Succede tutto nella stessa meravigliosa terra, sotto lo stesso cielo d’autunno che avvolge le nostre colline. Da una parte c'è un'eccellenza che ci riempie d'orgoglio e che il mondo ci invidia: l'Asta del Barolo en Primeur, promossa con intelligenza e visione dalla Fondazione CRC e dai Barolisti. Un evento di livello internazionale che è riuscito a raccogliere oltre 1,1 milioni di euro.
Cifre straordinarie, da capogiro, ma soprattutto cifre giuste. Perché la Barolo en Primeur non è un semplice sfoggio di lusso, è la dimostrazione concreta di cosa sappia fare il nostro territorio quando decide di fare del bene: risorse vere, imponenti, destinate a finanziare grandi progetti sociali, ricerca, welfare e sostegno alle fragilità. È la faccia più bella, aperta e filantropica del Piemonte, capace di usare il prestigio del Re dei vini come una leva di solidarietà globale.
Ma proprio perché siamo capaci di compiere un miracolo organizzativo e benefico di questa portata, non possiamo chiudere gli occhi di fronte a quello che succede appena fuori dai saloni delle feste.
Dall'altra parte della strada, infatti, c'è una realtà che brucia. Ci sono le migliaia di persone scese in piazza per urlare il proprio no allo sfruttamento e al caporalato nei vigneti. Ci sono uomini e donne che quella stessa terra la lavorano fino all'ultimo grappolo e che poi, la sera, si ritrovano a dormire per strada, sulle panchine, nell'indifferenza e nel freddo, senza un tetto, senza diritti, senza una dignità elementare.
È qui che deve scattare il nostro orgoglio, ma anche la nostra responsabilità.
Se siamo così grandi, coesi e potenti da muovere i collezionisti di tutto il pianeta e raccogliere oltre un milione di euro in una sola serata al martello d'asta, allora dobbiamo avere la stessa identica forza per non lasciare indietro nessuno. Non è una contraddizione insolubile, è una chiamata all'azione: la stessa capacità manageriale, la stessa generosità e la stessa visione d'insieme che rendono unica la Barolo en Primeur devono essere messe in campo per cancellare l'indegnità delle vite invisibili tra i nostri filari.
Il Barolo è un gigante nel mondo. E un gigante vero non è solo quello che produce ricchezza e fa grandi donazioni, ma è quello che sa proteggere chiunque ne calpesti il suolo. Facciamo sì che la straordinaria bontà di questa terra continui a far brillare i suoi calici, ma che da domani possa dare un letto, un contratto e un sorriso a ogni singolo lavoratore. Soltanto allora la nostra vittoria sarà davvero completa.














