«Purtroppo non abbiamo posto: il detenuto deve andare via al suo fine pena». È la battuta, amara e provocatoria, del segretario generale dell’Osapp, Leo Beneduci, di fronte a una situazione che, secondo il sindacato, fotografa in maniera paradossale il caos ormai quotidiano all’interno degli istituti penitenziari.
Il riferimento è a un detenuto di nazionalità marocchina, prossimo al fine pena e, secondo quanto risulta al personale, privo di regolare permesso di soggiorno, che da giorni protesta all’interno della sezione del carcere Cerialdo di Cuneo, lanciando oggetti, urlando, rimanendo fuori dalle sezioni e ostacolando i movimenti e l’accesso ai passeggi, manifestando la volontà di non essere scarcerato.
«Il paradosso – sottolinea Beneduci – è che ci troviamo davanti a una persona che, arrivata al termine della detenzione, non avrebbe un lavoro né una sistemazione abitativa e che avrebbe già manifestato l’intenzione di creare problemi una volta fuori, fino ad arrivare a prospettare la possibilità di essere nuovamente arrestato. Se questa è la gestione dell’esecuzione penale, siamo davvero al “Paese dei balocchi”».
Il sindacato evidenzia inoltre le ricadute che situazioni di questo tipo hanno sulla sicurezza del personale e sulla gestione quotidiana dell’istituto.
«Mentre si verificano queste situazioni – prosegue Beneduci – un collega di Polizia Penitenziaria è chiamato a garantire la vigilanza dinamica su tre piani con circa 180 detenuti durante il turno serale. Sono numeri che spiegano meglio di qualsiasi relazione quali siano le condizioni nelle quali gli operatori sono costretti a lavorare».
«E mentre gli istituti fanno i conti ogni giorno con carenze di personale, sovraffollamento, tensioni e difficoltà nella gestione dei detenuti – conclude il segretario generale dell’Osapp – c’è chi continua a parlare dell’apertura di nuovi reparti e nuovi spazi detentivi. Prima di aprire un padiglione, forse sarebbe il caso di chiedersi chi dovrà garantire concretamente la vigilanza e la sicurezza al loro interno».
In Breve
mercoledì 30 settembre














