Siete pronti per celebrare il giorno dedicato alle donne? (Che domanda!). A chi pensa che l’unica cosa che le donne vorrebbero l’8 marzo sia un ragazzone muscoloso e svestito, sarebbe forse il caso che si chieda nuovamente che cosa vogliono le donne e darsi un altro tipo di risposta.
La Festa della Donna è una cosa seria e lo sanno bene anche a Hollywood. Vi ricordate il film diretto da Nancy Meyers, interpretato da Mel Gibson e Helen Hunt, What Women Want (Quello che le donne vogliono)? Il protagonista, un giorno, si sveglia e riesce a leggere nel pensiero delle donne e scoprire che cosa vogliono realmente.
Chissà le nostre lettrici che cosa desiderano davvero per la loro festa? Come vorrebbero passare l’8 marzo? Se c’è una cosa che ho imparato nella vita, è che se vuoi una risposta, basta chiedere...
Ecco le donne che hanno deciso di farsi sentire. In rigoroso ordine alfabetico. E voi cari uomini, ascoltate le nostre parole e trasformatevi in quell’alleato che sogniamo. Bastano pochi minuti.
Simona Borgogno (volontaria nell’associazione Amici dei Giardini della Rocca): «Vorrei che ci fossero uguali opportunità tra uomo e donna in ogni parte del mondo, non solo l’8 marzo».
Teresa Berrino (del Centro Aiuto alla Vita di Bra): «Come donna, come moglie, come madre e come nonna vorrei che terminasse la guerra fra Ucraina e Russia».
Elisa Bertero (ingegnere): «Vorrei finalmente vedere raggiunta la parità sociale tra uomo e donna».
Tiziana Biffo Oberto (commerciante): «Vorrei poter essere me stessa, senza giudizio alcuno».
Nunzia Castellano (pubblica impiegata): «Vorrei che ogni essere umano comprendesse che il rispetto per l’altro va celebrato ogni istante della propria vita».
Paola Chegai (insegnante): «Vorrei il rispetto profondo della dignità individuale».
Paola Caterina D’Arienzo (Fata Lina della Melevisione): «Vorrei essere pagata come un uomo, vorrei eguali diritti e libertà. Poi vorrei andare a vivere dove c’è sempre la Primavera».
Elda Delpiano (volontaria nell’associazione aBRAcciAMO): «Vorrei che non ci fosse più bisogno di avere una festa della donna».
Manuela Fissore (disegnatrice di Manga): «Come donna mi basta essere felice, soddisfatta per ciò che sono e che sono diventata. Non solo l’8 marzo, ma tutto l’anno».
Alessandra Forlani (scrittrice): «Vorrei in dono il sorriso del mio nipotino di 16 mesi, che mi guarda e sorride come se fossi tutte le donne del mondo: nonna, insegnante, amica e compagna di giochi. Il profumo più bello è quello che emana dalle sue manine sporche di pappa strette attorno al mio collo».
Marisa Galliano (pensionata): «Vorrei che le donne continuassero a combattere tutti i giorni per il bene dei figli e del marito senza stancarsi mai, perché le madri e le mogli sono il perno della famiglia».
Gianna Gancia (europarlamentare): «Vorrei che le donne non smettessero mai di lottare, perché ogni volta che una donna lotta per se stessa, lotta per tutte le donne».
Adriana Garzino (dell’Oftal Bra-Lombriasco): «Di cose ne vorrei tante, ma come donna vorrei che la tanto sbandierata “parità” di genere diventasse reale e vissuta a tutti i livelli e in tutti gli ambienti, ma siamo ancora troppo lontani, purtroppo».
Anna Messa (vicepresidente vicaria di Donne per la Granda): «Vorrei che tutte le donne del mondo non subissero più violenze e soprusi».
Maria Milazzo (consigliere comunale di Bra con delega alle pari opportunità): «Vorrei che i muri del Centro Arpino si “dilatassero”, così da ampliare lo spazio in cui le donne di Bra parteciperanno all’iniziativa “Lotto per l’Iran”. Solamente la solidarietà salverà le donne iraniane e con loro anche le donne braidesi».
Mihaela Gabriela Miraglia (modella): «Non ho desideri particolari, perché per fortuna, ho tutto ciò che una donna può desiderare».
Giorgia Olivero (del Lions Club Bra Host): «Vorrei che ogni donna, qualsiasi sia la propria etnia, cultura o religione, potesse decidere come vivere la propria vita, potendo inseguire liberamente i propri sogni, senza costrizioni di alcun genere».
Patrizia Piu (presidente Avis Bra): «Vorrei che ogni donna in ogni parte del mondo abbia la forza, la grinta, la costanza di far valere le proprie capacità e i propri valori, senza scendere a compromessi e senza mai arrendersi».
Monia Rullo (presidente Lions Club Bra Host): «Vorrei che non esistesse una festa della donna per ricordarsi di lei. Il gap di genere non dovrebbe esistere, invece è ancora troppo grande il divario tra donna e uomo. Anche alla luce di un’evoluzione biologica avvenuta di pari passo, non dovrebbe esistere un “predominio” maschile su quello femminile».
Jenny Santagati (scrittrice): «Vorrei che in tutto il mondo, anche per un solo giorno, gli uomini venissero trasformati in donne per capire appieno quanto sia difficile vivere “da donna”. Non esisterebbe più la barbarie della sottomissione e del femminicidio».
Francesca Semeraro (pittrice): «Essendo gratificata e realizzata nel mio lavoro, auguro alle donne di sentirsi realizzate, di svegliarsi al mattino con la gioia di vivere e di essere felici di fare ciò che fanno».
Rosalba Squillante (ottima cuoca): «Per la donna vorrei amore, libertà, indipendenza! È molto difficile racchiudere tutto in tre parole. La mia prima parola è indipendenza. Da essa scaturiscono tutte le altre».
Giovanna Tealdi (presidente Donne per la Granda): «Vorrei che la nostra associazione continuasse a crescere per far sentire sempre di più la voce delle donne sul fronte dei diritti, in modo che si possano superare vecchie e nuove disuguaglianze».
Federica Toselli (imprenditrice): «Pace nel mondo e che Dio ci aiuti a sanare l’Italia per una vita migliore per tutti».
E poi ci siete voi, donne che state leggendo. Purtroppo non vi conosco una per una, ma ho voluto farvi gli auguri in questo modo un po’ particolare. Ricordiamoci che, pure in una società dove la parola “pari opportunità” resta un miraggio, siamo grandi. Non solo l’8 marzo.














