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Politica | 17 ottobre 2026, 09:04

Reciprocità agrofarmaci, Sacchetto (Fdi): "Finalmente l’Europa invia un segnale. Basta doppi standard, tuteliamo salute e agricoltura degli europei"

Il consigliere regionale di Fratelli d’Italia commenta la proposta europea di revisione dei limiti massimi di residui di alcuni agrofarmaci nei prodotti importati da fuori non più autorizzati nell’Unione Europea

Il consigliere regionale Claudio Sacchetto

Il consigliere regionale Claudio Sacchetto

“Finalmente l’Europa comincia a intervenire su una contraddizione che da troppo tempo penalizza i nostri agricoltori, non è accettabile vietare determinati agrofarmaci alle aziende agricole europee e poi consentire l’ingresso sul mercato comunitario di prodotti importati ottenuti utilizzando le stesse sostanze, purché rispettino i limiti massimi di residui attualmente previsti, è una questione di coerenza, di tutela della salute dei cittadini e, soprattutto, di concorrenza sleale, la lettera dei 19 Paesi esportatori che contestano l’iniziativa di Bruxelles dimostra quanto sia importante questo passaggio, se ai nostri agricoltori chiediamo di rispettare regole sempre più rigorose, sostenendo costi crescenti e rinunciando a determinati strumenti di difesa delle colture, non possiamo permettere che i concorrenti stranieri godano di condizioni produttive differenti per vendere sullo stesso mercato, mettendo a rischio la salute dei consumatori europei”, commenta Claudio Sacchetto, consigliere regionale del Piemonte di Fratelli d’Italia, la proposta europea di revisione dei limiti massimi di residui di alcuni agrofarmaci nei prodotti importati da fuori non più autorizzati nell’Unione Europea.

Da anni le organizzazioni agricole europee e italiane denunciano la situazione paradossale della sempre maggiore carenza di strumenti per difendere le colture in netta controtendenza con il resto del mondo, con la beffa di consentire ai concorrenti esteri di commercializzare prodotti ottenuti in condizioni differenti. 

La questione non riguarda soltanto il rispetto dei limiti di residui, ma anche la necessità di evitare che il differenziale tra le regole europee e quelle degli altri attori globali si traducano in uno svantaggio competitivo sistematico, le decisioni poggiano su solide basi scientifiche e se l’Europa ritiene determinate sostanze incompatibili con i propri standard di sicurezza o con gli obiettivi di tutela ambientale, deve affrontare con coerenza anche il tema dei prodotti importati.

“Il percorso dell’accordo commerciale con i Paesi del Mercosur è un esempio virtuoso di un approccio finalmente intelligente e non suicida dell’Ue. Il Governo Meloni ha dimostrato che in Europa non bisogna accettare passivamente decisioni che rischiano di penalizzare il nostro sistema produttivo, l’Italia, prima di dare l’ok all’accordo commerciale col Sudamerica, ha chiesto garanzie aggiuntive e clausole di salvaguardia più forti per proteggere le filiere agroalimentari e la salute degli europei, subordinando il proprio sostegno all’accordo all’ottenimento di tutele adeguate, è questo il metodo corretto e vantaggioso, apertura ai mercati quando crea opportunità per le nostre imprese, ma senza subire passivamente la concorrenza internazionale, il commercio può rappresentare una grande opportunità per il Made in Italy, a condizione che le regole garantiscano condizioni eque e strumenti efficaci per intervenire quando le nostre produzioni vengono messe a rischio, la recente sospensione europea delle importazioni di determinati prodotti di origine animale dal Brasile dimostra che, quando mancano garanzie sufficienti sul rispetto degli standard europei, è necessario intervenire. Stiamo assistendo a un cambiamento di approccio da parte dell’Europa, che va nella direzione che sosteniamo da tempo, con la Commissione europea e il Parlamento finalmente positivamente influenzati da una sensibilità portata dall’Italia e da una maggioranza che sempre più spesso si propone nel Parlamento europeo, la cosiddetta “maggioranza Giorgia” che si pone obiettivi legati alla sostenibilità che deve essere compatibile con la sostenibilità economica delle imprese, con la sicurezza alimentare e con la capacità dell’Italia e dell’Europa di produrre cibo e di difendersi nella competizione commerciale internazionale, meno Green Deal ideologico e più pragmatismo, ora ci auguriamo che l’Europa vada avanti fino in fondo sulla reciprocità per gli agrofarmaci”, conclude Sacchetto.

Comunicato stampa

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