È stato un interrogatorio durato più di sette ore quello a cui la direttrice e la coordinatrice della "Cooperativa Sociale per Mano” hanno deciso di sottoporsi di fronte al pubblico ministero cuneese Alessia Rosati.
Le donne, madre e figlia, attualmente detenute in carcere a Torino, sono indagate insieme ad altri quindici soggetti, tra Oss, infermieri, educatori, psicologi e psichiatri per presunti maltrattamenti su alcuni ospiti della struttura di via Savona a Cuneo, realtà che accoglie persone affette da patologie dello spettro autistico, gravi e gravissime.
Erano state 17 le ordinanze di misure cautelare notificate ad altrettanti soggetti nell’ottobre scorso, da quando il blitz da parte dei Carabinieri ha portato allo smantellamento dei locali. Diciotto le presunte vittime.
Nelle prossime settimane poi, la Procura, dopo aver esaurito tutti gli interrogatori, dovrebbe notificare agli indagati l’avviso di conclusione indagini, ai sensi dell’articolo 415 bis del Codice di Procedura Penale.
Oltre all’arresto e all’applicazione della custodia cautelare della direttrice e della coordinatrice, il giudice per le indagini preliminari aveva convalidato anche quattro arresti domiciliari e undici divieti di avvicinamento, alcuni con braccialetto elettronico e altri con obbligo di firma. Dopo l’operazione dei carabinieri, tra il 24 ottobre e il 3 novembre scorsi, tutti gli ospiti erano stati trasferiti in strutture ritenute sicure, grazie al coordinamento dell’Asl Cn1, che aveva messo in campo un'équipe di oltre 60 professionisti per la gestione di quella che si è presentata a tutti gli effetti come un'emergenza.
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, all’interno delle strutture si sarebbero registrati episodi di violenza fisica e psicologica, documentati attraverso riprese effettuate nei locali. Tra le varie condotte ancora in fase di accertamento, ci sarebbero insulti, percosse, pazienti legati ai letti o lasciati per ore in stanze d’isolamento, cure e farmaci non somministrati e cibo dato in quantità spesso non sufficiente.
Le ipotesi di reato, che verrano poi formalizzate nell’avviso di conclusione indagini, riguarderebbero delitti di maltrattamenti contro persone a loro affidate, lesioni personali, sequestro di persona e violenza privata.
Poi omissioni di atti d’ufficio, frode nelle pubbliche forniture e responsabilità amministrativa dell’ente. Le contestazioni di natura economica si riferiscono ai servizi fatturati tra il 2024 e il giugno 2025, con oltre 1,4 milioni di euro più Iva chiesti alle Asl convenzionate.














