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Attualità | 07 dicembre 2022, 07:00

Langhe e Roero: qual è la situazione del lavoro nelle aziende metalmeccaniche?

Tre temi d'interesse: il contratto integrativo agli stabilimenti del Gruppo Dana Graziano di Sommariva Perno e Cervere, fondi Pnrr per attivazione corsi transizione digitale nelle aziende e tutela dei lavoratori a contratto “somministrazione lavoro”

Dana Graziano: si continua a discutere sul rinnovo dell'integrativo aziendale

Dana Graziano: si continua a discutere sul rinnovo dell'integrativo aziendale

Contratto integrativo agli stabilimenti del Gruppo Dana Graziano di Sommariva Perno e Cervere, fondi Pnrr per attivazione corsi transizione digitale nelle aziende e tutela dei lavoratori a contratto “somministrazione lavoro”.
Questo è la tela del quadro che descrive il mondo del lavoro aziendale in Langhe e Roero, in base a quanto viene riferito dalla FIOM Cgil.

«La situazione sul territorio di Langhe e Roero - afferma il sindacalista Domenico Calabrese - è attualmente caratterizzata da tre fattori. Stiamo lavorando per il rinnovo del contratto integrativo allo stabilimento del Gruppo Dana Graziano di Sommariva Perno e Cervere, e che interessa 500 dipendenti. Ora, dopo le agitazioni di ottobre, ci sarà un incontro il 12 gennaio. Confidiamo di poter fare passi significativi verso una soluzione su una strada che si presenta ancora lunga e insidiosa. La risorsa umana è da tutelare» (Leggi articolo di approfondimento).

Proprio la valorizzazione del lavoratore è il secondo punto di riflessione: «In generale in qualche azienda del territorio - prosegue Domenico Calabrese - c’è un po’ di contrazione sul mercato, causata dal peso del caro energia, soprattutto nei settori di produzione di beni cosiddetti di non prima necessità. In tutto questo l’ammortizzatore dei problemi in negativo sta diventando il lavoratore: registriamo, soprattutto nel settore metalmeccanico il non ricorrere alla cassa integrazione per i lavoratori a contratto di “somministrazione lavoro”, cioè quelle figure che non sono a tempo indeterminato, ma con cui si lavora anche per solo un mese.

E non sto parlando solo di giovani, perché sono interessati anche cinquantenni che rischiano di stare a casa. A livello di percentuali si parte già da un 15% di non rinnovi fino a picchi ben più alti. Purtroppo non c’è una Legge di stabilizzazione che tuteli questi tipi di contratti. Speriamo che sia fatta come in Spagna, dove le aziende che ricorrono a questo tipo di rapporto lavorativo, devono pagare una malus».


«E, terzo fattore, bisogna fare attenzione ai fondi Pnnr per alfabetizzazione e informatizzazione dei lavoratori. Vigileremo affinchè questi soldi vengano effettivamente utilizzati per attivare questi corsi che permetteranno ai lavoratori di essere competitivi in un mondo del lavoro sempre più digitale e veloce» conclude il sindacalista FIOM Cgil.

Livio Oggero

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