Non era una gara come le altre. Per Elio “Giuby” Giubergia, 63 anni, di Pianfei, il Bisalta Trail di oggi rappresentava soprattutto un ritorno alla vita, alla corsa e a quella normalità che fino a pochi mesi fa sembrava lontanissima.
Questa mattina Elio ha preso parte allo Short Trail del Bisalta Trail, il percorso di 16 chilometri con 800 metri di dislivello positivo, affrontando i sentieri della Bisalta insieme agli altri partecipanti dell’ottava edizione della manifestazione organizzata dalla Boves Run.
Partito alle 9.30, è arrivato al traguardo tra gli applausi e il tifo dei familiari e degli amici, che lo aspettavano all'arrivo in piazza Italia.

Ovviamente, è stato accolto come una star.

L'articolo della scorsa settimana, uscito su TargatoCn, e attraverso il quale Giuby ha voluto trasmettere un messaggio di speranza, è stato tra i più letti dell'ultimo periodo.
In in tanti hanno fatto il tifo per lui.
Un percorso impegnativo, ma soprattutto un percorso dal grande valore simbolico.
Perché Elio, nei mesi scorsi, aveva dovuto fare i conti con la malattia e con le conseguenze delle cure.
"Pochi mesi fa non riuscivo ad alzarmi in piedi", ci aveva raccontatouna settimana fa, spiegando quanto il desiderio di tornare a correre lo avesse aiutato ad affrontare quel periodo difficile.
Nella sua testa non aveva mai smesso di correre. E così, dopo la chemioterapia, che lo aveva lasciato a terra, si è rimesso in piedi, recuperando la forza e ricominciando a far girare le gambe. Un passo alla volta, rimettendo in moto quelle gambe che inzialmente non lo reggevano neppure.
Ma non ha mollato e oggi, a Boves, è tornato a indossare un pettorale, il 389, e a percorrere quei chilometri che per lui valevano molto più di una posizione in classifica.
Elio aveva affrontato questa sfida senza porsi obiettivi cronometrici. Non lo ha mai fatto, per lui correre è divertimento, prima di tutto.
"Arriverò ultimo", aveva detto con grande serenità
Oggi il cronometro non contava. I 16 chilometri della Bisalta sono stati per lui una nuova partenza, un modo per lasciarsi alle spalle mesi difficili e guardare avanti.
Concludere quei 16 chilometri è stato un risultato enorme. E decidere di gareggiare gli ha permesso di esser esattamente dove voleva: sulla linea di partenza e, soprattutto, su quella del traguardo.
Felice come un bambino, tra gli applausi e un grande tifo. A Boives, in piazza Italia, stamattina erano tutti per lui.




















