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Attualità | 30 ottobre 2026, 19:05

Ad Alba il dormitorio apre in anticipo e accoglie già 15 persone: "Ma non c’è posto per tutti"

La Caritas ha avviato l'accoglienza invernale negli spazi della Croce Rossa di via Ognissanti, con il sostegno dell'associazione Acia. Don Domenico Degiorgis torna a chiedere una seconda struttura: “Le abitazioni sono la strada giusta, ma chi arriva per lavorare e non ha ancora un alloggio dove andrà?”

Immagini di repertorio

Immagini di repertorio

Il dormitorio invernale di Alba ha aperto giovedì sera, 29 ottobre, con oltre due settimane di anticipo rispetto alla data inizialmente prevista, ma i posti disponibili sono stati subito occupati. Quindici persone hanno trovato riparo nella struttura di via Ognissanti, ospitata negli spazi della Croce Rossa, mentre altre sono rimaste fuori. Una situazione che conferma la pressione sulle possibilità di accoglienza della città e riporta al centro la richiesta di un secondo dormitorio, sostenuta dal direttore della Caritas diocesana, don Domenico Degiorgis.

L'apertura anticipata è stata resa possibile dalla disponibilità della Caritas, che ha deciso di intervenire direttamente per rispondere alle difficoltà delle persone costrette a trascorrere la notte all'aperto. Con l'abbassamento delle temperature, la situazione era diventata sempre più difficile, rendendo necessario anticipare l'avvio del servizio, inizialmente previsto per il 15 novembre.

“La Caritas ha scelto di aprire il dormitorio perché fa freddo, le persone non riescono più a resistere e c'è una pressione molto forte”, aveva spiegato don Degiorgis nei giorni precedenti. Una decisione motivata dall'urgenza di garantire un riparo immediato, senza attendere il completamento della nuova organizzazione comunale.

Per rendere possibile l'apertura, la Caritas ha messo a disposizione un proprio operatore e ha provveduto alle necessità materiali della struttura. Anche Acia, Associazione Culturale Immigrati Alba, ha offerto la propria disponibilità per affiancare il personale della Caritas. Questa gestione temporanea dovrebbe proseguire fino al 15 novembre, quando è previsto l'avvio del servizio comunale con operatori professionali.

Il primo bilancio dell'accoglienza mostra tuttavia che la struttura non riesce a rispondere a tutte le richieste. La presenza di persone rimaste senza un posto già nella serata inaugurale rende evidente, secondo il direttore della Caritas, la necessità di ampliare le possibilità di ospitalità, soprattutto in una fase dell'anno nella quale il freddo si aggiunge alle difficoltà abitative di chi vive o arriva sul territorio per lavorare.

È proprio su questo punto che don Degiorgis continua a sollecitare una riflessione più ampia. Il direttore della Caritas condivide l'obiettivo di favorire l'accesso ad abitazioni stabili, ma ritiene che questa prospettiva non possa sostituire completamente la disponibilità di posti letto per chi si trova temporaneamente senza una sistemazione.

“Sono pienamente convinto che arrivare alle abitazioni sia la strada giusta, ma continuo a pensare che ci sarà sempre un certo numero di persone che non avrà a disposizione nulla”, ha osservato. Una considerazione che riguarda in particolare i lavoratori in arrivo sul territorio, per i quali può trascorrere del tempo tra l'inizio della permanenza nelle Langhe e la possibilità di trovare un alloggio.

Secondo quanto riferito da don Degiorgis, l'amministrazione comunale e l'assessora Donatella Croce ritengono che non sia necessario realizzare un secondo dormitorio, privilegiando il lavoro per individuare soluzioni abitative. Una linea che il direttore della Caritas non contesta negli obiettivi, ma considera insufficiente rispetto alle necessità immediate e alla presenza di persone in transito.

“Quando arriveranno tutte queste case? E quando le persone che vengono da fuori per lavorare, magari in attesa di trovare un'abitazione, saranno sul territorio senza avere nulla e con il nostro dormitorio pieno, dove andranno?”, ha chiesto.

La richiesta di un secondo dormitorio, nella sua prospettiva, non riguarda soltanto chi oggi dorme all'aperto. Una struttura disponibile con continuità potrebbe rappresentare anche un'alternativa per quanti vivono in sistemazioni sovraffollate, pagando cifre elevate per un semplice posto letto.

“Un dormitorio continuativo potrebbe diventare un'occasione anche per chi è stipato in altre sistemazioni, permettendogli di smettere di pagare 150 o 200 euro per un materasso e di usufruire di una struttura pubblica”, ha sottolineato don Degiorgis, richiamando una delle situazioni di disagio abitativo che interessano parte dei lavoratori presenti sul territorio.

Il sacerdote ribadisce quindi la necessità di mantenere aperta la discussione su una seconda struttura, senza considerarla necessariamente una soluzione definitiva. “Continuerò a insistere su questa esigenza. Se un giorno un secondo dormitorio non servirà più, lo si chiuderà”, ha spiegato, indicando nella possibilità di adattare i servizi ai bisogni effettivi un criterio per affrontare il problema.

d.v.

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