Ricalca quella presentata nel febbraio scorso dal consigliere comunale albese Daniele Sobrero, in quel caso con riferimento alla zona collinare a monte di Mussotto (leggi qui) la richiesta appena partita dal Municipio di Diano d’Alba, il cui sindaco Ezio Cardinale ha preso carta e penna per chiedere al presidente della Provincia Federico Borgna una misura che, nelle intenzioni del primo cittadino, dovrebbe poter mettere un almeno parziale freno alle problematiche collegate alla proliferazione del cinghiali nel territorio del suo comune.
"Un problema che chiede di essere affrontato per i sempre più frequenti episodi di danneggiamenti alle coltivazioni segnalati dagli agricoltori della zona – spiega Ezio Cardinale –, come per il tema della sicurezza stradale, senza dire dei rischi che una sempre maggiore presenza di questi selvatici comporta per l’incolumità delle persone, in zone che, come le nostre campagne, sono fortemente antropizzate".
Diano d’Alba ha così chiesto alla Provincia di disporre "con la massima sollecitudine" la revoca della Zona di Ripopolamento e Cattura (Zrc) denominata "Santa Rosalia Baracchi", e che insiste territorialmente sui territori dei due Comuni, o quantomeno la sua trasformazione in Area di Caccia Specifica (Acs).
"La vasta area – si legge nel documento – che si estende, indicativamente, da via Carzello di Diano d'Alba sino al quartiere albese di San Cassiano risulta interdetta all'attività venatoria ormai da decenni e, per quanto mi consta, non conserva più neppure la sua finalità iniziale di salvaguardia, produzione allo stato libero e irradiamento, dell'autoctona piccola selvaggina pregiata".
"Infatti, con l'impossibilità, negli ultimi anni, di effettuare battute di contenimento al suo interno anche con l'ausilio di cacciatori, a seguito della nota sentenza del Tar Piemonte, attesa poi l'evidente impossibilità da parte della Provincia di intervenire con le azioni ancora consentite, per incolpevoli ma inconfutabili scarsità di risorse economiche e di personale, risulta ormai letteralmente satura di ungulati, i quali creano costanti e gravosi danni alle colture dei sempre più esasperati agricoltori di quella zona, e di quelle confinanti, incidendo di conseguenza negativamente, in modo drastico, anche sulla biodiversità".
"Branchi di cinghiali di varie dimensioni composti, spesso, da numerosi soggetti, vengono costantemente segnalati, fotografati e filmati, in ogni ora del giorno e della notte, addirittura all'interno dei cortili della abitazioni del luogo. E inoltre avvistati sulle principali vie di comunicazione che costeggiano e intersecano quella zona, persino nei quartieri e sulle vie periferiche della città di Alba. Alimentando ancor più le preoccupazioni non soltanto per i già di per sé sgradevoli e onerosi summenzionati danni agricoli e all'habitat ma, innanzitutto, per l'incolumità delle persone".
E ad Alba, che effetto ha avuto la richiesta partita ormai quattro mesi fa alla volta di Cuneo? "Al momento nessuna – ci spiega il consigliere Daniele Sobrero, che di quella iniziativa si era fatto carico nella sua doppia vesta di membro dell’assemblea cittadina e di rappresentante del Comune all'interno del consiglio di gestione dell’Ambito Territoriale di Caccia Cn4 Alba Dogliani –. Stiamo ancora aspettando una risposta. Nel nostro caso ci siamo fatti interpreti delle istanze presentate da una cinquantina di famiglie, richiedendo che venisse indicata come Area di Caccia Specifica una zona di circa due ettari, priva di abitazioni e quindi assolutamente sicura, alle spalle del Big Store del Mussotto, verso Scaparoni. Chiedevamo e chiediamo che vi si consenta la caccia o anche l’utilizzo di gabbie, che mi dicono funzionare, là dove utilizzate".
Intanto lo stesso Sobrero, che nei giorni scorsi ha ricevuto dal sindaco Carlo Bo la delega allo Sport, rende conto di nuovi avvistamenti avvenuti nelle ultime settimane nella zona di San Cassiano. "L’ultimo caso piuttosto preoccupante è avvenuto lo scorso 2 giugno, quando due grossi esemplari animali sono arrivati a pochi passi dall’area del Percorso Vita, in quel momento affollata di bambini che giocavano. Siamo intervenuti e il sabato successivo sono ritornato sul posto coi volontari della protezione civile Aib, provvedendo a fare un’azione di pulizia della vegetazione sull’area a chiudere tutti i buchi che si erano creati nella recinzione posta a protezione del sito. A breve ci ritorneremo per ripristinare la linea a bassa tensione che era stata posta sul confine e che negli anni si è danneggiata, proprio per scoraggiare i frequenti episodi di sconfinamento degli animali da quel versante".














