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Attualità | 19 febbraio 2026, 06:09

Donne e leadership: Alba interroga il presente a ottant’anni dal voto femminile

Il 27 febbraio alla Sala Riolfo un confronto tra economia, impresa e salute per misurare lo stato della leadership femminile oggi. Sullo sfondo il Reykjavík Index e la “ritradizionalizzazione” delle nuove generazioni

Una delle attività della Consulta delle Pari Opportunità di Alba

Una delle attività della Consulta delle Pari Opportunità di Alba

C’è una data che non può essere ridotta a celebrazione formale. Il 2 giugno 2026 segnerà ottant’anni dal primo voto delle donne in Italia. Un passaggio che ha inciso in modo strutturale sulla cittadinanza e sulla democrazia, ma che non ha chiuso il tema della rappresentanza. Ad Alba, la Consulta per le Pari Opportunità sceglie di collocare questa ricorrenza dentro una riflessione attuale, interrogando il concetto di leadership in un contesto che mostra segnali di rallentamento, se non di arretramento.

Giovedì 27 febbraio, alle 20.30, alla Sala Riolfo del Cortile della Maddalena, si terrà l’incontro “Donne e leadership: esperienze a confronto. Dalla conquista del voto alle scelte che guidano il futuro”, secondo appuntamento del percorso “Verso l’80° anniversario del Voto alle Donne – Educare alla democrazia e alla parità”, dopo l’apertura del 24 gennaio affidata alla storica Daniela Adorni.

A presentare la serata saranno Silvia Moglia, presidente della Consulta, e Ivana Sarotto, membro della Consulta. Ed è proprio Moglia a richiamare un dato che impone una riflessione non ideologica ma concreta: “Il Reykjavík Index, che misura la percezione pubblica della leadership femminile, è rimasto piatto nel G7, che ha ricevuto per il secondo anno consecutivo un punteggio di 68 su 100. In Germania, negli Stati Uniti e nel Regno Unito, la fiducia della popolazione nella leadership femminile è calata rispettivamente di due, tre e quattro punti rispetto all’anno precedente”.

Un segnale che, secondo le ricerche richiamate dalla presidente, mette in discussione una convinzione diffusa: “Un decennio fa pensavamo che il tempo avrebbe risolto la questione. Non è stato così. Come possiamo continuare a portare avanti le riforme istituzionali necessarie affinché, una volta raggiunto il potere, le donne siano davvero in grado di mantenerlo?”.

Il punto più delicato riguarda le nuove generazioni. Moglia cita la definizione di Michelle Harrison, cofondatrice dell’indice, parlando di “ritradizionalizzazione”: “Un numero crescente di giovani mostra un sostegno più debole alle donne leader rispetto alle generazioni precedenti. La separazione tra giovani e progressismo è qualcosa di straordinario, perché dagli anni Cinquanta in poi, per decenni, le giovani generazioni erano state associate ai movimenti progressisti. È la prima volta che non accade”.

In questo scenario, diventa urgente interrogarsi non solo sull’accesso delle donne ai ruoli decisionali, ma sulla tenuta della loro leadership nel tempo, sulle condizioni culturali e istituzionali che la rendono stabile o la espongono a una costante messa in discussione.

La serata metterà in dialogo esperienze provenienti da ambiti differenti ma accomunate dall’esercizio quotidiano della responsabilità: Isa Maggi, coordinatrice nazionale degli Stati Generali delle Donne; Giuliana Cirio, direttrice generale di Confindustria Cuneo; Daniela Balestra, presidente provinciale di Confartigianato; Maria Peano, presidente dell’associazione Preziosa Prevenzione – Promozione Salute ETS.

Economia, sistema associativo, microimpresa, salute pubblica: ambiti in cui la leadership femminile non è una categoria astratta, ma una pratica concreta, spesso attraversata da stereotipi, aspettative divergenti e “doppie misure”.

Il progetto della Consulta non si limita agli incontri pubblici. Accanto al ciclo di appuntamenti, è stato predisposto per le scuole secondarie di secondo grado un kit didattico “chiavi in mano”, mentre il concorso creativo “Il mio voto per il futuro” invita studenti e studentesse a riflettere sul significato contemporaneo del voto e della partecipazione democratica.

Redazione

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