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Economia | 19 luglio 2026, 11:57

Carburanti, Cna Piemonte: "I rincari colpiscono le imprese. Servono trasparenza e una strategia energetica stabile"

Il presidente Giovanni Genovesio: "Ancora una volta le nostre imprese si trovano a fare i conti con un incremento dei costi che non dipende dalla loro capacità organizzativa o produttiva " Delio Zanzottera, Segretario regionale CNA Piemonte: "Il problema è che i prezzi salgono con estrema rapidità, mentre quando le tensioni si attenuano la loro discesa è molto più lenta. È una dinamica che continua a penalizzare soprattutto le micro e piccole imprese, che hanno una limitata capacità di assorbire questi aumenti"

Immagine di repertorio

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Il Piemonte è tra le regioni italiane che hanno registrato i maggiori aumenti del prezzo della benzina negli ultimi mesi. Secondo l'elaborazione realizzata da CNA Nazionale sui dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, rispetto alla fine di febbraio il prezzo della benzina è cresciuto in Piemonte di circa 28 centesimi al litro, collocando la regione tra quelle maggiormente interessate dall'impennata dei carburanti. Un incremento che si inserisce in un quadro nazionale caratterizzato da forti tensioni sui mercati energetici e che torna a gravare in modo significativo sulle micro, piccole e medie imprese piemontesi, già alle prese con un contesto economico segnato da incertezza, rallentamento della domanda e aumento dei costi di produzione.

«Ancora una volta le nostre imprese si trovano a fare i conti con un incremento dei costi che non dipende dalla loro capacità organizzativa o produttiva, ma da fattori internazionali che finiscono per scaricarsi interamente sul sistema economico», dichiara Giovanni Genovesio, presidente di CNA Piemonte. «L'aumento del prezzo dei carburanti non riguarda soltanto il settore dell'autotrasporto, ma coinvolge tutta l'economia regionale: dagli artigiani che ogni giorno raggiungono clienti e cantieri, alle imprese della manutenzione, dell'impiantistica, delle costruzioni, fino ai servizi e alla distribuzione. Ogni litro di carburante in più si traduce in un costo aggiuntivo che riduce la competitività delle nostre aziende.»

CNA Piemonte evidenzia inoltre come il rincaro dei carburanti si inserisca in una fase nella quale tornano a crescere anche i costi dell'energia, alimentando una pressione che rischia di comprimere ulteriormente i margini delle imprese.

«Negli ultimi anni le nostre imprese hanno affrontato una sequenza quasi ininterrotta di crisi: dalla pandemia alla guerra in Ucraina, dalla crisi energetica alle tensioni nel Medio Oriente, fino alle nuove incertezze geopolitiche e commerciali che continuano a ripercuotersi sui mercati internazionali», sottolinea Delio Zanzottera, segretario di CNA Piemonte. «Ogni nuovo conflitto o elemento di instabilità si traduce rapidamente in aumenti dei costi dell'energia, dei carburanti e delle materie prime. Il problema è che i prezzi salgono con estrema rapidità, mentre quando le tensioni si attenuano la loro discesa è molto più lenta. È una dinamica che continua a penalizzare soprattutto le micro e piccole imprese, che hanno una limitata capacità di assorbire questi aumenti.»

Per CNA Piemonte è necessario rafforzare il monitoraggio dell'intera filiera dei carburanti, garantire la massima trasparenza nella formazione dei prezzi e accelerare la definizione di una politica energetica nazionale capace di assicurare stabilità e costi sostenibili alle imprese.

«Le imprese piemontesi hanno dimostrato in questi anni una straordinaria capacità di adattamento», conclude Genovesio. «Ma non possiamo chiedere loro di affrontare ogni crisi facendo affidamento esclusivamente sulle proprie forze. Servono regole chiare, mercati trasparenti e una strategia energetica che consenta alle aziende di programmare investimenti e sviluppo senza essere esposti alle oscillazioni dei costi.»

c.s.

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