Uberti e l’Assessore regionale al Bilancio, Finanze e sviluppo delle attività produttive Andrea Tronzano. Per la provincia di Cuneo, come ricordato anche dalle cronache locali, i nuovi Maestri del Lavoro sono 17, a testimonianza di un tessuto produttivo fatto di aziende diverse per dimensione e settore, ma accomunate da storie professionali di lunga durata.
Tra gli insigniti della Granda figura il fossanese Paolo Costamagna, legato professionalmente al settore dei servizi ambientali e già Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2013). Le testate del territorio sottolineano come il riconoscimento arrivi anche per un percorso “oltre il lavoro” fatto di impegno civico e culturale e, soprattutto, di attenzione alla sicurezza sui luoghi di lavoro: un tema che a Fossano ha un nome e una data che non si dimenticano.
Il riferimento è alla tragedia del Molino Cordero: il 16 luglio 2007 un’esplosione nello stabilimento costò la vita a Valerio Anchino, Mario Barale, Antonio Cavicchioli, Massimiliano Manuello e Mario Ricca. Da quel dolore nacque anche l’associazione “16 luglio 2007 per non dimenticare”, promossa per sostenere le famiglie delle vittime e diffondere una cultura della prevenzione. Un impegno che, negli anni, ha trasformato la memoria in azione pubblica e sensibilizzazione.
Non a caso, mentre a Torino si consegnavano le Stelle, a Fossano – nello stesso giorno – istituzioni e cittadini si sono ritrovati davanti al monumento di via Paglieri per commemorare le vittime del Molino Cordero e, con loro, tutte le “morti bianche”. Le cronache ricordano che nel 2025 le denunce di infortunio sono state circa 597 mila e i decessi sul lavoro in Italia hanno raggiunto quota 1.090; in Piemonte, nel solo 2025, le vittime sarebbero state 65. Numeri che danno senso doppio al Primo Maggio: celebrare chi costruisce valore con il proprio mestiere e ribadire che il lavoro, per essere davvero dignità, deve essere anche sicuro.

















