Con l’aggiudicazione della barrique 15 di Barolo Gustava durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, Barolo en Primeur 2025 chiude la sua quinta edizione con un nuovo record: 1.130.300 euro destinati a progetti sociali e culturali in Italia e nel mondo.
Con questo risultato, Barolo en Primeur — progetto promosso da Fondazione CRC Donare ETS e Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, in collaborazione con il Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani — conferma il suo ruolo di evento filantropico d’eccellenza. In cinque edizioni ha raccolto infatti oltre 4,5 milioni di euro, sostenendo quasi cento progetti benefici in ambito sociale, culturale, educativo e sanitario.
La barrique battuta all’Asta Mondiale del Tartufo si aggiunge ai 14 lotti aggiudicati lo scorso 24 ottobre al Castello di Grinzane Cavour, sotto il martelletto del direttore di Christie’s Italia, Cristiano De Lorenzo, in collegamento con New York e Londra, accompagnata dalla conduzione del comico Federico Basso, fatta di ironia e intelligenza, che ha offerto un tocco di leggerezza e partecipazione. Vinificate separatamente dall’enologo Donato Lanati in base alla parcellizzazione della Vigna Gustava, le barrique di Barolo en Primeur danno vita a vini unici, capaci di coniugare eccellenza enologica e solidarietà concreta.
Tra i 21 progetti sostenuti quest’anno figurano realtà come Galleria Borghese, Fondazione Vialli e Mauro per la ricerca sulla SLA, Fondazione Ospedale Alba-Bra ETS, Maggie Foundation Care ETS, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Fondazione Insuperabili e Fondazione Don Gino Rigoldi, insieme a diversi enti internazionali e locali impegnati nella promozione della cultura, del welfare e della ricerca. Tra i progetti sostenuti spicca anche un intervento internazionale che porta la solidarietà delle Langhe fino in Kenya, dove la beneficenza di Barolo en Primeur sta contribuendo alla costruzione del nuovo centro trasfusionale dell’Ospedale di North Kinangop, una struttura di riferimento per oltre 400.000 persone. Testimonianza di questo, durante l’asta è stato proiettato il videomessaggio di don Sandro Borsa, sacerdote piemontese che da anni opera nella missione africana. “Questo contributo – ha spiegato don Sandro – permetterà di realizzare un laboratorio trasfusionale all’altezza degli standard internazionali e di promuovere la cultura della donazione del sangue nelle scuole, nelle chiese e nelle comunità locali, creando un sistema simile a una piccola Avis africana”.
Ogni bottiglia è stata contrassegnata dall’etichetta d’artista Self-devouring figure di Giulia Cenci, un autoritratto ibrido che riflette sui temi di identità e metamorfosi, in linea con la tradizione che vede ogni edizione di Barolo en Primeur affidare a un artista contemporaneo la reinterpretazione visiva del progetto. Dopo Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Otobong Nkanga e Susan Philipsz, la scelta di Giulia Cenci conferma la volontà di unire il linguaggio del vino a quello dell’arte contemporanea, dando forma ogni anno a un racconto visivo diverso, ma coerente nel suo messaggio di valore e trasformazione.
Accanto alla componente artistica, questa edizione si distingue anche per l’innovazione tecnologica: il nuovo tag NFC “Autentico”, sviluppato da Tesisquare in collaborazione con Autentico Srl, consente di certificare digitalmente ogni bottiglia, garantendone tracciabilità, autenticità e integrità. Inoltre, grazie alla collaborazione con Fieramente Srl, azienda italiana specializzata nel trasporto di vini di pregio, la consegna delle bottiglie avverrà senza costi di spedizione per gli acquirenti, assicurando un servizio globale e puntuale.
“Superare di così tanto il milione di euro è un risultato straordinario”, commenta Mauro Gola, presidente di Fondazione CRC. “Questa quinta edizione sancisce il successo di un percorso iniziato nel 2021, che continua a crescere in autorevolezza e partecipazione. La forza del progetto risiede nella sua formula: l’idea di associare ogni donazione a una singola barrique ha reso la solidarietà un gesto concreto e accessibile, capace di coinvolgere un pubblico sempre più ampio”.
Aggiunge Giuliano Viglione, Presidente di Fondazione Donare ETS.
“È straordinario vedere come Barolo en Primeur cresca anno dopo anno, diventando non solo un evento enologico di riferimento ma un vero e proprio simbolo di solidarietà e partecipazione collettiva. I risultati di questa quinta edizione lo confermano: le Langhe restano il cuore pulsante, ma i benefici si estendono ben oltre i confini locali, generando opportunità concrete per le persone e le comunità”.
“Il successo di Barolo en Primeur non nasce solo dalla generosità di chi sceglie di donare, ma anche dalla forza e dalla qualità straordinarie di due vini unici come Barolo e Barbaresco”, conclude Sergio Germano, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. “L’introduzione dell’en primeur è una modalità di promozione e valorizzazione che dobbiamo continuare a coltivare e far crescere, perché rappresenta una grande opportunità per tutto il territorio”.
Cinque anni dopo la sua nascita, Barolo en Primeur conferma così la sua vocazione di laboratorio di solidarietà e cultura, in cui il grande vino delle Langhe diventa strumento di bene, costruendo valore per le persone e per il territorio.















