La decisione dei giudici di confermare il blocco dell'area a caldo e degli altiforni dello stabilimento ex Ilva di Taranto rischia di ripercuotersi pesantemente sui poli produttivi piemontesi. A lanciare l'allarme nella giornata di oggi, lunedì 21 settembre, è la consigliera regionale Vittoria Nallo (Italia Viva - Stati Uniti d'Europa), evidenziando il pericolo concreto di una paralisi per gli impianti di Racconigi e Novi Ligure.
"La decisione dei giudici di confermare lo stop dell'area a caldo e degli altiforni dello stabilimento di Taranto rischia di scaricarsi sui siti produttivi del Piemonte. Senza l'arrivo dei semilavorati, gli impianti di Novi Ligure e Racconigi rischiano il fermo totale tra ottobre e novembre, mettendo a rischio oltre 600 lavoratori diretti, oltre a quelli dell'indotto – dichiara la consigliera Nallo –. Di fronte all'incapacità del Governo di gestire la vertenza e all'assenza di un piano industriale nazionale, il Piemonte non può rimanere a guardare mentre il nostro tessuto produttivo crolla".
Per fronteggiare l'emergenza, l'esponente dell'opposizione ha annunciato un'azione formale in Consiglio regionale.
"Per questo ho depositato un'interrogazione urgente chiedendo la convocazione del Tavolo di crisi regionale, per pretendere risposte certe e l'attivazione di tutti gli strumenti necessari a tutelare i lavoratori e le imprese del nostro territorio", conclude Nallo.














