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Attualità | 09 ottobre 2020, 22:18

Il ministro Boccia ha aperto la 90ª Fiera del Tartufo Bianco d’Alba: "Un’edizione nel segno del coraggio e dell’innovazione" (FOTO)

Le ferite della Granda funesta dall’ennesima alluvione, l’immancabile autostrada e le misure del Governo per contenere la nuova ondata di contagi tra i temi discussi al taglio del nastro della rassegna internazionale

Il ministro Boccia ha aperto la 90ª Fiera del Tartufo Bianco d’Alba: "Un’edizione nel segno del coraggio e dell’innovazione" (FOTO)

Sono stati ancora una volta i temi dell’attualità – dall’alluvione che ha messo in ginocchio vaste zone del Piemonte ai preoccupanti numeri della seconda ondata di contagi da Covid – a tenere banco all’inaugurazione della "Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba", svoltasi con la cerimonia tenuta nel tardo pomeriggio di oggi, venerdì 9 ottobre, tra il Teatro Sociale Busca e il Mercato Mondiale del Tartufo allestito in un’inedita versione "on plein air" nella consueta location del cortile della Maddalena.

Ospite d'onore del taglio del nastro, il ministro degli Affari Regionali Francesco Boccia, arrivato ad Alba accompagnato dalla collega torinese Paola Pisano, che nell’esecutivo guidato da Giuseppe Conte ha la delega all’Innovazione Tecnologica e alla Digitalizzazione, accolti in un Busca dimezzato nei posti a sedere dal governatore Alberto Cirio, insieme al sindaco Carlo Bo e alla presidente dell’Ente Fiera Liliana Allena, insieme all’arcivescovo di Torino Cesare Nosiglia, alle massime autorità provinciali, ad esponenti del mondo delle imprese (in prima fila Maria Franca Ferrero), delle associazioni di categoria e delle forze dell’ordine.

"Sono ormai mesi che viviamo nell’emergenza, prima solo con la mascherina, ora anche con gli stivali", ha esordito il governatore, richiamando il tema del disastro che l'ondata di maltempo di una settimana fa ha provocato in Piemonte e nella Granda in particolare, e incassando dall’esponente del Governo l’impegno a intervenire prontamente per dare una risposta alla richiesta di risorse – un miliardo di euro – avanzata dalla Regione con la richiesta dello stato di emergenza.

"E’ nello spirito di noi piemontesi rimboccarci le maniche e guardare avanti", ha proseguito Cirio ricordando, qui insieme alla presidente dell’Ente Fiera Allena e al sindaco Cirio, come è nata la scelta "coraggiosa e ponderata" di non rinunciare un’edizione della Fiera, la 90ª, che che si propone di coniugare il tema della sicurezza con quello dell’innovazione.   

"Quest’anno sarebbe stato più facile non fare piuttosto che fare – ha ricordato in proposito Liliana Allena –, ma la pandemia ci ha aiutato a raccogliere quella nel frattempo è diventata un’opportunità, quella di rinnovare e fare crescere ancora una manifestazione che è un patrimonio di tutto un territorio e che a questo territorio porta ricadute per 150 milioni di euro. Noi oggi abbiamo il dovere e la responsabilità, come amministratori, di guardare avanti e di creare innovazione".

Immancabile sulla scena il momento del richiamo al tema dell’Asti-Cuneo e del suo mancato completamento. A farsene interprete il sindaco Bo: "Noi non ci arrendiamo perché queste opere sono fondamentali. Ma dopo la vena polemica bisogna essere costruttivi. Bisogna portare a casa opere che interessano tutto il territorio. Decine di imprenditori lamentano la mancanza delle infrastrutture. Quello che chiedo sono risposte chiare. Il nostro territorio ha sempre dato e dato tanto e penso che in questo momento debba anche ricevere qualcosa".

“Sono tante le cicatrici da Nord a Sud che restano impresse, come l’autostrada Asti-Cuneo attesa da trent’anni e l’ennesima alluvione che ha colpito anche la vostra provincia – ha risposto il ministro prima di spostarsi al Mercato Mondiale per il rituale taglio del nastro –. Cicatrici che pesano ancora di più in un anno drammatico come questo. Da ministro dico che ci siamo e che dobbiamo andare avanti. La pandemia è stata sottovalutata in tutto il mondo, ma quello che ha salvato l’Italia è stato il sapersi tenere per mano. Nel momento più difficile ci siamo aiutati gli uni con gli altri, sanitari, forze armate, volontari, gente comune. L’emergenza ha dimostrato quanto il nostro Paese sia unito, anche se come nelle migliori famiglie non sono mancate le discussioni. Un impegno oggi voglio prenderlo con voi: provare a cancellare quelle cicatrici”.

Un primo passo in questo senso sarà la presenza domani ad Alba del capo del Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli per completare la perimetrazione dei danni causati dall’alluvione del 2 e 3 ottobre e accertare lo Stato di emergenza.

Scontato poi che il ministro che da mesi è deputato a fare da collegamento tra Governo e Regioni sul fronte dell’emergenza sanitaria venisse interrogato sull’attualità della pandemia e sul preoccupante incremento dei contagi registrato anche nel nostro Paese.
"Lavoro e scuola – ha spiegato – sono i due pilastri che dobbiamo difendere dall’invadenza del Covid. Io non vorrei più nessun lockdown, in Italia abbiamo fatto quello più duro dopo quello cinese. Ma l’abbiamo fatto sapendo che stavamo difendendo vita e salute. Oggi siamo a 5mila contagiati, mentre altri Paesi toccano i 20mila: è evidente che c’è un meccanismo di circolazione più ridotto. Intanto le nostre reti sanitarie stanno tenendo bene, anche se lentamente stanno aumentando gli ingressi in ospedale. Questo non ci autorizza a non applicare il massimo rigore nel rispetto delle regole che ci siamo dati. Se necessario avviteremo ancora i bulloni del distanziamento, e lo dico a chi ama gli aperitivi. I contagi aumenteranno, ma dobbiamo difenderci. E allora fermiamoci il meno possibile nelle cose necessarie, come la scuola e lavoro, e il più possibile rispetto alle attività ludiche".

 

Ezio Massucco

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