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Attualità | 12 febbraio 2026, 11:35

Ceva, inaugurato l'ospedale di comunità

Tra un mese saranno conclusi anche i lavori della Casa di Comunità. L’assessore regionale alla Sanità: “Le cure vanno garantite tutti, entro fine anno saremo di fronte a un cambiamento epocale in Sanità”

È stato inaugurato ieri, mercoledì 11 febbraio, l'ospedale di comunità di Ceva

La struttura, con 20 posti letto, è stata realizzata con un intenso lavoro, durato circa 400 giorni, per un importo complessivo di 1,5 milioni di euro.

"L’intervento – ha spiegato il direttore generale Giuseppe Guerra nel corso dell’evento, al quale ha partecipato anche il sindaco di Cwva, Fabio Mottinelli, l’assessore regionale alla Sanità del Piemonte Federico Riboldi (era presente anche la consigliera regionale Federica Barbero) con il collega Massimo Nicolò della regione Liguria – è il risultato di un progetto condiviso che si inserisce nel contesto anche di altre operazioni che vedono Ceva protagonista, in una serie di interventi strutturali e di miglioramento tecnologico per una spesa di circa 12 milioni”.

Nel corso della serata è stato firmato, di fronte a un’affollata assemblea nella sede dell’Unione Montana, una dichiarazione di intenti tra le due regioni confinanti.

"Le terre di confine hanno spesso maggiori difficoltà- ha detto Riboldi -, ma le cure vanno garantite a tutti. In questo senso la collaborazione è importante e ringrazio anche l'assessore alla Sanità della Liguria Massimo Nicolò che ha accettato il mio invito a partecipare al confronto con il nostro territorio".

“Questo cambio di marcia - ha aggiunto il primo cittadino cebano - è anche dovuto al percorso di collaborazione stabilito con Mondovì, gli altri sindaci del territorio e la Regione. Dobbiamo concentrarci su un progetto complessivo al di là dell’estemporaneità, perché Sanità non è soltanto ospedale”.


 

Le convenzioni attualmente in essere hanno consentito ai cittadini residenti nei comuni di confine di accedere ai servizi di assistenza primaria – medici di medicina generale e pediatri di libera scelta – secondo il criterio della maggiore prossimità territoriale, indipendentemente dalla regione di appartenenza del professionista sanitario. Il modello ha interessato in particolare i comuni di Massimino per la Liguria e di Alto e Caprauna per il Piemonte.


Tali accordi sono stati aggiornati alla luce del nuovo assetto istituzionale entrato in vigore il 1° gennaio 2026, che ha previsto il passaggio dell’ASL 2 alla nuova configurazione di Area Sociosanitaria Locale 2 nell’ambito di ATS Liguria.


"Questo percorso rappresenta un esempio concreto di collaborazione istituzionale finalizzata a dare risposte pragmatiche ai cittadini delle aree montane e di confine - ha spiegato Nicolò -. La sanità deve superare i confini amministrativi quando questi rischiano di creare disagi, mettendo al centro la prossimità e la qualità dell’assistenza. Con il Piemonte condividiamo la volontà di rafforzare un modello organizzativo moderno, sostenibile e capace di garantire pienamente i Livelli Essenziali di Assistenza, valorizzando le sinergie tra territori e professionisti".


Nel corso dell’incontro sono stati analizzati poi i risultati conseguiti durante il periodo di vigenza delle convenzioni ed è stata approfondita la possibilità di rinnovare e potenziare tali accordi, valutando l’eventuale estensione del modello collaborativo ad altri territori di confine. 

Obiettivo condiviso è garantire continuità assistenziale, prossimità dei servizi e pieno rispetto dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), attraverso un modello organizzativo capace di rispondere in modo efficace alle specificità geografiche delle aree montane, interne e di confine.


 

“In questi mesi - aggiunge l’assessore alla Sanità della Regione Piemonte Federico Riboldi - abbiamo lavorato molto per rilanciare l'ospedale di Ceva: con il potenziamento tecnologico, il rafforzamento della rete territoriale, il piano di sicurezza antisismica, il potenziamento della chirurgia ambulatoriale complessa e Day Surgery. In questo contesto si inserisce l'accordo con la Liguria che prevede un rafforzamento della cooperazione tra le due regioni per servire meglio i territori di confine. L’accordo punta a garantire una migliore copertura dei medici di medicina generale e pediatri di libera scelta, prevede la collaborazione in ambito radiologico (es. convenzione per lettura referti screening mammografico) e il rafforzamento dell’emergenza-urgenza e della sicurezza sanitaria, anche attraverso lo sviluppo della rete 118. Ed ancora lo sviluppo di setting assistenziali condivisi in relazione alle Case di Comunità e agli Ospedali di Comunità di Cairo Montenotte (SV) e Ceva, la collaborazione per l’utilizzo congiunto di personale per fare fronte alle criticità di organico medico e per il miglioramento delle liste di attesa. Sono certo che questo accordo migliorerà il livello di erogazione di servizi sanitari nelle zone di confine tra le due Regioni, con benefici notevoli per tutto il territorio".


Intanto a Ceva, entro circa un mese, sarà pronta anche la Casa di Comunità (presso il Distretto) e la sua attivazione garantirà una risposta puntuale ai cittadini, riducendo anche gli accessi da codice bianco o di bassa complessità dei Pronto soccorso. L’avvio dei lavori di sicurezza antisismica consentiranno poi collocazioni più omogenee dei reparti e l’ottimizzazione dei percorsi. Entro maggio sarà collocata la nuova Tac 128 slides che segue l’attivazione dell’osteodensitometro per un generale progetto di ammodernamento delle strumentazioni diagnostiche radiologiche degli ospedali dell’Asl CN1. 

Dopo l’estate, con la conclusione dei lavori della nuova dialisi presso l’ospedale di Mondovì sarà anche avviato il cantiere per il rifacimento dell’impianto di osmosi per il Servizio attivo a Ceva.

 Sempre a Ceva è stato registrato nel 2025, rispetto all’anno precedente, un incremento del 15% (da 12.124 prestazioni a 14.005) dell’attività di visite e prestazioni diagnostiche monitorate nell’ambito del percorso nazionale di governo delle liste d’attesa e si prevede l’ulteriore potenziamento per l’ortopedia con l’assunzione di uno specialista dedicato all’area Sud. Potenziata anche la chirurgia ambulatoriale complessa e day surgery con un incremento del 17% delle prestazioni (da 3009 a 3529) e aperto un ambulatorio di chirurgia della mammella. 

L’assessore ha inoltre proposto lo studio di fattibilità per l’implementazione di un centro dedicato all’ossigenoterapia iperbarica.

Arianna Pronestì

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