In primo grado era stato condannato a 9 mesi di reclusione, a fronte di una richiesta dell’accusa di 2 anni e 3 mesi.
In appello è stato ora assolto l’impiegato 50enne braidese finito a processo in ragione di cinque capi di imputazione legati alla burrascosa conclusione della vicenda sentimentale che negli anni compresi tra il 2020 e il 2022 lo aveva legato a una 60enne cuneese.
Era stata la donna, di professione imprenditrice, a presentare querela nei confronti dell’ex compagno, classe 1975, rinviato a giudizio per maltrattamenti, atti persecutori, danneggiamento, violazione di domicilio e lesioni aggravate.
Un’accusa, quest’ultima, conseguenza dell’aggressione che lei dovette subire nell’agosto 2022, strattonata per un orecchio, al punto da farlo sanguinare, e colpita anche con un calcio a un ginocchio, e costretta quindi a farsi medicare al Dea dell’ospedale "Santa Croce" di Cuneo.
Un fatto giunto peraltro al culmine di una relazione sentimentale e di una convivenza caratterizzata da più episodi di molestie e minacce, con insulti, denigrazioni ed epiteti ai danni della donna, che rimproverava invece lui per l’uso eccessivo di alcol cui sarebbe stato abituato. Non infrequenti i casi di rimbrotti, piatti spaccati per terra e spintoni in un escalation culminata con le botte accompagnate da minacce come "te la farò pagare!".
Da qui la denuncia, il rinvio a giudizio e il processo, nel quale la donna si era costituita parte civile col patrocinio dell’avvocata Carmen Carola Casella del foro di Torino.
Il 9 dicembre 2024 il Tribunale di Asti si era pronunciato condannando l’uomo a 9 mesi di reclusione, coi doppi benefici di legge, per danneggiamento, violazione domicilio e lesioni aggravate, e assolvendolo invece per gli altri reati.
L’impiegato era stato inoltre condannato a pagare le spese legali della parte civile e una provvisionale pari a 1.000 euro.
Mercoledì 4 febbraio il pronunciamento di secondo grado. Di fronte alla prima sezione della Corte d’Appello di Torino la procuratrice Sara Panelli ha chiesto la conferma della condanna. Il collegio – presidente Riccio, giudici Fidelio e Fedeli – ha invece accolto la richiesta dell’avvocato difensore Roberto Ponzio e quindi assolto il 50enne escludendone la colpevolezza per la particolare tenuità del fatto.
Disposto un termine di 45 giorni per il deposito delle motivazioni.














