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Attualità | 20 aprile 2026, 08:47

Bra, una serata di aiuto nel lutto “Dove tutto ebbe fine, tutto ebbe inizio”

Venerdì 8 maggio, ore 20.45, alla Casa del Commiato. La testimonianza e l’invito della famiglia Parusso

La sala Paradiso presso la Casa del commiato, a Bra

La sala Paradiso presso la Casa del commiato, a Bra

«Dove tutto ebbe fine, tutto ebbe inizio». È questo il titolo dell’incontro in programma a Bra venerdì 8 maggio, alle ore 20.45, nella sala della Casa del Commiato "Luce di speranza" Gruppo Verrua (via don Orione, 77/a), rivolto a tutte le persone che si interrogano sulla morte e sulla vita e che sono state toccate dalla perdita di una persona cara.

In occasione del 10° anniversario della prematura scomparsa di Giorgio Parusso, si alterneranno condivisioni e riflessioni con la preziosa partecipazione di Vittoria Morino, insegnante di danza/teatro, presso ArteDanza direzione artistica Donatella Poggio, operatrice olistica, sensitiva, life coach, e del dottor Remo Galaverna, infermiere, docente presso l'Università del Piemonte Orientale, sede di Alba, studente in “Contemplative studies", presso l'Università di Padova.

L’obiettivo della serata è quello di offrire a chi ha subito una perdita significativa, la possibilità di ritrovare forza ed energia vitale, attraverso l’ascolto di testimonianze e interventi che rendono possibile dare un significato al lutto. Ingresso libero.

La testimonianza e l’invito della famiglia Parusso a partecipare alla serata

Undici anni fa, nel giorno di Pasqua, il 5 aprile, nacque nostro figlio Giorgio. Eravamo davvero felici, perché la nostra famiglia si allargava. Tuttavia, a distanza di 2 mesi dalla sua nascita, dopo ulteriori accertamenti, gli fu diagnosticata al Gaslini la Sma1, malattia genetica muscolare degenerativa che non lasciava alcuna probabilità di guarigione.

Un fulmine a ciel sereno, una doccia fredda di prima mattina. Mesi difficili da gestire a livello mentale, familiare e fisico. Avevamo deciso di accompagnarlo con le cure palliative, ma salì in cielo a soli 10 mesi.

Organizzammo un momento celebrativo intimo e raccolto presso la struttura di Armando Verrua che ci aveva seguiti in questo doloroso percorso.

Disorientamento, sfiducia, tristezza, disperazione, vulnerabilità, diversità ci hanno accompagnato gran parte del tempo.

Due anni fa circa, ho ricevuto la proposta di iniziare a frequentare presso Arte Danza con la direzione artistica di Donatella Poggio, un percorso legato alla mindfulness e alla meditazione seguito da Vittoria Morino. Una professionista e un'artista che stimo molto, con un'anima sensibile. E mi si è aperto un mondo.

Ho lavorato molto su me stessa, sulle ferite, sulle emozioni, sulla consapevolezza, sulle costellazioni famigliari, sull'anima e su molto altro. Più passava il tempo e più recuperavo quella serenità e fiducia che non mi appartenevano più da molto.

Alcuni mesi fa, in occasione del decennale, pensai di voler far qualcosa di concreto in ricordo di Giorgio. Volevo unire la mia esperienza, la mia testimonianza, alle competenze di Vittoria in campo olistico e spirituale, e metterle a disposizione di chi ne avesse bisogno.

Sentivo la necessità di coinvolgere in questo progetto anche il mio caro amico, Remo, una persona molto competente, preparata e carismatica, che ha accolto il mio invito con entusiasmo. Sta seguendo un master presso l'Università di Padova, studiando la relazione tra paziente, medicina e meditazione e i suoi effetti benefici. Il suo contributo darà alla serata un taglio anche scientifico per rendere il tutto più completo e veritiero possibile.

Dove organizzare l'evento, se non tornare nel luogo dove tutto ebbe fine. Grazie alla disponibilità e generosità di Armando, ho scelto nuovamente la sala "Luce di speranza" per dare una chiave di lettura diversa e chiudere un capitolo della mia vita.

Dare voce al lutto. Un argomento poco trattato e difficile da attraversare, ma con gli strumenti giusti si può imparare a convivere. Tutto ha un senso, anche se alle volte è difficile capirlo e accettarlo. Ognuno di noi ha un proprio vissuto, le persone reagiscono in modo personale e alle volte in silenzio sentendosi sole, disarmate e incomprese di fronte a questi traumi.

Dobbiamo cercare di trovare la forza e gli stimoli necessari per affrontare questi momenti faticosi. Andare oltre, guardare avanti e fare pace con noi stessi. Ho investito nel dolore per poterlo comprendere meglio e ho ancora molto da imparare. Sempre a testa alta, un passo alla volta.

Non mi resta che aspettarvi per trascorrere insieme una serata, nell'armonia e con la giusta delicatezza per portare a casa quel pizzico di fiducia, di serenità e di speranza in più. Bisogna saper rinascere, sempre.

Silvia Gullino

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