Lo scorso sabato 31 gennaio il Coordinamento pedagogico territoriale, grazie alla responsabile Chiara Fassino, ha riunito nella sala conferenza Arpino della biblioteca di Bra un gruppo di insegnanti della scuola dell’infanzia e di educatrici dei servizi dei bambini 0-3 anni (nidi, micronidi e spazi gioco) per illustrare un ambizioso progetto dalle radici emiliane.
L’intento era principalmente di restituire alle colleghe l’esperienza del viaggio-studio svolto lo scorso novembre a Reggio Emilia. Si è trattato dell’approccio educativo nelle scuole denominato “Reggio Children”, che consisteva nello spiegare quello che di fatto è un filo educativo rivolto agli alunni da 0 a 6 anni, che si intreccia con un piano che coinvolge anche le sfere pedagogiche, politiche e sociali.

Il progetto “Reggio Children” fu fondato dal pedagogista Loris Malaguzzi nel 1945 a Reggio Emilia. Durante il convegno, con la partecipazione del sindaco di Bra Gianni Fogliato, i punti focali hanno riguardato il pensiero del compianto pedagogista Malaguzzi, attraverso la sua idea di scuola e il suo sviluppo nella città, nonché tutte le modalità di progettazione e le documentazioni che ne hanno definito i crismi.
Per l’occasione sono stati allestiti dalle insegnanti e dalle educatrici che hanno partecipato all’esperienza di Reggio quattro atelier dimostrativi per le colleghe, secondo il modello reggiano: un laboratorio di creta, un laboratorio di "copia dal vero" (volto a riprodurre fiori e piante), uno dedicato all'outdoor e un laboratorio di luce, dove diversi materiali con trasparenza hanno permesso di generare varie fonti di illuminazione.

Così la referente del Coordinamento pedagogico territoriale Chiara Fassino: “L’ispirazione reggiana deve portare a creare un luogo di democrazia e partecipazione, attraverso un’interazione fra adulti e bambini. 'Reggio Children' vuole promuovere tutti i diritti dei bambini non solo del domani, ma anche a partire da quelli che vi sono oggi. Dall’esperienza formativa di novembre l’obiettivo base sarà quello di ispirarsi a Reggio Emilia per portare i cambiamenti nei servizi afferenti al Coordinamento pedagogico territoriale e continuare il percorso del sistema integrato 0-6 anni”.
Sul futuro in termini di iniziative: “A giugno abbiamo in atto un progetto che coinvolgerà le famiglie attraverso gruppi di lavoro, al fine di realizzare ricerche per delle soluzioni educative per i ragazzi. Sarà una co-progettazione fra professioni, cercando di coinvolgere non solo genitori e bambini, ma anche le governance politiche”.














