Riceviamo e pubblichiamo
“Mi permetto una riflessione: stiamo vivendo un momento molto buio e difficile nel reclutamento di medici, in generale.
L’origine di questa difficoltà, in primis, è legata al percorso di studi. I giovani medici arrivano da lontano e svolgono il loro percorso di studi nelle sedi Universitarie cittadine. Lì devono vivere molti anni. Affittano casa, costruiscono la loro vita sociale e, spesso, condividono affetti. Al termine del percorso di studi, immancabilmente, prediligono un lavoro vicino a casa, spesso nelle stesse città sede del loro percorso di studio. Lo spostamento in sedi periferiche crea loro difficoltà logistiche e di relazione.
Questo è il motivo per cui nelle città non si respirano le stesse criticità della periferia.
Ogni Azienda periferica, con il concorso di tutti i professionisti che vi lavorano, svolgono attività di reclutamento attraverso molteplici canali di conoscenze dirette e indirette. Vengono banditi continue edizioni di nuovi concorsi e si cercano soluzioni innovative per promuovere adesioni in realtà ospedaliere più contenute ma a misura d’uomo.
Le polemiche e le critiche sui vari Ospedali periferici non fanno che alimentare la diffidenza dei giovani colleghi sulle realtà periferiche e rendono difficile il lavoro costante di chi, con perseveranza e dedizione, cerca nuove soluzioni e si sforza di offrire possibilità alternative per il futuro della nostra provincia.
Tanto mi sembrava doveroso dopo 36 anni di impegno per la comunità che mi ospita e nella quale sono giunto, da cittadino."
Mario Raviolo - Direttore Dipartimento Emergenza-Urgenza ASL CN1














