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Attualità | 06 novembre 2026, 12:46

Alba, dopo la notte di tensione alla Croce Rossa don Degiorgis: “I nostri volontari sono molto attenti anche alla sicurezza”

Il direttore della Caritas diocesana interviene dopo l'episodio in via Ognissanti e il dibattito che si è sviluppato. Al centro la valutazione delle situazioni, l'esperienza degli operatori e la necessità di garantire assistenza a chi dorme all'aperto

Don Domenico Degiiorgis, direttore della Caritas diocesana

Don Domenico Degiiorgis, direttore della Caritas diocesana

La sicurezza delle persone accolte e di chi lavora nei dormitori, la necessità di garantire un riparo a chi trascorre le notti all'aperto e il riconoscimento dell'esperienza maturata dagli operatori sul campo. Sono questioni che si intrecciano nel confronto sull'emergenza freddo ad Alba, tornato al centro dell'attenzione dopo l'episodio avvenuto nella notte tra mercoledì 4 e giovedì 5 novembre alla sede della Croce Rossa di via Ognissanti. A intervenire è don Domenico Degiorgis, direttore della Caritas diocesana albese, che sottolinea come l'accoglienza richieda valutazioni attente e richiama il lavoro svolto da anni a fianco delle persone più emarginate.

Intorno all'una, secondo la ricostruzione del presidente della Croce Rossa di Alba, Fulvio Borgogno, un uomo ha scavalcato la recinzione della sede, che ospita anche il dormitorio invernale, e ha iniziato a colpire con forza una porta sul retro dell'edificio. Aveva con sé una mazzetta e un piccolo piede di porco. Un volontario e una dipendente presenti nella struttura sono riusciti a tranquillizzarlo. L'uomo chiedeva di essere accompagnato in ospedale. Non si sono registrati feriti né danni materiali, ma l'episodio ha suscitato preoccupazione per la sicurezza del personale.

Borgogno ha annunciato l'intenzione di presentare denuncia ai Carabinieri. Durante la notte non era stato richiesto l'intervento dei militari, mentre nella mattinata di giovedì un suo vice si è recato da loro senza formalizzare la segnalazione. Il presidente ha spiegato che avrebbe provveduto personalmente nel corso della giornata.

Sull'accaduto è intervenuta anche l'assessora alle politiche sociali Donatella Croce, richiamando la necessità di valutare attentamente le condizioni di accesso alle strutture di accoglienza.

“Deve essere chiaro a tutti che, anche se ci fossero cento posti, alcuni soggetti non si possono accogliere in dormitorio perché troppo pericolosi. E questo è anche il motivo per cui non si può improvvisare, ma bisogna fare le cose con i corretti passaggi”, ha dichiarato l'assessora.

Parole che offrono a don Degiorgis l'occasione per chiarire un aspetto del lavoro della Caritas, impegnata nella gestione temporanea del dormitorio di via Ognissanti, aperto anticipatamente il 29 ottobre. Il direttore sottolinea che la disponibilità di posti non comporta un'accoglienza indiscriminata e che gli operatori conoscono la necessità di distinguere le diverse situazioni.

“Anche se ci fossero ben cento posti disponibili, la Caritas non penserebbe mai di riempirli con persone che presentano forti problemi psichiatrici o un'elevata pericolosità sociale. Fortunatamente i volontari e gli operatori della Caritas sono persone molto attente alla persona e sanno che per certe problematiche dovrebbe intervenire l'ente pubblico, per risolvere determinati problemi”, precisa il sacerdote.

A questa considerazione don Degiorgis ne affianca un'altra, che riguarda il riconoscimento dell'esperienza di chi presta servizio quotidianamente accanto alle persone senza dimora.

“È difficile parlare di improvvisazione quando si fa riferimento a operatori che, almeno da un decennio, dedicano la totalità della loro vita proprio al servizio delle persone più emarginate e invisibili”, osserva.

Il riferimento è a un'attività che non si esaurisce nell'apertura delle porte di un dormitorio, ma comprende la conoscenza delle persone, la valutazione dei bisogni e l'individuazione delle situazioni che richiedono interventi differenti. È su questa esperienza che il direttore richiama l'attenzione, senza mettere in discussione la necessità di tutelare la sicurezza di tutti.

Resta, nel frattempo, il problema di chi non riesce a trovare un posto per la notte. La Caritas ha più volte sollecitato l'apertura di un secondo dormitorio, ritenendo insufficiente l'attuale disponibilità di posti rispetto alle necessità presenti sul territorio. Una richiesta che don Degiorgis distingue dalla gestione delle situazioni più complesse, per le quali considera necessario il coinvolgimento delle istituzioni e dei servizi competenti.

Proprio nella mattinata di giovedì 5 novembre, racconta il sacerdote, tre persone che avevano trascorso la notte all'aperto sono state accolte dalla Caritas, ricevendo un panino e un caffè. Un aiuto immediato, offerto a chi non aveva trovato riparo, che si inserisce nell'attività quotidiana dei volontari.

“C'è un filtro, una selezione, anche attraverso la collaborazione delle realtà della Caritas. Il mondo dei volontari è molto attento anche al tema della sicurezza”, ribadisce don Degiorgis.

d.v.

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