Ci sono tragedie che segnano un prima e un dopo.
E' stato così per piazza San Carlo. E lo è adesso, dopo Crans Montana.
Fatti che segnano un punto di svolta, portando a un rafforzamento delle misure. Spesso ci sono già, ma non vengono applicate.
La volontà di formare i sindaci, i presidenti delle pro loco, di confrontarsi con chi gestisce sale da ballo e locali, con le associazioni d categoria, al Prefetto era venuta già a inizio dicembre.
Quanto accaduto in Svizzera nella notte di Capodanno ha solo reso evidente quanto ce ne fosse bisogno. Perché nemmeno la Granda è un'isola felice. Anche nella nostra provincia le violazioni riscontrate, in tema di sicurezza nell'organizzazione di eventi e di pubbliche manifestazioni o all'interno dei locali sono numerose.
Mancato rispetto della capienza, minor numero di addetti alla sicurezza di quelli che ci dovrebbero essere, spesso non formati, piani di sicurezza datati e non aggiornati e l'atteggiamento ottuso di chi si trincera dietro il più classico "abbiamo sempre fatto così".
Uno dei fenomeni più critici emersi è quello dei bar o dei ristoranti che si trasformano di fatto in discoteche, eludendo la normativa vigente. Una situazione che genera concorrenza sleale nei confronti dei locali autorizzati e comporta gravi violazioni in materia di sicurezza, antincendio e capienza, con personale spesso non formato e in numero insufficiente.
L'incontro si svolgerà il 4 febbraio presso il Centro Incontri della Provincia. La settimana successiva verrà ripetuto per dare risposta alle richieste pervenute dagli uffici tecnici e dalle Polizie locali.

I relatori saranno il Prefetto di Cuneo, Mariano Savastano, il comandante provinciale del vigili del fuoco, il questore, il comandante del reparto oeprativo dei carabinieri, i sindaci di Cuneo e Alba, due presidenti di proloco e due figure tecniche.
Un momento di confronto a più voci sulla sicurezza degli eventi pubblici e delle manifestazioni: al centro della mattinata di lavoro, il tema della gestione corretta degli eventi, dalla piccola festa di paese ai grandi concerti, con un’attenzione particolare alla sicurezza di avventori e lavoratori, alla formazione degli addetti e alla consapevolezza dei rischi.
Senza la volontà di sanzionare o vessare. Nessuno, ha sottolineato il Prefetto, vuole impedire che si svolgano gli eventi. Si chiede solo di predisporre i corretti piano di sicurezza e quindi di emergenza.
In questo, la Prefettura si rende pienamente disponibile a fornire indicazioni e supporto, come fatto di recente con il Comune di Piozzo, che ha chiesto un aiuto per la gestione della Fiera della zucca, ormai diventata un evento da 50mila partecipanti.
È stato ribadito che non si può applicare lo stesso livello di sicurezza a una piccola sagra di paese e a un grande evento musicale. "Le normative prevedono infatti livelli di rischio basso, medio o alto, determinati da parametri precisi come il numero di partecipanti, il luogo e la tipologia di manifestazione", ha spiegato Savastano. In base a questa valutazione si stabiliscono le misure da adottare, dai piani di sicurezza ai piani di emergenza, obbligatori per qualunque evento, che si tratti di una fiera, un rally o una festa patronale".
La valutazione dei rischi spetta innanzitutto all’organizzatore, ma anche ai sindaci, chiamati a rilasciare le autorizzazioni, e ai privati coinvolti. Non sono mancate le proteste per l’aumento degli adempimenti burocratici, ma il messaggio condiviso è stato chiaro: la sicurezza non è burocrazia.
Il comandante dei Vigili del Fuoco, Calogero Daidone, ha ricordato l’importanza dei controlli antincendio, che avvengono ogni cinque anni, e della corretta redazione del documento di valutazione dei rischi e del piano di emergenza, che deve essere coerente con i rischi effettivi dell’evento.

Dal fronte della sicurezza pubblica, il questore Rosanna Minucci ha sottolineato come, soprattutto nei grandi eventi, sia indispensabile un piano di safety, senza il quale non può esserci security, in base al quale vengono emesse le ordinanze e organizzati i servizi di ordine pubblico, secondo quanto previsto dalla circolare Gabrielli. "Spesso, però, arrivano piani copia-incolla dell’anno precedente, segno di una sottovalutazione del problema", ha detto.
Presente al tavolo Sara Tomatis, assessora alle Manifestazioni del Comune di Cuneo. E' stata lei ad evidenziare come le competenze non possono più essere improvvisate. "Le amministrazioni di una certa dimensione devono porsi l’obiettivo di coordinare le manifestazioni sul territorio, offrendo modelli e strumenti condivisi".

Il tenente colonnello dei carabinieri, Daniele Riva, ha sottolineato l'importanza di lavorare tutti nella stessa direzione, evitando pressapochismi e valutando con attenzione i costi, ma soprattutto le conseguenze.
Non esiste il rischio zero – è stato ricordato – ma ignorare le regole significa esporsi a pericoli reali. La vera sfida non è “non fare”, ma fare bene e in sicurezza.
"Nessuna volontà persecutoria, è stato ribadito, ma controlli più rigorosi, che devono essere accompagnati dalla formazione, perché – come è stato detto dal Prefetto– la sicurezza dei cittadini non è un costo evitabile".







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