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Gusto e Gusti | 15 aprile 2026, 06:00

Gennaro Di Pace: le sorprendenti risonanze calabresi di una cucina di Langa

Un piccolo ristorante all’ombra del castello di Perno, capace di sedurre con piatti in cui risuona l’identità dello chef, che ha importato dalla sua terra gusti e sapori che, integrandosi a quelli delle colline del Barolo, danno vita a una cucina nella quale il contrasto diventa un piacevole gioco

Gennaro Di Pace: le sorprendenti risonanze calabresi di una cucina di Langa

Il locale è reso immediatamente interessante dalla difficoltà ad incasellarlo. Entrando – inutile negarlo – l’unica grande sala mi ha lasciato un po’ così. Tutto sembra tendere a un moderno quasi forzato: i colori vivaci del quadro sullo sfondo, il minimalismo estremo di tavoli e sedie, l’assenza di tovaglie sostituite da un grande sottopiatto. Altri particolari però, come ad esempio i poggiaposate e il giusto volume del Ballo di san Vito di Caparezza che risuona nella sala, mi fa capire che l’apparente anti-informalità del locale potrebbe riservare delle sorprese inattese. E la prima di queste sarà proprio la cucina: di forte identità, concreta, diretta, “cucinata” e soprattutto capace di mettere in gioco i contrasti senza dissolverli, ma piuttosto mantenendoli piacevolmente in tensione. 

La forza della cucina del sud declinata in dialogo con la terra di Langa

A stupirmi, ancora prima che si aprano le danze, è l’Olio, servito come sulle tavole di Langa accade col burro: denso, profumato, oltre che reso ancora più gustoso da erbette che evocano la provenienza dello chef. 

Quella che esploderà nella Frittella all’nduja il cui equilibrio immediato si dissolve nell’intensità e nella persistenza del retrogusto. 

La risonanza francese della Scaloppa di foie gras su pane dolce croccante trova nel gelato di mandorle e fichi secchi e riduzione di Moscato e camomilla un esito dal quale a tornare a trasparire è invece il sud profondo dell’Italia,

 mentre dal Salmone scottato, emulsione di yogurt e spinaci marinati traspare una freschezza tutta mediterranea. 

Davvero esplosivi nella loro forza ben gestita gli Spaghetti in salsa di peperone crusco, spuma di baccalà e croccante di pomodori secchi e origano.

 Essenziale, ma capace di lasciare emergere i diversi sapori in tutta la loro specificità, il Petto d’anatra, riduzione di Barolo e crema di patate e cipolla bruciata al timo, 

mentre decisamente centrati nella capacità di amalgamare gusti tra loro non facilmente abbinabili i Calamari, porri e crema al pepe di Giamaica e lemongrass. 

Si chiude con un coraggioso e riuscito Dolce alla nocciola nel quale quest’ultima viene declinata in forme che ne lasciano affiorare sapori e consistenze in grado di esprimerne tutta l’identità. 

Se la qualità del servizio è in linea con quella della cucina

A evidenziarsi come un punto di forza del tutto in linea con la qualità della cucina, fin dalla telefonata di prenotazione, è il servizio: gentile, preciso, capace di gestire i tempi con naturalezza e senza rigidità e animato da una spontanea cordialità. Anche nei momenti più informali, non viene mai meno l’attenzione al dettaglio, segno di una professionalità tanto solida da non dover essere ostentata. Come il menu proposta su QR-code, la carta dei vini risulta ben articolata tra bollicine, rossi, bianchi, rosati e vini dolci. E, se le prime appaiono ben distribuite tra Italia e Francia, soprattutto il capitolo rossi è invece fortemente e comprensibilmente concentrato sui vini di Langa, con etichette prestigiose ed altre più attente a produttori emergenti. Anche in questo caso tuttavia non mancano proposte provenienti dal resto dell’Italia e dall’Oltralpe.

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GENNARO DI PACE

Tipologia locale: Ristorante

Indirizzo: Vicolo della Chiesa, 8 – Perno (CN)

Telefono: (+39) 379 1130854

Sito web: www.gennarodipace.it 


 

Prezzi: Antipasti (15/19€), Primi (17/18€), Secondi (19-22€), dessert (9€), coperto (3,50€).

Servizi: piatti vegetariani, dehors estivo; animali ammessi, 

Ultima visita (cena): marzo 2026

Sensazioni al volo: Cucina di forte identità, dove la matrice calabrese dialoga brillantemente con la Langa in una tensione capace di dare risultati inattesi. Piatti diretti, in cui il gusto resta in primo piano tra richiami mediterranei e accenti più classici. Servizio e carta dei vini in linea con la qualità della cucina. Qualche perplessità solo sulla sala. 

Piergiuseppe Bernardi

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