Sabato 25 aprile 2026 saranno 81 anni dalla Liberazione dell’Italia. Un anniversario che unirà chi ha vissuto quel 25 aprile 1945 e chi, invece, l’ha solo studiato a scuola: la Festa della Liberazione appartiene a tutti gli italiani.
In occasione dell’81° anniversario della Liberazione, Monteu Roero non limita le celebrazioni a una singola giornata. La memoria si intreccia con i linguaggi contemporanei, attraverso un ricco programma di appuntamenti diffusi che, oltre alle cerimonie istituzionali, comprende cultura, spettacoli e testimonianze, pensati dall’associazione culturale e turistica Bel Monteu per mantenere sempre viva la Festa del 25 Aprile.
Fari puntati in particolare sull’iniziativa denominata “La Resistenza nel Roero... e non solo”, tanti eventi per ricordare la storia e coinvolgere la comunità. Si parte lunedì 20 aprile, alle ore 16.30, presso la limonaia del Castello di Monteu Roero, con la presentazione del libro “Nella luce improvvisa” del giornalista Rai, Enzo Romeo. Si parlerà delle poesie scritte in Calabria da Cesare Pavese, mandato al confino dal regime fascista. Dialogherà con lo scrittore lo storico albese Antonio Buccolo. Al termine, proiezione del documentario "io vengo di là - Cesare Pavese a Brancaleone" della Fondazione Cesare Pavese di Santo Stefano Belbo. Ingresso libero.
Dopodiché si prosegue sabato 25 aprile con la passeggiata guidata sui luoghi della Resistenza da Monteu Roero a Bra a cura del CAI di Alba (lunghezza percorso 21 Km). Ore 9 partenza - ore 12 pranzo al sacco autogestito - ore 12.30 relazione del professor Andrea Cane sui luoghi della battaglia di Sommariva Perno. Ritorno con Bus navetta. Quota di iscrizione 5 euro.
Infine, domenica 26 aprile, alle ore 17, presso la Confraternita di San Bernardino, è attesa per lo spettacolo dal titolo: “Per Francesco - Colui il cui nome è pronunciato è sempre in vita - storie di Resistenza dimenticate e mai raccontate” con letture degli allievi del Liceo Cocito di Alba e musiche dal vivo con gli "arzigh". L’associazione invita inoltre a visitare la mostra “Fascismo e Resistenza” dell'Istituto storico della Resistenza Dante Livio Bianco di Cuneo con ingresso libero.
Libertà, uguaglianza e democrazia i valori celebrati nel corso delle iniziative. Gli stessi ideali che hanno acceso migliaia di donne e uomini tra il 1943 e il 1945, che hanno lottato al fianco degli Alleati, gettando le basi per la nascita della Repubblica e della nostra Costituzione.
Per saperne di più: 333.7678652 - 347.0587825, www.belmonteu.it, belmonteu@libero.it.
Cosa si festeggia il 25 aprile
Il 25 aprile di ogni anno si celebra in Italia la Festa della Liberazione, un anniversario molto significativo nella storia italiana perché commemora la liberazione dell’Italia dal nazifascismo, con la fine dell’occupazione nazista e la caduta del fascismo. È una festa nazionale, simbolo della Resistenza, della lotta partigiana condotta dall'8 settembre 1943 (il giorno in cui gli italiani seppero della firma dell'armistizio a Cassibile).
25 aprile, festa della Liberazione: perché è importante la celebrazione
L’anniversario della Liberazione è «Una grande festa popolare e nazionale in ricordo di tutte e tutti coloro che in tanti casi hanno sacrificato la propria vita, la propria giovinezza per un Paese finalmente libero e liberato», si legge sul sito dell’ANPI, Associazione Nazionale Partigiani d’Italia. Partigiane, partigiani, staffette, donne, lavoratori, deportati, internati, militari, forze dell’ordine, sacerdoti, antifasciste, antifascisti, intere famiglie. La Costituzione del 1948 è stata il frutto di questa lotta, un dettato civile che riguardava e riguarda tutti: libertà, eguaglianza, solidarietà, lavoro, pace, dignità della persona, in una piena democrazia fondata sul pluralismo.
Cosa è successo il 25 aprile 1945
«Arrendersi o perire!» fu l'intimazione che i partigiani quel giorno e in quelli immediatamente successivi diedero ai nazifascisti ancora in armi.
Il 25 aprile 1945 è il giorno in cui il Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia (CLNAI) proclamò l'insurrezione generale in tutti i territori ancora occupati dai nazifascisti, indicando a tutte le forze partigiane attive nel Nord Italia facenti parte del Corpo Volontari della Libertà di attaccare i presidi fascisti e tedeschi imponendo la resa, giorni prima dell'arrivo delle truppe alleate; il CLNAI emanò dei decreti legislativi, assumendo il potere «In nome del popolo italiano e quale delegato del Governo Italiano», stabilendo tra le altre cose la condanna a morte per tutti i gerarchi fascisti, incluso Benito Mussolini, che sarebbe stato raggiunto e fucilato tre giorni dopo. Il comando del CLNAI aveva sede a Milano, città che ha un posto speciale nella storia della Resistenza.
Quale città è stata liberata il 25 aprile
La guerra non finì il 25 aprile 1945. Questo è un giorno simbolico, scelto perché in questa data cominciò la ritirata dei tedeschi e dei soldati della Repubblica di Salò da Milano e Torino, in seguito allo sfondamento della Linea Gotica da parte degli alleati e all’azione della Resistenza. Il 25 aprile 1945 è quindi un giorno definito “fatidico” ancor oggi, nel suo discorso, dal presidente Mattarella, perché «Segnò la fine del nazifascismo e la riconquista della libertà in Italia». Entro il 1º maggio tutta l'Italia settentrionale fu liberata: Bologna il 21 aprile, Genova il 23 aprile, Venezia il 28 aprile.
Chi erano e cosa fecero i partigiani
Le formazioni partigiane si distinguevano per orientamento politico: vi erano le Brigate Garibaldi (comuniste), le Matteotti (socialiste) e Giustizia e libertà (del partito d’azione).
Nel giugno 1944 si costituì anche il CLN Alta Italia (Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia). Grazie all'attività di questi gruppi a cui si affiancò la partecipazione diretta della popolazione civile, molte zone furono liberate dai partigiani prima dell’arrivo degli alleati.
Cosa significa la canzone Bella ciao
Bella ciao è un canto popolare italiano dedicato alla Resistenza italiana attiva contro l'esercito invasore della Germania nazista e contro il regime fascista italiano.
Pur essendo un brano italiano legato a vicende prettamente nazionali, è diffuso in molte parti del mondo come canto di resistenza e di libertà.
Il fiore del partigiano
«E questo è il fiore del partigiano morto per la libertà». Si tratta di uno dei versi più iconici e conosciuti di Bella Ciao. Il “fiore” del partigiano è il papavero, inconfondibile per la sua colorazione rossa sgargiante. Immediata la simbologia: il papavero è un fiore spontaneo, che cresce “liberamente” nei campi e nei terreni incolti. Possiamo trovare papaveri anche sui bordi delle strade, accanto ai binari delle ferrovie o tra le rocce delle montagne. È infestante, come il desiderio di libertà e amore. Di rispetto dei diritti e salvaguardia della memoria. È infestante come dovrebbe esserlo la pace. Ogni giorno e in ogni parte del mondo. Sono anche i fiori scritti da Fabrizio De Andrè nei versi immortali nella Guerra di Piero: «Dormi sepolto in un campo di grano/non è la rosa non è il tulipano/che ti fan veglia dall'ombra dei fossi/ma sono mille papaveri rossi».
Un fiore che, in ogni petalo rosso, porta con sé la memoria di chi ha combattuto per la nostra libertà.













