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lavocedialba.it | 09 maggio 2023, 20:44

Gioco d’azzardo, si accende la protesta in Piemonte: “La ludopatia è di nuovo aumentata”

Sono circa 1.000 in più le slot da quando è passata la nuova legge. Sit in di Libera fuori dal Consiglio regionale: “La situazione è peggiorata”

Sono circa 1.000 in più le slot da quando è passata la nuova legge

Sono circa 1.000 in più le slot da quando è passata la nuova legge

Mille slot machine in più in Piemonte e ludopatia in aumento. Sono questi, secondo Libera, gli effetti della legge sul gioco d’azzardo approvata nel luglio del 2021 dal Consiglio regionale. Un atto che, per le associazioni che si battono contro questo fenomeno, ha portato un vero e proprio tsunami. E che ha spinto Libera a dare vita a un sit-in in via Alfieri: “Siamo qui perché non ci sono state risposte sulla proposta di iniziativa popolare presentata sul gioco d’azzardo

1.000 slot in più

La situazione è notevolmente peggiorata: aumentando l’offerta (1.000 macchinette in più), è cresciuta la possibilità di gioco, i soldi persi e quelli giocati. Il Piemonte ha indici superiori alla media nazionale” è la denuncia di Maria José Fava, referente di Libera in Piemonte.

I manifestanti hanno chiesto il rispetto della Costituzione, dell’iter legislativo di iniziativa popolare: “Chiediamo l’abrogazione della legge attuale che ha portato il Piemonte indietro”. Alla protesta ha partecipato anche l’associazione Torino Città per le Donne. 

"Ludopatia dipendenza come droghe e alcool"

 "La ludopatia è una dipendenza patologica, tanto quanto le droghe o l’alcool. È una tassa sulla povertà, spesso persone. Se aumento la possibilità di giocare, aumenti le persone che effettivamente giocano” ha spiegato Fava. 

L’auspicio è quello di un deciso ritorno alle origini, a quella legge abrogata nel 2016 che aveva ridotto del 20% gli accessi al Sert. “Ora il Piemonte è tornato indietro“. I manifestanti avranno un confronto con il Consiglio regionale nelle prossime ore.

La nuova norma sul gioco d’azzardo, che ha cancellato la legge 9/2016, ha provocato l’aumento della spesa pro capite e della diffusione delle macchinette sul territorio, lo attestano studi promossi dalla stessa Regione con il CNR. E’ stata una scelta scellerata che determina un costo sociale che pagano soprattutto le famiglie più fragili” hanno dichiarato il Segretario Regionale del PD, Domenico Rossi, e il consigliere regionale Diego Sarno.


Andrea Parisotto

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