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Attualità | 25 giugno 2019, 15:19

Ospedali senza medici, un’emergenza anche albese e braidese: Cirio e Icardi chiedono il sostegno della Fondazione Nuovo Ospedale

Una problematica nazionale che non risparmia la sanità della Granda. Il governatore: "Invece di pagare mille euro al giorno un 'gettonista' studiamo borse che riportino specializzandi nei nostri reparti"

Il governatore Cirio, l'assessore alla Sanità Icardi e il direttore generale dell'Asl Cn2 Massimo Veglio

Il governatore Cirio, l'assessore alla Sanità Icardi e il direttore generale dell'Asl Cn2 Massimo Veglio

Ospedali senza più medici. Un’emergenza che riguarda tutta Italia e che non risparmia neppure le strutture del ricco Nord Ovest. E un tema del quale si è parlato anche sabato scorso a Verduno, durante la visita che il governatore Alberto Cirio e l’assessore regionale Luigi Icardi hanno effettuato nei locali del futuro nuovo ospedale di Alba e Bra.  

"Prima ancora di poter mettere piede nell’assessorato di corso Regina – ha spiegato Icardi – sono dovuto correre a Novi Ligure, dove l’improvvisa morte di un medico ha costretto il locale ospedale a chiudere l’ortopedia. E’ un caso estremo, ma rappresenta la punta dell’iceberg del distorto sistema prodotto da una sciagurata politica della specializzazione".

"I giovani che escono dai nostri corsi di laurea – ha proseguito l’ex sindaco di Santo Stefano Belbo, promosso ad assessore dopo una lunga carriera come funzionario Asl – non sono più attratti dai nostri ospedali, men che meno da quelli piccoli. Vogliono lavorare nei grandi centri medici, dove le esperienze che riescono a fare sono loro più funzionali in termini di curriculum. Ecco che allora bisogna trovare risorse urgenti e insieme il modo per incentivarli a restare, a compiere qui i loro percorsi, invertendo una rotta che oggi vede la sanità piemontese spendere ogni anno 60 milioni di euro per pagare le cure di piemontesi che vanno a a ricoverarsi e operarsi altrove, mentre la sanità dei nostri vicini lombardi ogni anno intercetta 800 milioni di euro di cosiddetta mobilità attiva".

Pochi minuti dopo il presidente Cirio spiegherà ai circa 70 sindaci intervenuti a Verduno che in casi come quello registrato a Novi Ligure ormai è un’abitudine consolidata procedere ingaggiando i cosiddetti "gettonisti", liberi professionisti della medicina, provenienti spesso da regioni del Sud Italia, che per 75 euro l’ora di onorario sono pronti a trasferirsi per qualche giorno presso un’ospedale del Nord, dove lavorano anche 12 ore al giorno, finendo per costare alle nostre casse diverse migliaia di euro per periodi decisamente limitati.

"Ma con una spesa di 30mila euro l’anno – ha spiegato il governatore –, in proporzione molto inferiore quindi, noi possiamo pensare di istituire borse di specializzazione che siano attrattive per i nostri giovani medici, e facendo magari come fanno in Trentino, dove lo specializzando si impegna a rimanere sul territorio per un periodo di almeno cinque anni".

Un tema, quello dell’imbuto rappresentato dalla mancanza di posti utili alle specializzazioni e sulla contestuale difficoltà a reperire medici formati da parte degli ospedali, che – insieme a quello delle liste d'attesa ("Lavoreremo per ridurlo, mettendo anche un totalizzatore in piazza Castello") in cima all’agenda di lavoro di Icardi e Cirio, che nel caso di Alba e Bra hanno già richiesto al presidente Bruno Ceretto un sostegno da parte della Fondazione Nuovo Ospedale.

In questa delicata partita la onlus, che annovera al proprio interno alcuni tra i principali imprenditori del ricco distretto langarolo, potrebbe giocare un ruolo importante sia in modo diretto, valutando di destinare una parte delle proprie risorse al finanziamento di borse mirate a giovani di talento, ma anche indiretto, con progetti quali quello col quale lo stesso ente punta a fare del nuovo ospedale di Verduno un centro di riferimento nazionale per la gastroenterologia endoscopica. Un'eccellenza potenzialmente capace di attirare professionalità da tutta Italia.

MEDICI A GETTONE ANCHE AD ALBA E BRA
Questo mentre il quadro degli ospedali alla prese con la cronica carenza di dirigenti medici non risparmia l’Azienda Sanitaria Cn2, come confermato al nostro giornale dal suo direttore generale, il dottor Massimo Veglio: "Certamente, anche noi paghiamo gettoni. In parte a dipendenti, nel caso di turni aggiuntivi che i regolamenti consentono di far fare a integrazione del normale orario di lavoro. In parte assoldando libero professionisti, veri e propri esterni, spesso per il tramite delle associazioni di medici in cui sono organizzati. Ovviamente li ricerchiamo per le discipline e nei reparti in cui siamo attualmente carenti, come operatori per i pronto soccorso, anestesisti e pediatri".

Una situazione che si aggrava nella stagione estiva. "Ovviamente sì, perché di mezzo ci sono le ferie, ma fortunatamente non ci discostiamo da quanto già praticato usualmente da anni, con una riduzione dell’attività chirurgica non d’urgenza che peraltro si accompagna a una stagione dell’anno nella quale anche il paziente, se ha la possibilità di programmare, preferisce non farsi operare".

Ezio Massucco

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