La Cna esprime grande soddisfazione sul completamento della riforma della legge quadro sull'artigianato che andrà all’esame del Consiglio dei ministri oggi pomeriggio.
Una svolta storica che riconosce finalmente alle imprese artigiane il diritto di crescere, assumere e investire senza perdere la propria identità.
La riforma supera vincoli dimensionali e rigidità societarie che non rispecchiano più la realtà del sistema produttivo, valorizzando il ruolo dell'imprenditore artigiano, le sue competenze e la capacità di innovare e competere sui mercati.
“È un risultato di straordinaria importanza per il quale la Cna si è battuta con determinazione – dichiara il presidente nazionale Dario Costantini – dopo 41 anni aggiorniamo una legge che apparteneva a un'altra epoca. Finalmente affermiamo un principio fondamentale: un'impresa artigiana non deve essere penalizzata perché cresce. Può aumentare i dipendenti, conquistare nuovi mercati e continuare a essere artigiana”.
La Cna sottolinea il valore dell'impegno mantenuto dal Governo e dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che aveva assicurato la volontà di portare a compimento la riforma.
“Non si tratta di riconoscere privilegi o creare disparità – aggiunge Costantini –, ma di eliminare ostacoli anacronistici e offrire nuove opportunità a imprese che rappresentano una componente essenziale del Made in Italy. L'artigianato non è una dimensione dalla quale uscire per crescere, ma un'identità da valorizzare. Questa riforma guarda al futuro e può dare un contributo concreto alla competitività e alla crescita dell'economia italiana”.
La Cna auspica ora il pieno sostegno del Parlamento sulla riforma, sciogliendo gli ultimi nodi presenti sul testo al fine di accompagnare lo sviluppo delle imprese artigiane e di consolidare una scelta strategica per il futuro del sistema produttivo italiano.














