A Cuneo resta incerto il quadro politico-amministrativo in vista delle elezioni comunali del prossimo anno.
Patrizia Manassero, la sindaca attuale, espressione del Pd, non ha ancora sciolto le riserve per una sua eventuale ricandidatura.
Enrico Collidà, l’uomo forte su cui parrebbe voler puntare il gruppone civico “Centro per Cuneo” resta alla finestra anche se a breve dovrà optare tra La Gemma, società partecipata dalla Fondazione CrCuneo che oggi presiede, e l’eventuale avventura amministrativa.
Questo clima di incertezza, considerando che il voto andrà verosimilmente polarizzandosi, ci solletica una provocazione che esterniamo ai nostri lettori, i quali avranno la benevolenza di capire che oggi è pur sempre la “Domenica Grassa”, cuore del Carnevale.
Perché – ci chiediamo – se sinistra e destra continueranno a trovarsi in ambasce non pensano di candidare a sindaco gli esponenti più in vista dei due maggiori partiti dei loro schieramenti?
Ci sono due parlamentari cuneesi che rappresentano le due maggiori forze politiche delle coalizioni di centrosinistra e centrodestra che potrebbero, generosamente, lanciarsi in una sfida nell’urna in virtù dell’esperienza maturata sui banchi di Montecitorio e delle relazioni intessute in questi anni in Parlamento.
Se non lo si fosse capito, ogni riferimento a Chiara Gribaudo (Partito Democratico) e Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia) è puramente voluto.
La prima sta giungendo al termine del suo terzo mandato consecutivo, la seconda sta concludendo il secondo.
Gribaudo, dopo essere stata assessora a Borgo San Dalmazzo, è attualmente vicepresidente nazionale del Pd e ha stretti contatti con la segretaria del suo partito, Elly Schlein.

Ciaburro, sindaca in carica di Argentera, fa parte della Commissione Difesa e i suoi legami col ministro Guido Crosetto sono assidui, così come sono frequenti i contatti con le alte cariche dello Stato.

Se Manassero scegliesse di chiamarsi fuori dalla competizione amministrativa nel 2027 e il centrodestra (per l’ennesima volta) non sapesse a che santo votarsi, perché non prendere in considerazione una singolare tenzone, tutta al femminile, Gribaudo-Ciaburro?
Un caso che porterebbe sicuramente Cuneo alla ribalta nazionale e farebbe felici coloro che si lamentano che tra Gesso e Stura non succede mai niente di interessante (anche politicamente parlando).
Semel in anno licet insanire (Una volta all’anno è lecito impazzire, o meglio fare cose pazze). Una massima che facciamo nostra con questo ballon d’essai, consapevoli che le nostre eroine faranno di tutto – immaginiamo – per tenersi stretto lo scranno parlamentare finché potranno.
Nella storia, sia antica che medioevale, le grandi dispute che non trovavano risoluzione nelle battaglie campali venivano affidate a duelli che sono rimasti epici.
Per quelle disfide, dove la cifra distintiva era il coraggio, si sceglievano ovviamente i “migliori” e gli “arditi”.











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