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Politica | 19 febbraio 2026, 11:53

Alba, via libera a modifiche al Prg in viale Industria e dieci interventi di rigenerazione urbana. Ma sulle sopraelevazioni si scaldano gli animi della Commissione

Discussi aggiornamenti urbanistici su piano regolatore, riqualificazioni e diritti di superficie

Seduta tecnica ma densa di contenuti, mercoledì 18 febbraio, per la I Commissione consiliare albese, chiamata a esaminare due modificazioni puntuali al Piano regolatore generale e una proposta di proroga del termine per l’accoglimento delle richieste di svincolo relative alle convenzioni urbanistiche per il diritto di superficie. Interventi diversi per natura, ma accomunati da un filo conduttore: l’aggiornamento degli strumenti che regolano le trasformazioni urbane e la gestione del patrimonio residenziale.

Viale Industria: adeguamento tecnico per il futuro polo sportivo

La modificazione n. 24 riguarda un’area di viale Industria situata nei pressi della nuova rotatoria. Si tratta di una porzione classificata come zona Bs3, destinata a “spazi pubblici a parco per il gioco e per lo sport”, che viene ricondotta alla più opportuna definizione di “zona per attrezzature di interesse comune”. Un dettaglio che fa la differenza, ma non produce alcun cambiamento sostanziale.

In sede di Commissione, il sindaco Alberto Gatto ha chiarito che l’area resta destinata a servizi e non vengono modificati né gli standard urbanistici né l’impatto volumetrico complessivo di quanto ivi sorgerà. L’adeguamento si è reso opportuno nell’ambito dello sviluppo progettuale di un intervento privato per la realizzazione di un centro sportivo, in continuità con una precedente rettifica dei confini già approvata in passato.

Un passaggio tecnico, dunque, funzionale a rendere più coerente la classificazione urbanistica rispetto al progetto in corso.

Dieci istanze ammesse per la riqualificazione dell’edificato esistente

Più articolata la modificazione n. 25, che dà seguito alla riapertura dei termini della legge regionale 16/2018, artt. 3-5, per la riqualificazione e il riuso del patrimonio edilizio esistente.

A dicembre 2025, il Comune aveva pubblicato una manifestazione di interesse, come già avvenuto nel 2019 e nel 2022, per consentire interventi di rigenerazione urbana in un’ottica di contenimento del consumo di suolo. Sono pervenute dieci istanze, tutte relative a edifici a destinazione residenziale, giudicate ammissibili nei limiti previsti dalla normativa. L’obiettivo non è aprire nuove possibilità edificatorie, ma intervenire sull’esistente, consentendo demolizioni e ricostruzioni con ampliamenti premiali, laddove consentito. Non sono invece risultate accoglibili le richieste relative a immobili con destinazione agricola o produttiva, né quelle prive dello “stato legittimo” o riferite a edifici oggetto di condono, in coerenza con la giurisprudenza richiamata dagli uffici.

Un piano in più accende il dibattito

Nel corso dell’esame si è aperto un confronto di natura giuridica su uno degli interventi, per il quale è prevista la possibilità di sopraelevare l’edificio di un piano.

Il consigliere Lorenzo Paglieri ha richiamato la sentenza della Corte costituzionale del 2024 che ha dichiarato incostituzionale il comma 9 dell’articolo 5 della legge regionale 16/2018, norma che consentiva in alcuni casi di derogare ai limiti di altezza previsti dai piani regolatori comunali. La questione posta ha riguardato, precisamente, il fondamento normativo dell’ammissibilità della sopraelevazione presentata alla Commissione: se questa fosse basata su una deroga regionale, ormai non più vigente, oppure sul rispetto dei parametri del Piano regolatore comunale.


Il sindaco ha chiarito che, nel caso specifico, l’edificio parte da un’altezza di 6,5 metri e si trova in una zona (Br15, a Mussotto) dove il PRG consente di arrivare fino a 10,5 metri. La sopraelevazione, dunque, rientrerebbe nei limiti già previsti dallo strumento urbanistico comunale.
Lo scambio, pur acceso sul piano tecnico, ha evidenziato l’attenzione della Commissione alla corretta applicazione del quadro normativo, con la richiesta – accolta – di trasmettere ai consiglieri il testo aggiornato della legge regionale per una valutazione puntuale in sede di deliberazione.

Diritto di superficie: proroga e semplificazione

La Commissione ha infine esaminato la proposta di proroga del termine per l’accoglimento delle richieste di svincolo delle convenzioni urbanistiche originarie relative al diritto di superficie. Negli anni passati, su richiesta degli interessati, il Comune ha già gestito numerose pratiche di trasformazione del diritto di superficie in diritto di proprietà, determinando l’importo dovuto secondo le normative vigenti. L’Amministrazione propone ora di riaprire formalmente i termini e, soprattutto, di non fissare più una scadenza, istituzionalizzando una procedura ormai consolidata.


È stato inoltre chiarito un aspetto rilevante: nei casi in cui le convenzioni originarie siano scadute, decadono anche i vincoli di reddito previsti; laddove invece la convenzione sia ancora in vigore, tali limiti permangono fino alla scadenza naturale.


Si tratta di un intervento che punta a semplificare il percorso amministrativo e a rendere più chiara la disciplina applicabile agli alloggi realizzati su aree comunali, con effetti anche sulla loro commerciabilità.

Tre temi distinti, dunque, ma accomunati dalla volontà di aggiornare strumenti e procedure alla luce del quadro normativo vigente e delle esigenze attuali della città: dalla rigenerazione urbana alla gestione del patrimonio convenzionato, passando per un confronto tecnico che ha riportato al centro il ruolo della Commissione come luogo di approfondimento e verifica.

Eleonora Ramunno

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