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Attualità | 19 novembre 2021, 12:43

Alba verso quota 100 positivi. Verduno riapre la rianimazione Covid

Nove i ricoverati in ospedale, uno è grave. Il direttore dell'Asl Veglio: "Anche un solo paziente in intensiva occupa spazi e personale vitali per il nosocomio"

L'ospedale di Verduno (archivio)

L'ospedale di Verduno (archivio)

Ad Alba come un po’ in tutto il Piemonte prosegue la crescita dei positivi al Covid. A certificarlo il Comune langarolo, mediante i dati aggiornati quotidianamente dalla piattaforma della Regione Piemonte. Alle 18.30 di ieri sera (18 novembre), i positivi albesi erano 90, uno dei quali ricoverato in ospedale, contro i 73 di una settimana fa e i 67 del 5 novembre scorso.

Come da settimane la capitale delle Langhe continua a rappresentare la maglia nera della provincia per numero di contagi, seguita a distanza da Cuneo (58 positivi), mentre la vicina Bra è a 33 e Cherasco a 30.

Un dato che al momento non deve creare eccessivo allarme, soprattutto se si guarda all’alto numero di tamponi effettuati nel Paese e a un livello di ospedalizzazioni che, a Verduno come in tutto il Piemonte, risulta ancora sotto controllo. Ma la situazione internazionale, l’evoluzione registrata in altre regioni anche vicine (la Liguria, ad esempio) e i crescenti numeri degli ultimi bollettini regionali consigliano di tenere alta l’attenzione.

Parlando di Verduno, l’ultima settimana ha visto i pazienti in cura nel nosocomio langarolo risalire a 9, contro i 4 della settimana scorsa. Sarà utile verificare che tale dato rimanga su questi valori anche nei prossimi giorni, confermando la tendenza in atto ormai da mesi, mentre la spia di un peggioramento della situazione è quello che riguarda il ritorno di un paziente in terapia intensiva, circostanza che non si verificava da mesi.

A confermarla il direttore generale dell’Asl Cn2 Massimo Veglio: "Si tratta di un cinquantenne non vaccinato, la cui condizione si presenta purtroppo seria. A questo dato si aggiunge il fatto che riaprire una rianimazione dedicata ai soli pazienti Covid significa assorbire spazi e personale vitali per le normali attività dell’ospedale, a partire da quella delle sale operatorie, impegnate a recuperare i ritardi negli interventi accumulati nell’ultimo anno e mezzo. Chi non si vaccina non si rende conto di questo, della misura in cui le loro fisime possano condizionare in modo pesantissimo i servizi sanitari offerti dall’ospedale".

Il dottor Veglio conferma anche il dato della crescita dei contagi, che anche sul nostro territorio procedono secondo una curva che, piatta per mesi, ora si starebbe pericolosamente inclinando, coi casi settimanali passati "dai 35 di tre settimane fa ai 135 di quella successiva ai 159 della scorsa settimana. E’ chiaro – conclude il direttore generale dell’Asl – come anche nella nostra zona il fenomeno si stia ripresentando con numeri in crescita, facendo. L’arma che abbiamo per combatterlo sono le vaccinazioni, insieme alle solite e ben note misure di precauzione. Non dobbiamo abbassare la guardia".

Ezio Massucco

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