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Attualità | 28 luglio 2026, 12:13

Montagna piemontese: dalla Regione oltre 9 milioni di euro

Via libera in Commissione alla delibera dell'assessore Gallo. Subito 5,2 milioni per il personale e il funzionamento delle Unioni

Argentera vista dai tornanti del Colle della Maddalena

Argentera vista dai tornanti del Colle della Maddalena

La montagna piemontese torna al centro dell'agenda politica di Palazzo Lascaris. La terza Commissione del Consiglio regionale, guidata da Claudio Sacchetto, ha dato via libera a maggioranza al piano di riparto del Fondo regionale per la montagna. Sul piatto c'è una dote complessiva da 9 milioni e 300 mila euro, pensata per ossigenare le Unioni montane, blindare i servizi essenziali nelle vallate alpine e dare linfa a progetti di sviluppo e valorizzazione.

Un provvedimento chiave che, come ha illustrato in aula l’assessore Marco Gallo, seguirà una tabella di marcia in due fasi distinte: una prima tranche da 5,2 milioni di euro è già pronta per essere erogata, mentre i restanti 4,14 milioni sbloccati non appena le risorse saranno effettivamente contabilizzate a bilancio.

Personale, uffici e grandi eventi: dove vanno i primi 5,2 milioni

La priorità della prima quota di finanziamenti è garantire la continuità operativa di chi lavora quotidianamente sul territorio. Per questo, la fetta più consistente servirà a coprire il funzionamento della macchina amministrativa delle Unioni montane e gli stipendi del personale impegnato nelle funzioni delegate dalla Regione: 2,8 milioni di euro andranno direttamente alle spese per i dipendenti, mentre 2,3 milioni sosterranno i costi gestionali degli enti.

Nel pacchetto d'avvio figurano anche due capitoli simbolici ma strategici per la promozione alpina: 50 mila euro destinati alle attività svolte con il Club Alpino Italiano per rilievo, accatastamento e manutenzione di sentieri e rifugi, e 15 mila euro per blindare la realizzazione del tradizionale Concerto di Ferragosto, vetrina di punta per il turismo delle nostre valli.

Criteri d'assegnazione e mappa delle priorità 

Una volta sbloccata la seconda parte del Fondo, la graduatoria degli interventi seguirà una scala d'impatto ben precisa. Prima si completerà il capitolo sulle spese gestionali delle Unioni, poi si passerà a finanziare i singoli progetti presentati dai territori nell'ambito del Programma annuale della montagna, per chiudere con le iniziative di sviluppo economico, promozione e tutela ambientale.

La vera novità sta nella formula utilizzata per distribuire le risorse. Oltre ai classici parametri legati al numero di abitanti, alla superficie e alle fasce altimetriche, il riparto adotta l’Indice composito di fragilità comunale elaborato dall’Istat. Un indicatore scientifico che misura il livello di debolezza territoriale, ambientale e socio-economica, garantendo un occhio di riguardo – e più risorse – ai piccoli comuni delle aree interne e marginali che affrontano le difficoltà maggiori contro lo spopolamento.

"Questo provvedimento è uno degli strumenti principali con cui il Piemonte sostiene la vita amministrativa delle terre alte e promuove turismo, cultura e sviluppo nelle vallate", ha ricordato l'assessore Gallo. Un segnale chiaro con cui la Regione prova a ridurre le distanze tra la pianura e le quote più alte del territorio.

Redazione

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