Nel pomeriggio di martedì 15 settembre la Camera di Commercio di Cuneo ha riunito all’Università di Scienze Gastronomiche studiosi, istituzioni e grandi imprese del territorio per riflettere sull’eredità francescana e sulla competitività dei modelli aziendali coesivi.
La coesione sociale ed etica è una delle chiavi della competitività. Fare impresa con lo spirito francescano significa mettere la cura delle persone, il bene comune e la tutela del territorio al centro, dimostrando che l'etica genera innovazione, resilienza e valore economico duraturo. È questo il messaggio emerso dall’incontro “L’economia di Francesco. Economia, sostenibilità e bene comune”, promosso dalla Camera di commercio di Cuneo presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. L’evento, inserito nelle celebrazioni per il Centenario del Palazzo Camerale e organizzato in collaborazione con la Fondazione ARTEA per gli 800 anni dalla morte di San Francesco d’Assisi, ha tracciato una rotta concreta per il futuro del tessuto produttivo.

La giornata si è aperta con un minuto di raccoglimento in memoria della braidese Emma Bodino e dopo il saluto del Sindaco di Bra Giovanni Fogliato il Presidente della Camera di commercio di Cuneo ha tracciato il valore dell’iniziativa richiamando l'attualità del messaggio francescano per il sistema economico locale.
“A distanza di otto secoli, il messaggio di San Francesco non è mai stato così urgente per il mondo dell'impresa: l'Economia di Francesco è una chiamata concreta a passare da un modello orientato al profitto immediato a un'economia della cura, della fraternità e della responsabilità verso le generazioni future”, ha dichiarato Luca Crosetto, presidente della Camera di Commercio di Cuneo. “La provincia Granda ha nel proprio DNA il valore del lavoro, il legame con il territorio e il senso di comunità. I dati e l'esperienza quotidiana ci dimostrano che le imprese coesive — quelle che creano valore per i dipendenti, la filiera e la comunità — non solo sono più etiche, ma sono anche quelle che innovano di più, esportano meglio e resistono con maggiore forza alle crisi. Fare impresa oggi con lo spirito di Assisi significa capire che la coesione sociale è una delle chiavi fondamentali della competitività e che l'economia ha senso solo se resta al servizio dell'uomo e della Terra”.
L'analisi dei dati è stata affidata ad Alessandro Rinaldi (direttore Studi e Statistiche del Centro Studi Tagliacarne), che ha presentato il Rapporto 2026 “Coesione è competizione”, confermando come le aziende capaci di fare rete con i lavoratori e il territorio siano nei fatti molto più resilienti e performanti sul mercato.
Nel corso della tavola rotonda, moderata dal giornalista Francesco Antonioli, si sono confrontate le diverse anime del mondo accademico, economico e associativo: Silvio Barbero (Comitato Esecutivo Università di Scienze Gastronomiche) ha evidenziato l’affinità tra la visione francescana e l'eredità spirituale e culturale di Carlin Petrini, fondata sulle battaglie storiche di Slow Food legate all’ecologia della terra e alla centralità del lavoro agricolo; Ermete Realacci (presidente Fondazione Symbola) ha illustrato come green economy, sostenibilità e bellezza rappresentino i veri tratti distintivi della qualità del Made in Italy; Stefano Zamagni (Università di Bologna e pioniere dell’Economia Civile), collegato da remoto, ha tracciato le coordinate teoriche per un mercato aperto fondato sul valore condiviso e sulla centralità della persona evidenziando come, accanto ai fattori economici non siano meno importanti quelli relazionali, spesso tralasciati dagli studiosi, e come sia opportuno ragionare sulla necessità di valorizzare il bene comune.

Particolarmente attese le testimonianze dirette di due eccellenze industriali cuneesi, simboli tangibili di impresa coesiva.
Pietro Maria Brunetti (vicepresidente per gli Affari Istituzionali e le Relazioni Esterne di Ferrero Spa) ha riassunto la storia e le numerose iniziative di responsabilità sociale dell'azienda, evidenziando i 17 punti ritenuti indispensabili da Ferrero per fare impresa, con un ruolo fondamentale dei temi della coesione e dell'attenzione alle persone.
Giorgio LeSage (direttore Innovazione e Sostenibilità di Mondo Spa) ha illustrato l'esperienza dell'azienda leader mondiale nelle superfici sportive e piste di atletica, evidenziando come l'orientamento alla sostenibilità dal punto di vista produttivo e al benessere dei lavoratori siano leve strategiche di crescita e reputazione aziendale.
La giornata si è conclusa con le riflessioni di Padre Enzo Fortunato, frate francescano, giornalista e coautore del Manifesto di Assisi, che ha richiamato l'esigenza di abitare il mondo produttivo con uno sguardo nuovo, dove l'alleanza tra etica, sviluppo e tutela del creato traccia la rotta maestra per la competitività delle imprese contemporanee.














