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Farinél | 04 febbraio 2024, 10:18

Farinél- Il 5 febbraio è il giorno della Nutella: la crema inventata da Michele Ferrero nel 2024 compie 60 anni

Il 20 aprile 1964 usciva dallo stabilimento di Alba il primo barattolo di Nutella. Da quel giorno la dolcezza ha un nome conosciuto in tutto il Mondo, che dal 2007 viene celebrato in ogni angolo del globo proprio il 5 febbraio

Farinél- Il 5 febbraio è il giorno della Nutella: la crema inventata da Michele Ferrero nel 2024 compie 60 anni

Attenzione, articolo ad alto contenuto di dolcezza. Non può essere altrimenti, perché domani, lunedì 5 febbraio, in tutto il mondo si celebrerà il Nutella Day, il giorno in cui si festeggerà il gusto inconfondibile della crema più celebre che ci sia.

A lanciare l’idea della giornata della Nutella è stata una italo americana di San Francisco, tale Sara Rosso, scrittrice, fotografa, blogger; la donna si occupa di management e tecnologie innovative, ed ha vissuto a lungo in Italia prima di tornare in California. Nel 2007 ha ideato il Nutella Day, celebrazione che ha conquistato il mondo.

Un successo che ha spinto la multinazionale nata ad Alba a prendere sotto la propria ala protettiva la giornata registrando, nel 2015, il marchio World Nutella® Day e indicando sul proprio sito un vero e proprio decalogo per celebrare al meglio la giornata:

1) Inventarsi una ricetta con la Nutella
2) Fare una fotografia particolare con la Nutella
3) Creare oggetti e opere d'arte ispirati alla Nutella
4) Fare qualche accostamento gastronomico originale usando la Nutella
5) Raccontare la prima volta che abbiamo assaggiato la Nutella
6) Regalare la Nutella alle persone che amiamo
7) Far assaggiare la Nutella a qualcuno per la prima volta
8) Fare un party (o, di questi tempi, un video party) in onore della Nutella
9) Scrivere una canzone o una poesia sulla Nutella
10) Fare colazione a letto con la Nutella

Regole che rendono bene la misura di quanto fatto dalla Ferrero nel corso degli anni, riuscendo a creare un vero e proprio simbolo di “Serendipità”, quello stato d’animo che indica la pace interiore, con un prodotto da consumare da soli o insieme, con le dita o con il cucchiaino, tradizionalmente sul pane o con accostamenti, a volte, improbabili.

Poco importa, perché la Nutella funziona e continua a funzionare da 60 anni. Pensate a cosa fosse il mondo nel 1964: l’uomo non era ancora andato sulla luna, il Sessantotto era là da venire, così come gli anni di piombo; erano gli anni del boom economico e dei sogni che diventano realtà. Pensate a quanto sono cambiati gli italiani, gli europei e i cittadini del resto del mondo in 60 anni. La Nutella, invece, è rimasta uguale a sé stessa e oggi è più amata che mai, con un piccolo miracolo che si rinnova continuamente.

LA STORIA

Tutto parte nel lontanissimo 1925, quasi un secolo fa, con il Pastone Ferrero, prodotto nella pasticceria di Pietro Ferrero. Si tratta di un dolce con un briciolo di cacao, economico, per gli operai che affollavano ogni giorno Torino, a forma di panetto da tagliare a fette e mangiarlo col pane.

Già agli albori l’idea era chiara: creare un prodotto alla portata di tutti. Il Pastone continua a essere prodotto tra alterne fortune fino a quando Pietro, di fronte ai costi del cacao divenuti esorbitanti nell’immediato dopoguerra, inizia così a mettere a terra delle nuove idee prendendo le nocciole come uno degli ingredienti fondamentali e mettendo le basi per quella che sarà la rivoluzione della Ferrero e dell’Alta Langa, che finalmente inizierà a capire di poter produrre la nocciola più buona del Mondo.

Quella pasta con poco cacao e tanta nocciola verrà chiamata Gianduiotto dal nome della maschera carnevalesca Torinese di Gianduia. Il prodotto veniva venduto avvolto in carta stagnola sia a pezzi singoli che in una scatola contenete più quantità dove sotto il coperchio vi era raffigurato il logo Ferrero degli anni Quaranta più un’illustrazione di due bambini insieme a Gianduia.

Pietro Ferrero decide di celebrare Alba scrivendo in caratteri cubitali il nome accanto al logo della città in cui nacque il primo stabilimento Ferrero, fondato il 14 maggio 1946 prima in via Rattazzi e poi nel quartiere Vivaro dove ancora oggi la Ferrero produce oltre metà della Nutella del mondo.

Nel 1949 all’età di 51 anni muore il fondatore Pietro Ferrero per infarto, è un periodo difficile per la Ferrero che nel 1948 si era ritrovata allagata dall’alluvione e stava tentando di ripartire.

Il geniale Pietro viene sostituito al timone dall’uomo che porterà la Ferrero in ogni angolo del globo: Michele, uomo dalla straordinaria intelligenza abbinata a un grande spirito di osservazione. Michele, nella torrida estate 1949, si accorge che i Gianduiotti sciogliendosi creano una crema spalmabile davvero piacevole al palato.

Nasce così nel 1951 il precursore della Nutella, la “Cremalba“che in seguito fu rinominata Supercrema. Disponibile inizialmente nella stessa latta ma con grafica cambiata.

ECCO LA NUTELLA

La Supercrema piace, ma rimane un prodotto di nicchia nella produzione Ferrero, fino al 1962, quando una legge vieta l’utilizzo di superlativi e accrescitivi (“super”, “stra”, “iper”) per i nomi di prodotti alimentari, per non favorire pratiche commerciali ritenute scorrette.

Legge che recita: "È vietato offrire in vendita o propagandare a mezzo della stampa od in qualsiasi altro modo, sostanze alimentari, adottando denominazioni o nomi impropri, frasi pubblicitarie, marchi o attestati di qualità o genuinità da chiunque rilasciati, nonché disegni illustrativi tali da sorprendere la buona fede o da indurre in errore gli acquirenti circa la natura, sostanza, qualità o le proprietà nutritive delle sostanze alimentari stesse o vantando particolari azioni medicamentose".

Di fatto la Supercrema non può più essere prodotta e si apre un periodo di forti interrogativi in seno alla Ferrero: come chiamare la crema?
Iniziò di conseguenza una serie di riunioni e di studi con la collaborazione di esperti di marketing, come Giampaolo Fabris, allora all'inizio della sua carriera di "guru" dei consumi, per decidere il futuro nome della Supercrema.

Come riporta il sito Quora.it: Si fecero sondaggi, studi, ricerche: si doveva legare il nuovo nome alla nocciola; perciò, fu scelto il radicale "nut" inglese e "nuss" tedesco. Venne proposta la parola "Nussly", ma fu bocciata perché considerata valida solo in Germania. Alla fine, fu Michele Ferrero a scegliere, e nacque Nutella. Il suffisso "ella" ingentiliva la parola che aveva il pregio di essere ben memorizzabile in tutte le lingue: meglio di altre ipotesi, come Nutosa, Nutola, Nusty. Da quel momento, dopo l'estate del 1963, incominciarono gli studi per disegnare il logo con il "lettering" mai modificato, con la "n" in nero minuscolo e le altre lettere in rosso, che fu realizzato da uno studio grafico di Milano. Un brand valido non solo per l'Italia ma per tutto il mondo: la confezione doveva essere uguale ovunque. La Ferrero protesse il marchio Nutella presso l'Ufficio centrale dei brevetti, nella classe alimentare 30, fin dal 10 ottobre 1963. Poi nel tempo decise di brevettare tutto, dall'abbinamento Ferrero-Nutella, al barattolo dalla particolare forma arrotondata, fino alla fetta di pane spalmata di crema con accanto il coltello dalla lama a spatola che compare sull'attuale etichetta”

Sulla scelta definitiva del nome ci sono numerose leggende, dall’intuizione notturna dello stesso Michele Ferrero che svegliandosi avrebbe pronunciato “Nutella” alla moglie, sottolineando come il diminutivo femminile “Ella”, richiamasse alla parola bella, conosciuta nel mondo, ma anche a mozzarella, uno degli alimenti preferiti di Michele; altri aneddoti riportano allo stesso Fabris che avrebbe coniato il nome in fase di registrazione del marchio.

Poco cambia perché sono centinaia i casi di straordinarie intuizioni nate per caso. Per emergere e diventare prodotto leader del mercato occorre ancora un logo rassicurante e famigliare.

Come riporta il sito antoniogiardello.it: “L’arduo compito viene affidato a due disegnatori che lavoravano per Studio Stile, una delle prime agenzie pubblicitarie del periodo, nata a Milano e di proprietà di Carmelo Cremonesi e Gian Rossetti. Scelgono il carattere “Helvetica Medium” per realizzare la scritta “Nutella” che ha come sua principale caratteristica di avere le lettere rosse, fatta eccezione per l’iniziale “n” in nero”.

Gli ingredienti ci sono tutti e Nutella può arrivare sul mercato. Il 20 aprile 1964 viene prodotto il primo vasetto della Nutella chiamato Cristal che si sviluppa su un poligono a base esagonale più stretta e va ad allargarsi a cono verso l’estremità superiore diventando un cerchio per facilitare la chiusura a incastro del tappo.

Bello, ma troppo squadrato e austero, servono forme arrotondate, suadenti, rassicuranti: nel 1965 ecco il tradizionale vasetto di vetro dalla forma bombata e arrotondata a cui tutti pensiamo quando pensiamo a Nutella.

Il resto è storia: la Nutella sfonda in Italia, Germania e Francia, diventa prodotto di culto negli Stati Uniti e nel 1976 arriva nella lontana Australia e da lì a tutte le terre più remote del mondo e in ogni angolo del globo Nutella diventa sinonimo di dolcezza.
La Nutella entra in centinaia di prodotti e la Ferrero la inserisce nei Nutella biscuits, nei croissants e nei muffin.

Ora la multinazionale nata ad Alba prepara un anno di celebrazioni e ha rivelato il tema che accomunerà tutte le feste dedicate alla Nutella: il sorriso, quello stesso sorriso che accomuna i bambini e gli adulti di tutto il mondo ogni volta che assaggiano la crema inventata, quasi per caso, da Michele Ferrero.

Marcello Pasquero

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