Presto nelle scuole potrebbero essere introdotti i metal detector. Lo ha annunciato il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, ospite di Bruno Vespa su Rai 1 a “Cinque Minuti”, motivando la misura “in connessione al fenomeno crescente che stiamo registrando dell'utilizzo dei coltelli da parte dei ragazzi”.
Sarà pubblicata nelle prossime ore la direttiva condivisa con il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.
“Significherà - ha spiegato Piantedosi - che su richiesta dei dirigenti scolastici, nel pieno rispetto dell'autonomia scolastica, insieme ai prefetti si potrà decidere di effettuare controlli davanti alle scuole, all'ingresso o al loro interno. I controlli potranno avvenire anche a sorpresa, quando ritenuto necessario dai presidi. Resta fermo che in caso di commissione di reati e indagini giudiziarie questi avverranno su disposizione dell’autorità giudiziaria”.
Un deterrente per contenere l'introduzione di armi e coltelli a scuola da parte dei giovani, secondo il ministro Valditara condizionati da “una moda che si sta diffondendo esponenzialmente anche grazie al web”.
Sotto questo profilo la provincia di Cuneo e il sistema scolastico cuneese sembrano distinguersi da altre realtà. Episodi simili o denunce non hanno infatti raggiunto l'Ufficio Scolastico Provinciale.
Il provveditore Umberto Pelassa: “Non è un tema mai arrivato sul nostro tavolo, né da dirigenti, né da famiglie, neanche come semplice richiesta. Non sono mai giunte segnalazioni di armi nelle nostre scuole”.
La direttiva, attualmente in fase di elaborazione, stabilirà modalità e criteri per l’utilizzo dei dispositivi, chiarendo che l’intervento non ha finalità repressive, ma è orientato alla sicurezza scolastica.














