Un’ipotesi. Poco più che un’ipotesi, una delle tante che circolano in questo inizio autunno, ma è difficile pensare che l’eurodeputato di Fratelli d’Italia Giovanni Crosetto abbia parlato a vanvera e, soprattutto, senza essersi consultato con lo zio Guido, ministro della Difesa.
Intervistato dal quotidiano La Repubblica, che gli chiedeva un parere sul dopo Cirio in Regione, se cioè fosse meglio un esponente di partito o un candidato civico per il centrodestra ha risposto: “É un tema che deve essere affrontato a livello nazionale. Ritengo – ha risposto - che sarebbe meglio optare per un profilo politico e di esperienza. Immagino un presidente di Provincia, un assessore o un sindaco che sappia maneggiare la macchina amministrativa”.
Se vale ancora l’adagio andreottiano che a pensar male (forse) si sbaglia ma spesso ci si azzecca, il riferimento a Luca Robaldo era evidente.
Quale personalità poteva avere in mente il “nipote d’Italia” se non l’amico Luca, che possiede entrambi i requisiti, di presidente di Provincia e di sindaco? Viene da aggiungere – se la logica non è un’opinione – che due indizi fanno una prova.
Del resto, Giovanni Crosetto era stato ospite gradito alla convention del Patto Civico di fine marzo a Cuneo. Era salito sul palco, inserito tra gli oratori ufficiali, e il suo intervento - “moderato” e aperto alla collaborazione col Patto - era stato particolarmente apprezzato dalla platea che, infatti, lo aveva accolto con un caloroso applauso.

Se così fosse, significa che qualcuno si sta già portando avanti col lavoro per le prossime elezioni regionali. Certo le incognite sono tante, così come altrettanti sono però i segnali che portano a Mondovì.
Ad abundantiam ricordiamo che Robaldo è stato stretto collaboratore sia di Alberto Cirio che di Enrico Costa.
Senza voler mettere il carro davanti ai buoi, non si può non considerare che a Robaldo arriva un assist che può essere considerato – dato il largo anticipo e quando ancora nemmeno Cirio sa quale sarà il suo destino – poco più che un gentlemen agreement .
Tuttavia, le considerazioni dell’eurodeputato di FdI lasciano presumere un primo assaggio del terreno, un suo ruolo da precursore.
Così parlò la giovane “c”, in attesa del pronunciamento della grande “C” del “barba” ministro, il quale, da Palazzo Baracchini, potrebbe dare il via libera a Robaldo alla scalata del grattacielo della Regione anche da parte di Fratelli d’Italia.
Ed ecco tornare in ballo l’eterna e inossidabile “Trimurti della C”.
L’autunno porterà consiglio.














