“La situazione è sempre più delicata. Il virus continua ad avanzare e non possiamo permetterci ulteriori ritardi. Occorre mettere in campo con la massima rapidità tutte le azioni possibili per ridurre drasticamente la popolazione dei cinghiali, che rappresentano il principale vettore della diffusione della Peste suina africana. I nostri allevatori sono anche disposti a contribuire economicamente, se necessario, pur di incrementare gli interventi di abbattimento e cercare di arginare la diffusione del virus prima che raggiunga il cuore del distretto suinicolo provinciale”.
Cresce la preoccupazione di Confagricoltura Cuneo per l’avanzata della Psa sul territorio provinciale. A destare particolare allarme è l’inserimento del comune di Bene Vagienna, nel Fossanese, in zona di restrizione I – come si evince dalle mappe presenti nel sito www.vetinfo.it del Ministero della Salute – provvedimento che si è reso necessario a seguito del rinvenimento di cinghiali positivi al virus PSA nei comuni di Cerretto Langhe, Arguello e Pezzolo Valle Uzzone.
Un territorio strategico per la suinicoltura provinciale che concentra centinaia di allevamenti e una quota rilevantissima del patrimonio suinicolo della Granda, che conta 900mila capi. Preoccupazioni portate stamane – martedì 14 luglio – all’attenzione del commissario straordinario alla Peste suina africana Giovanni Filippini, che a Ceva ha fatto il punto sull’epizoozia virale di fronte ai vertici dell’organizzazione agricola provinciale, incontro particolarmente apprezzato da Confagricoltura Cuneo, che ha riconosciuto nel confronto diretto sul territorio un importante segnale di attenzione verso le preoccupazioni del comparto agricolo e zootecnico cuneese.
“Ricordiamo sempre che il virus della PSA non ha alcuna ripercussione sulla salute umana, ma un effetto commerciale drammatico. I suini delle nostre aziende sono tutti sani, ma pur non essendoci in questo momento alcuna preclusione al commercio di maiali in Italia, per disposizioni Ue aumenteranno nei prossimi giorni i comuni della Granda in zona di restrizione – afferma Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo -. Le ripercussioni del virus verso queste zone rappresentano, però, un rischio concreto per un comparto che costituisce un’eccellenza dell’agroalimentare cuneese e nazionale. Per proteggerlo, chiediamo alla Regione Piemonte l’attivazione immediata di un piano straordinario di contenimento della fauna selvatica che preveda il pieno coinvolgimento dei selecontrollori, anche organizzati in squadre operative, secondo quanto consentito dal PRIU e dalle ordinanze del Commissario straordinario per la PSA, che ringraziamo per l’attenzione mostrata alle nostre preoccupazioni. Gli interventi devono essere programmati e calendarizzati, svolti in stretto coordinamento con la Polizia provinciale e con i Carabinieri Forestali, prevedendo operazioni sia in orario diurno sia notturno e riconoscendo ai selecontrollori il rimborso delle spese sostenute, oltre a quanto già previsto dagli strumenti oggi in vigore”.
Oltre a Bene Vagienna, sul sito ministeriale si nota l’ingresso nella zona di restrizione I anche dei comuni di Cherasco, Cervere e Salmour, dove sono presenti complessivamente circa 30 aziende suinicole. L’inserimento in questa fascia di sorveglianza potrebbe comportare già nell’immediato pesanti ripercussioni economiche per gli allevatori, a partire dal deprezzamento delle produzioni, oltre alle difficoltà legate alla movimentazione degli animali, che diventa più complessa e sottoposta a procedure più restrittive per ragioni di prudenza sanitaria.
“Occorre comprendere che il virus ormai minaccia anche l’area del Fossanese – prosegue Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Cuneo e Piemonte –: se anche un solo suino risultasse positivo in uno degli allevamenti presenti nei territori ora interessati dalle restrizioni, in tempi rapidissimi una parte consistente del patrimonio suinicolo provinciale potrebbe finire sotto vincoli sanitari, con conseguenze pesantissime per l’intera filiera”.

[Enrico Allasia, presidente Confagricoltura Cuneo e Piemonte]
L’organizzazione agricola ritiene indispensabile individuare nuove risorse economiche per sostenere il piano di contenimento, valutando anche il coinvolgimento diretto degli allevatori attraverso una forma volontaria di contribuzione straordinaria. “L’obiettivo oggi deve essere uno solo – conclude Allasia -: abbattere il maggior numero possibile di cinghiali prima che le zone di restrizione si allarghino ulteriormente aumentando il rischio che entri negli allevamenti. Se ciò dovesse accadere, le conseguenze economiche, produttive e occupazionali per il comparto sarebbero gravissime anche considerati gli ingenti investimenti in biosicurezza portati avanti in questi anni dai nostri allevatori, che hanno contribuito – e non poco – a far nascere una sorta di 'modello Cuneo' nella gestione del virus. Ciò detto, dobbiamo essere certi della presenza dei ristori, sia per le aziende già interessate dalle zone di restrizione nell’area piemontese e qualora fosse richiesto alle aziende del Cuneese di dover adottare misure drastiche nella gestione del virus. Ad oggi gli ultimi indennizzi arrivati nella casse delle aziende sono datati ottobre 2024”.













