/ Attualità

Attualità | 31 gennaio 2026, 20:00

Cia Cuneo, Marco Bozzolo è il nuovo presidente provinciale [VIDEO]

A Fossano l’assemblea elettiva guarda alle aree interne e alle sfide della nuova Politica agricola comune

Marco Bozzolo, 36 anni, castanicoltore di Viola, eletto all’unanimità dall’assemblea dei delegati

Marco Bozzolo, 36 anni, castanicoltore di Viola, eletto all’unanimità dall’assemblea dei delegati

l castello di Fossano ha fatto da cornice, nella mattinata di oggi, all’assemblea provinciale di Cia Agricoltori italiani di Cuneo, chiamata a rinnovare le cariche direttive per il prossimo quadriennio. Un appuntamento che ha unito il momento elettivo al confronto politico e programmatico sul futuro dell’agricoltura, con particolare attenzione alle aree interne e alla nuova Politica agricola comune.

A guidare l’organizzazione nel prossimo mandato sarà Marco Bozzolo, 36 anni, castanicoltore di Viola, eletto all’unanimità dall’assemblea dei delegati. Laureato in Economia e Commercio all’Università di Genova, con una magistrale in Economia dell’Ambiente conseguita all’Università di Siena, Bozzolo arriva alla presidenza dopo aver ricoperto il ruolo di vicepresidente provinciale e quello di presidente regionale dell’Associazione Giovani Imprenditori Agricoli del Piemonte.

Al suo fianco, nel nuovo assetto dirigenziale, il vicepresidente vicario Marco Bellone, confermato nel segno della continuità istituzionale, e i due giovani vicepresidenti Giacomo Damonte e Diego Botta, a testimonianza di una linea che guarda al ricambio generazionale senza rinunciare all’esperienza.

Il passaggio di consegne è avvenuto nel solco della continuità anche con il presidente uscente Claudio Conterno, che ha guidato l’organizzazione per due mandati e che, come previsto dallo statuto, non era più ricandidabile. È stato proprio Conterno il primo a congratularsi con Bozzolo, sottolineando il lavoro svolto negli anni per rafforzare la struttura e la rappresentanza di Cia sul territorio provinciale.

Nel suo primo intervento da presidente, Bozzolo ha voluto ringraziare chi lo ha preceduto e i responsabili che hanno accompagnato la crescita dell’organizzazione, per poi entrare nel merito delle criticità che oggi attraversano il settore agricolo. “Gli ultimi anni ci hanno messo di fronte a crisi che hanno fatto emergere tutte le fragilità del sistema: dalla pandemia alla guerra in Ucraina, dall’aumento dei costi energetici al cambiamento climatico. È emersa una verità semplice: senza agricoltura non c’è sicurezza, non c’è economia, non c’è coesione sociale”, ha affermato.

Tra i punti centrali del programma sindacale, il nuovo presidente ha indicato la necessità di un rapporto più equilibrato lungo la filiera. “Serve un dialogo più maturo con l’agroindustria – ha spiegato – perché oggi, su ogni euro speso dal consumatore, meno di 15 centesimi arrivano a remunerare il prodotto agricolo. Il resto viene assorbito dalla trasformazione e dalla distribuzione. Un sistema così non è sostenibile nel lungo periodo: il valore deve essere redistribuito in modo più equo”.

Temi che si sono intrecciati con quelli affrontati poco prima da Conterno, che aveva richiamato l’attenzione su giusto prezzo, Mercosur, reciprocità delle regole internazionali, tutela del Made in Italy e ruolo di Cia nei tavoli europei.

La seconda parte dell’assemblea, aperta al pubblico, ha ospitato la tavola rotonda “Dalle aree interne all’Europa: costruire il futuro dell’agricoltura in provincia di Cuneo”, con gli interventi dell’assessore regionale all’Agricoltura Paolo Bongioanni, del direttore nazionale di Cia Maurizio Scaccia, del vicepresidente nazionale Giammichele Passarini, del presidente regionale Gabriele Carenini e dello stesso Bozzolo.

Presenti anche numerosi rappresentanti istituzionali, tra cui il sindaco di Fossano Dario Tallone, il senatore Giorgio Bergesio, il consigliere regionale Claudio Sacchetto e il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Luca Crosetto.

Dal dibattito è emersa con forza la specificità della provincia di Cuneo: un territorio in cui circa il 90 per cento dei Comuni conta meno di cinquemila abitanti e dove le aree interne rappresentano insieme una fragilità e una risorsa. Un modello virtuoso di presidio agricolo e territoriale, ma difficile da replicare altrove, che richiede politiche mirate e una strategia di lungo periodo per evitare lo spopolamento e il degrado ambientale, economico e sociale.

Una sfida che Cia Agricoltori italiani ha ribadito di voler portare con determinazione ai tavoli della politica nazionale ed europea, indicando nell’agricoltura delle aree interne non un problema da gestire, ma un’opportunità concreta di sviluppo e tutela del territorio.

Le prime parole del neopresidente

redazione

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium