La provincia di Cuneo avrà il maggior numero di comuni montani in Piemonte, che complessivamente saranno 175.
Secondo la deliberazione del Consiglio regionale del 1988 i Comuni “montani” in provincia di Cuneo sono 151 e, nell'ultima bozza del disegno di legge sulla montagna, 147 di questi sono stati confermati. Se ne aggiungeranno 28 nuovi:Bastia Mondovì, Beinette, Briaglia, Castelletto Stura, Centallo, Clavesana, Cossano Belbo, Cuneo, Dogliani, Magliano Alpi, Mango, Manta, Margarita, Mondovì, Monforte, Montanera, Montelupo Albese, Morozzo, Neviglie, Niella Tanaro, Rocca de’ Baldi, Roddino, Rodello, Salmour, Sinio, Tarantasca, Trezzo Tinella e Villafalletto.
Ma ne escono due: Saluzzo e Revello. Secondo i dati Istat utilizzati dal ministero, hanno un'altitudine media inferiore al criterio dei 350 metri, Revello con 334mt e Saluzzo 315.
In Piemonte si passerà dagli attuali 505 a 558. Dopo la provincia di Cuneo, segue quella di Torino con 167 per numero di comuni montani, Alessandria con 35, Asti 10, Biella 47, Novara 23, Vercelli 27 e Verbania Cusio Ossola 74.
La bozza della legge proposta dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Roberto Calderoli era stata presenta a dicembre scorso, in cui si escludevano molti comuni piemontesi. “Con i successivi incontri però – chiarisce l'assessore regionale alla Montagna Marco Gallo - sono state accolte le osservazioni di Piemonte e altre regioni dando inizio ad un lavoro congiunto fino alla presentazione dell'ultima bozza”. Anche se nel corso dell'ultimo incontro non è stato raggiunto l'accordo di tutte le regioni, presto dovrebbe essere approvata e diventare effettiva.

Intanto, il dibattito pubblico continua sui criteri della montanità. Il tema è approdato nell'ultimo Consiglio regionale a seguito di un'interrogazione del consigliere regionale Mauro Calderoni.
Un punto che l'assessore Gallo ha chiarito: “La legge ha voluto dare criteri per tutta Italia che tenesse in considerazione sia Alpi che Appennini. Ecco perché alcuni Comuni di pianura sono passati a montani. In questa classificazione sono rimaste un po' penalizzate le province di Asti e Alessandria che perdono più comuni con un'altezza media più bassa”.
Ma, il vero punto cruciale sarà il risultato del lavoro della commissione dei 6 esperti (3 indicati delle Regioni, 2 dell'Anci e 1 dall'Upi) che stabilirà i criteri socio economici e relativo elenco dei comuni che, quindi, potranno accedere al Fondo per lo Sviluppo delle Montagne Italiane. La nuova legge approvata a settembre vede 100milioni di euro destinati alle Regioni e altri 100 messi a disposizione direttamente dallo Stato attraverso sgravi fiscali a imprese e attività locali. Dal Fosmit, dall'11% iniziale, secondo i nuovi parametri al Piemonte dovrebbe arrivare il 15%, pari circa a 15 milioni di euro.
A tal proposito Gallo spiega:“Oggi i criteri di montanità vengono utilizzati solo per le assegnazioni dei contributi del Fosmit. Per tutto il resto, che possa riguardare scuole di montagna, agricoltura o altre misure, ad oggi si utilizza i “vecchi”criteri. Non possiamo che non essere d'accordo sul fatto che la montagna ha bisogno di servizi e va accompagnata in questo processo. Seguiremo con attenzione il lavoro della commissione, che sta scrivendo i criteri socio economici. Questo passaggio è fondamentale per salvaguardare la necessità della montagna vera. Dobbiamo privilegiare le vere zone di montagna rispetto a fondovalle e pianure, che hanno esigenze diverse. Siamo ben consapevoli che ad esempio Acceglio ne abbia di diverse rispetto a Cuneo. E' giusto, quindi, - conclude Gallo - che si prediligano sgravi fiscali alla vera montagna e a chi contribuisce a mantenere un servizio in zone marginali”.














