Dal 2 novembre Bra e Cavallermaggiore saranno collegate da una nuova linea di autobus, organizzata per facilitare le coincidenze ferroviarie e gli spostamenti degli studenti. È la novità annunciata da Granda Bus, che arriva mentre resta aperto il confronto sul futuro della ferrovia tra le due città. Proprio nei giorni scorsi, infatti, l'Agenzia della Mobilità Piemontese ha risposto alle richieste del Comitato Pendolari Alba-Germagnano SFM4, chiarendo che la riattivazione della linea ferroviaria Bra-Cavallermaggiore potrà essere valutata in prospettiva, mentre la realizzazione complessiva della MetroGranda non risulta economicamente sostenibile nelle condizioni attuali.
Il nuovo servizio automobilistico partirà lunedì 2 novembre nell'ambito del contratto del Consorzio Granda Bus, con la linea 416 Bra FS-Cavallermaggiore FS. Gli orari saranno organizzati per consentire le coincidenze, a Bra, con i treni della SFM4 da e per Alba e, a Cavallermaggiore, con i Regionali Veloci Torino-Savona nella direzione Cuneo/Savona.
Una soluzione che punta a rendere più agevoli gli spostamenti tra le due stazioni, pur mantenendo il cambio di mezzo. Per chi viaggia da Alba verso Cavallermaggiore e prosegue in direzione Cuneo, il collegamento consentirà di utilizzare il treno fino a Bra, proseguire in autobus e riprendere il servizio ferroviario a Cavallermaggiore, secondo le coincidenze programmate.
Particolare attenzione è stata riservata agli studenti dell'Istituto Guala di Bra. Sono previste due fermate dedicate lungo il percorso: in viale Costituzione 6, per gli autobus diretti a Cavallermaggiore, e in viale Risorgimento 45, per quelli diretti al Movicentro di Bra. Per agevolare il rientro dopo le lezioni pomeridiane è stata inoltre istituita una nuova corsa in partenza da Bra alle 16.34.
La linea servirà anche Madonna del Pilone, ma esclusivamente durante il periodo scolastico, con tre corse complessive. In direzione Cavallermaggiore, gli autobus partiranno dal Movicentro di Bra, passando per viale Costituzione e Madonna del Pilone, prima di raggiungere viale Vittorio Veneto a Cavallermaggiore. Nel percorso inverso sono previste le fermate di Madonna del Pilone, viale Risorgimento e Movicentro.
La risposta al Comitato Pendolari Alba-Germagnano SFM4
Il potenziamento del collegamento su gomma si inserisce in un confronto più ampio sul futuro dei trasporti nella provincia di Cuneo. Il 23 ottobre, la presidente dell'Agenzia della Mobilità Piemontese, Cristina Bargero, ha firmato la risposta al documento con 22 richieste che il Comitato Pendolari Alba-Germagnano SFM4 aveva trasmesso il 10 settembre alla Regione, all'Agenzia e ad altri interlocutori istituzionali.
La comunicazione segue il primo riscontro del Comune di Bra, che attraverso l'assessora Francesca Amato aveva espresso sostegno al ripristino del collegamento ferroviario con Cavallermaggiore.
Sulla possibilità di riportare i treni tra Bra e Cavallermaggiore, l'Agenzia non chiude la porta. Nella risposta vengono richiamate le esperienze di recupero delle linee sospese, tra cui la Alba-Asti, la Casale Monferrato-Mortara e la Cuneo-Saluzzo-Savigliano, oltre al percorso avviato per una possibile riapertura della Alessandria-Ovada.
"Non vi è pertanto alcuna preclusione rispetto alla possibilità di valutare, in prospettiva, anche la realizzazione di un servizio ferroviario sulla linea Cavallermaggiore-Bra", si legge nel documento.
Un'apertura che, tuttavia, non equivale all'annuncio di una riattivazione. Prima di ipotizzare il ritorno dei treni occorrerà verificare la domanda potenziale, i costi di esercizio, le risorse disponibili e l'interesse degli operatori, tenendo conto delle priorità della programmazione regionale. La presenza dell'infrastruttura ferroviaria, da sola, non è considerata sufficiente a giustificare l'attivazione del servizio.
Più restrittiva è la posizione dell'Agenzia sulle nuove relazioni ferroviarie dirette tra Cuneo, Bra, Alba, Asti, Alessandria e la Liguria, proposte dal Comitato per superare la frammentazione dei collegamenti provinciali. Nelle condizioni infrastrutturali e operative attuali, l'istituzione di servizi diretti con frequenze regolari e competitive viene ritenuta non praticabile. L'alternativa indicata è migliorare le coincidenze nei principali nodi ferroviari, coordinando i servizi esistenti.
È una prospettiva nella quale si colloca anche la nuova linea 416, che punta a collegare le due stazioni attraverso orari coordinati con quelli ferroviari, senza però sostituire il progetto di un eventuale ritorno dei treni sulla Bra-Cavallermaggiore.
Un altro punto centrale della risposta riguarda la MetroGranda, il progetto di una rete ferroviaria provinciale integrata, elaborato attraverso uno studio del Politecnico di Torino nel 2016. L'Agenzia ne riconosce il valore come riferimento per ripensare la mobilità cuneese, ma sottolinea che la realizzazione complessiva richiederebbe investimenti oggi non economicamente sostenibili.
La MetroGranda non viene comunque esclusa come prospettiva di lungo periodo. Potrebbe invece orientare interventi progressivi e mirati, come già avvenuto con la riattivazione della Cuneo-Saluzzo-Savigliano, indicata come uno dei tasselli della rete immaginata dallo studio.
Nessuna apertura, invece, alla costruzione di una nuova ferrovia per l'aeroporto di Cuneo-Levaldigi. Secondo l'Agenzia, l'attuale domanda dello scalo non giustifica gli investimenti infrastrutturali e i costi di esercizio. La soluzione ritenuta più proporzionata rimane quella dei collegamenti automobilistici, già presenti da Savigliano con Arenaways e da Cuneo e Torino con CMV, organizzati in relazione agli orari dei voli.
La risposta affronta anche le difficoltà quotidiane segnalate dai pendolari. Sul coordinamento tra treni e autobus, soprattutto nel nodo di Bra, l'Agenzia condivide la necessità di migliorare le coincidenze, chiedendo però al Comitato di indicare tratte, corse e orari specifici sui quali intervenire.
Per la bigliettazione integrata, viene ricordato che sulle linee del Bacino Sud è già disponibile la tessera BIP con Credito Trasporti, mentre è allo studio, insieme alla Regione, un'evoluzione del sistema per semplificare l'accesso ai servizi.
Un ulteriore tema riguarda il punto di assistenza Grandabus di Bra, attualmente situato in strada Falchetto 61/E, in posizione periferica rispetto al centro e ai principali luoghi di interscambio. L'Agenzia riconosce la criticità e prevede di valutare la questione nell'ambito della prossima procedura per l'affidamento dei servizi automobilistici del Bacino Sud, senza annunciare per ora un trasferimento.
Per i pendolari, il 2 novembre rappresenterà dunque una prima novità concreta nei collegamenti tra Bra e Cavallermaggiore, con autobus coordinati con i treni e un'attenzione specifica agli orari scolastici. Sul piano ferroviario, invece, il confronto rimane aperto: la riattivazione della linea non è esclusa, ma resta subordinata a valutazioni economiche e trasportistiche, mentre il progetto complessivo della MetroGranda viene ricondotto a una prospettiva di lungo periodo.














