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Solidarietà | 13 luglio 2026, 17:42

Cherasco laboratorio di inclusione: lavoro e casa per costruire il futuro

Alla Gastronomia dell’Arco la storia di Alpha Diallo racconta il successo del progetto Laris sul territorio

Cherasco laboratorio di inclusione: lavoro e casa per costruire il futuro

È stato il cortile della sede torinese della Fondazione Don Mario Operti, lo scorso 2 luglio, a fare da cornice alla presentazione degli sviluppi del progetto “Laris: lavoro, abitare, reti per l’inclusione sociale”, promosso insieme a Fondazione Industriali con il sostegno di Fondazione CRT.

Tra i momenti più significativi dell’incontro, la presentazione del nuovo video-racconto dedicato all’inserimento lavorativo presso la Gastronomia dell’Arco di Cherasco. 

Protagonista della clip è Alpha Diallo, giovane senegalese oggi impiegato come aiuto cuoco, accompagnato in un percorso che lo ha portato non solo all’inserimento professionale, ma anche alla conquista di una stabilità abitativa. Un risultato reso possibile grazie al lavoro congiunto di tutor aziendali, operatori sociali e servizi di housing.

Il video rappresenta la seconda tappa di una mini-serie che racconta in modo concreto l’efficacia del modello Laris: un sistema che integra lavoro e casa per favorire un’autonomia reale delle persone, trasformandole al contempo in risorsa per le imprese. In questo senso, il territorio di Cherasco si conferma particolarmente virtuoso, grazie al coinvolgimento attivo delle aziende locali nei percorsi di inserimento, anche in risposta alla crescente domanda di manodopera.

Fondamentale è la rete che sostiene il progetto, costruita in sinergia con il SAI (Sistema di Accoglienza e Integrazione), il CAS (Centro di Accoglienza Straordinaria), i volontari della Fondazione Operti e la parrocchia. Una collaborazione che consente di accompagnare i beneficiari nel delicato passaggio dalla prima accoglienza all’autonomia.

"Dobbiamo passare da risposte individuali a risposte collettive – ha sottolineato il presidente della Fondazione Don Mario Operti, Tom Dealessandri –. Solo come comunità possiamo affrontare davvero il tema dell’integrazione e del lavoro".

Alla base del percorso c’è il lavoro quotidiano svolto nei centri di accoglienza, dove vengono garantiti servizi essenziali come l’insegnamento della lingua italiana, l’orientamento legale, l’assistenza sanitaria e i primi tirocini formativi. Su queste fondamenta interviene Laris, individuando le persone pronte a compiere il passo successivo verso l’indipendenza, valorizzandone competenze e motivazione.

I risultati confermano l’efficacia del modello: sono 29 le persone inserite in percorsi occupazionali attraverso la piattaforma “Lavoro Buono”, di cui 8 già stabilizzate con contratti a tempo indeterminato. Parallelamente, 12 beneficiari hanno raggiunto una soluzione abitativa autonoma, uscendo dal sistema di accoglienza.

L’esperienza presentata a Torino dimostra come l’integrazione possa diventare un processo strutturato e condiviso, capace di generare benefici sia per le persone coinvolte sia per il tessuto economico e sociale del territorio. Un modello che guarda al futuro e che punta a coinvolgere sempre più aziende e realtà locali in un percorso di inclusione concreta e sostenibile.

Fonti

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