/ Politica

Politica | 07 settembre 2026, 18:07

"Da Lou Seriol insulti al governo": l'onorevole Ciaburro torna sui fatti di Aisone

La parlamentare di Fratelli d'Italia interviene sulle polemiche che coinvolgono il gruppo occitano e il vicesindaco Edoardo Degiovanni: "L'odio e l'incitamento alla violenza sono indifendibili"

Monica Ciaburro, parlamentare Fdi

Monica Ciaburro, parlamentare Fdi

Riceviamo e pubblichiamo da Monica Ciaburro una lettera con cui la parlamentare di Fratelli d'Italia torna sulle polemiche riguardanti il concerto tenuto dalla band occitana Lou Seriol durante la festa patronale di Aisone, vicenda finita al centro dell'attenzione politica e approdata in Consiglio Regionale.

***
“Te la canti e te la suoni", avrebbe commentato mia nonna ascoltando le parole dette dal palco della festa patronale di Aisone, dalla band Lou Seriol, che evidentemente ha cambiato genere musicale senza avvertire. 

Lou Seriol - si legge su Internet - è una storica band folk-rock occitana, uno dei massimi rappresentanti della musica occitana contemporanea, celebre per la sua capacità di fondere la tradizione linguistica e culturale della lingua d'oc con ritmi moderni ed energici. A meno che il gruppo non trovi spunti di modernità non nell’arte musicale ma nell'inveire in maniera scomposta e violenta contro il Governo. 

Nell'affermare a gran voce, sulle note di "Bella Ciao", di mandare a casa il Governo “fasci di merda, siamo in mano a una banda di fascisti” e ancora, con una virulenza inaudita soprattutto per chi si professa democratico: “Li abbiamo già sotterrati una volta, li appendiamo anche un’altra”. 

Non so come si possa credere che queste frasi scagliate da un palco di una festa patronale siano da considerare “libera espressione”. Di libero e democratico in questo brutto spettacolo c’è solo un Governo accusato di essere fascista contro il quale si scaglia un “fascismo di sinistra” che rasenta la denuncia penale.

Il tutto reso più grave e pesante dal fatto che uno dei componenti di quel gruppo è Edoardo Degiovanni, il vicesindaco del paese. 

Il concerto in una festa patronale è stato trasformato in un comizio a spese del contribuente, dei cittadini di Aisone, in modo particolare visto che l’evento - l’unico del paese - non è certo a costo zero. 

Usano un palco pubblico per peronare la loro causa. Mi viene solo in mente una parola: “Vergogna”. Vergogna per una sceneggiata indegna, vergogna per chi difende l’indifendibile, perché l’odio e l’incitamento alla violenza sono sempre indifendibili. 

E dire che la sinistra si professa sostenitrice della pace, dell’inclusione, dell’accoglienza a tutti i costi. Evidentemente solo quando fa comodo a loro. 

E voglio sottolineare che se alcuni sindaci non sono d’accordo a far suonare e cantare "Bella Ciao" o fare la spaghettata antifascista, è solo perché sanno che sono azioni divisive. Come se intonare quel canto fosse una strada che porta dritto alla violenza, all'intolleranza. 

Credo che il sindaco - uomo pacato e di buon senso - chiederà spiegazioni al suo vice perché Aisone merita di essere ricordato, raccontato e pubblicizzato per tante cose positive, non certo per un atto vile, fuori dal tempo e inutile come quello della band.

Sempre mia nonna direbbe "Canta che ti passa”, ma forse alla sinistra non basta cantare per mandar via il livore di avere un Governo di centrodestra stabile, il più lungo della Repubblica d’Italia, il primo presieduto da una donna, votato democraticamente dai cittadini che dimostrano di apprezzarlo a larga maggioranza. Ciao sinistra, ciao.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A SETTEMBRE?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore|Premium