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Attualità | 19 ottobre 2026, 15:35

Violenza sulle donne, la Regione Piemonte stanzia 900 mila euro

L'investimento punta a rafforzare prevenzione, formazione, contrasto alle discriminazioni e alle mutilazioni genitali femminili

Marina Chiarelli, assessore regionale alle Pari Opportunità

Marina Chiarelli, assessore regionale alle Pari Opportunità

Novecento mila euro per rafforzare la prevenzione della violenza sulle donne, investire nella formazione delle operatrici dei Centri antiviolenza e delle Case rifugio, contrastare le discriminazioni legate al genere e alla disabilità e sostenere le donne e le bambine vittime di mutilazioni genitali femminili. 

La Regione Piemonte compie un nuovo passo nel rafforzamento delle politiche di tutela e sostegno alle donne. La Giunta regionale ha approvato i criteri di ripartizione di 890.965 euro, risorse statali assegnate al Piemonte attraverso il Fondo per le politiche relative ai diritti e alle pari opportunità. 

Il provvedimento interviene su tre ambiti strategici, con l'obiettivo di rendere sempre più efficace la rete territoriale di prevenzione, accoglienza e assistenza, valorizzando le competenze delle professionalità coinvolte e rafforzando la collaborazione tra servizi antiviolenza, strutture sanitarie e organismi impegnati nel contrasto alle discriminazioni. 

«Proviamo a metterci nei panni di una donna che vive nella paura, che magari ha dei figli da proteggere, che vorrebbe andarsene ma si domanda dove potrà vivere, come riuscirà a mantenersi e che cosa accadrà alla sua famiglia. Sono domande concrete, che possono pesare quanto la paura stessa. E quando quella donna trova la forza di chiedere aiuto, abbiamo il dovere di farci trovare pronti – dichiara l'assessore regionale alle Pari Opportunità, Marina Chiarelli –. Per questo investiamo nella formazione di chi accoglie, ascolta e accompagna le donne, perché anche una parola, una risposta o un intervento tempestivo possono cambiare il corso di una vita. Con questi 900 mila euro rafforziamo la rete dei servizi e prestiamo particolare attenzione a chi vive condizioni di maggiore vulnerabilità, comprese le donne con disabilità e le vittime di pratiche che violano la loro integrità fisica e la loro dignità. Ma la nostra responsabilità va oltre il momento dell'emergenza. Una donna deve poter contare su una casa, su un lavoro, sulla possibilità di crescere i propri figli in sicurezza e di tornare a progettare il domani. È questa la direzione delle misure che stiamo portando avanti in Piemonte: trasformare la protezione in autonomia, perché ogni donna possa riprendere in mano la propria vita, con la libertà di scegliere e la certezza di avere le istituzioni al proprio fianco». 

Tre linee di intervento per rafforzare la rete piemontese 

Sono 438.000 euro per la formazione permanente delle operatrici dei servizi antiviolenza. La quota più consistente del finanziamento sarà destinata ai 23 Centri antiviolenza e alle 13 Case rifugio iscritti all'Albo regionale, attraverso una ripartizione in quote uguali. Le risorse consentiranno di sostenere percorsi di formazione iniziale, aggiornamento continuo e specializzazione delle operatrici e del personale volontario, coinvolgendo anche altre figure professionali che, nello svolgimento delle proprie attività, possono entrare in contatto con donne vittime di violenza o di atti persecutori. Tra queste, medici di medicina generale, infermieri, personale sanitario e agenti di polizia locale. L'obiettivo è favorire una maggiore capacità di riconoscere tempestivamente i segnali della violenza, intervenire in maniera appropriata e orientare le donne verso i servizi territoriali competenti. 

Inoltre, 416.465 euro per contrastare la violenza e le discriminazioni fondate sul genere e sulla disabilità. Una particolare attenzione sarà rivolta alle donne che vivono situazioni di discriminazione multipla, nelle quali la violenza di genere può intrecciarsi con condizioni di disabilità e ulteriori fattori di vulnerabilità. Le attività coinvolgeranno la rete regionale antidiscriminazioni, attraverso i Nodi provinciali operativi ad Alessandria, Biella, Cuneo, Novara, Vercelli e Verbania e il Nodo metropolitano di Torino, favorendo il raccordo tra i servizi e una maggiore accessibilità dei percorsi di tutela. 

Mentre 36.500 mila euro per la prevenzione e il contrasto delle mutilazioni genitali femminili. Le risorse saranno assegnate in parti uguali all'ASL Città di Torino e all'Azienda Ospedaliero-Universitaria Città della Salute e della Scienza di Torino, dove sono attivi servizi specialistici dedicati all'assistenza delle donne che hanno subito mutilazioni genitali femminili. Il finanziamento sosterrà attività di prevenzione, accoglienza, assistenza sanitaria, ostetrico-ginecologica, psicologica e sociale, insieme a percorsi di formazione e mediazione culturale, in collaborazione con i Centri antiviolenza del territorio. 

Una rete sempre più preparata e vicina alle donne

La Regione punta a consolidare un sistema di intervento nel quale la preparazione delle operatrici, la collaborazione tra istituzioni e la presenza capillare dei servizi rappresentano strumenti fondamentali per garantire risposte efficaci e percorsi personalizzati. L'assegnazione dei contributi ai soggetti beneficiari avverrà attraverso successivi provvedimenti dirigenziali, secondo i criteri approvati dalla Giunta regionale. 

Le misure regionali per il sostegno e l'autonomia delle donne

Il nuovo stanziamento si aggiunge agli interventi promossi nelle ultime settimane dalla Regione Piemonte per rafforzare la protezione delle donne e accompagnarle anche nelle fasi successive all'emergenza. In particolare, all'inizio di ottobre la Regione ha previsto un pacchetto di oltre 2 milioni di euro, destinato a favorire l'autonomia delle donne vittime di violenza, attraverso percorsi di inserimento lavorativo, soluzioni abitative e strumenti di sostegno per ricostruire la propria indipendenza economica e personale. Tra le misure è prevista anche una linea di intervento dedicata ai figli delle donne vittime di violenza, con l'obiettivo di offrire una risposta più ampia alle esigenze delle famiglie coinvolte. A queste risorse si affiancano ulteriori 2 milioni di euro destinati al potenziamento dei Cav, Case rifugio e percorsi di accoglienza, per rafforzare la capacità di accoglienza e protezione sul territorio. Un insieme di interventi che testimonia l'impegno della Regione Piemonte nel costruire un sistema di protezione capace di accompagnare le donne dall'accoglienza alla piena autonomia, mettendo al centro la sicurezza, il lavoro, la casa e la possibilità concreta di ricominciare.

c.s.

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