“Quando ho visto la croce e l’ho toccata, ho pensato che mio nonno fosse molto molto felice e di essere stato così in alto proprio per stargli più vicino”. A soli 8 anni ha raggiunto i 3.841 metri della vetta del Monviso, portando con sé un ricordo speciale. È l'impresa compiuta sabato 12 settembre da Gabriele Lovera di Demonte, che ha voluto dedicare la salita al nonno materno Giuseppe Putetto, scomparso esattamente un anno fa e originario di Saluzzo.
Un impresa che gli consente di rientrare tra i pochi alpinisti che così giovani hanno raggiunto un traguardo simile. Motivato, preparato e determinato, passo dopo passo accompagnato dai genitori, ha conquistato il Re di Pietra.
Un impegno che ha coinvolto tutta la famiglia che lo ha sostenuto e orientato ad affrontare “la salita” con serenità. “Ci ha colpito molto la tenacia e l’energia di Gabriele – hanno commentato orgogliosi e commossi mamma Marta e papà Claudio -, sia nella salita che nella discesa, determinato fino in fondo ad esaudire la volontà del nonno”. Un'immagine che metaforicamente ricorda il ruolo dei genitori al fianco dei propri figli nei loro percorsi di vita, per prepararli a delusioni, frustrazioni, fatica, ma anche soddisfazione per gli obiettivi raggiunti.
Un traguardo importante per un bambino della sua età, ma soprattutto una promessa mantenuta. Il nonno gli aveva trasmesso l'amore per la montagna e la passione per l'alpinismo, insieme al rispetto per le "regole della montagna". Un insegnamento che Gabriele ha fatto proprio e che lo ha accompagnato fino alla croce di vetta. Il desiderio del nonno, infatti, era che un suo ricordo doveva raggiungere la croce che domina le Alpi Cozie. E a raccogliere questa eredità è stato proprio il nipotino Gabriele, animato da una determinazione e da un’euforia che non sono mai venute meno durante tutto il percorso.
L'avventura è iniziata nel pomeriggio di venerdì 11 settembre, quando Gabriele, insieme ai genitori, ha lasciato l'auto al Pian del Re per affrontare la prima parte dell'ascesa fino al Rifugio Quintino Sella, a 2.640 metri di quota. Qui la famiglia ha trascorso la notte, in vista della salita decisiva del giorno successivo.
La sveglia è suonata alle 4 del mattino di sabato. Dopo una rapida colazione, con i frontalini accesi, Gabriele ha iniziato la salita verso la vetta del Monviso.
Durante il percorso sono stati numerosi gli escursionisti e gli alpinisti incontrati lungo il sentiero e sulla parete che si sono fermati per incoraggiarlo. La sua impresa ha colpito così tanto gli altri appassionati da finire anche sui social, con diversi scatti e post pubblicati su Instagram. Parole di sostegno e applausi hanno accompagnato il giovane alpinista nella sua salita, fino a quando, dopo le ore di cammino e l'impegno richiesto dalla via, è arrivato ai 3.841 metri della vetta.
Lì, davanti alla croce del Monviso, Gabriele ha potuto mantenere la promessa fatta al nonno, portando con sé e lasciando lassù il suo ricordo. Tra commozione, emozione, soddisfazione e stanchezza Gabriele non solo ha reso omaggio a chi gli ha trasmesso l'amore per l'alpinismo, ma anche a se stesso.
Un risultato frutto di una preparazione portata avanti durante tutta l'estate. Gabriele si è allenato sulle montagne in vista della nuova stagione di sci di fondo, attività che pratica e che gli ha permesso di arrivare preparato all'appuntamento con il Monviso.
Ora, smaltita l'adrenalina accumulata nell'ascesa e discesa della vetta, per il giovane alpinista l'augurio è di proseguire a coltivare le sue passioni e i suoi sogni con la certezza di aver un angelo custode che dal cielo lo seguirà ad ogni passo.
Oltre al sapore della conquista della vetta più alta del Cuneese, per Gabriele resterà il ricordo indelebile di un'impresa unica riuscita grazie ai veri motori della vita: amore e famiglia.

















