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Politica | 13 luglio 2026, 18:35

Arriva in Aula la nuova legge elettorale mentre filtrano le prime indiscrezioni sulle candidature al Parlamento

Nonostante resti in larga parte da definire l’impianto dello “Stabilicum” o “Mellonellum 2” che dir si voglia, circolano già i primi nomi, tra probabili riconferme e possibili new entry. La lista, più lunga di una quaresima, è al momento quella di Fratelli d’Italia. I “futuristi” di Vannacci sognano un seggio nel Cuneese

Arriva in Aula la nuova legge elettorale mentre filtrano le prime indiscrezioni sulle candidature al Parlamento

La nuova legge elettorale incombe e resta divisiva, sia tra gli schieramenti che nell’ambito delle stesse coalizioni.

Gli emendamenti devono essere presentati entro oggi, lunedì 13 luglio. 

Domani, martedì 14, il testo arriva in Aula alla Camera con tempi di dibattito contingentati: ventidue ore complessive di discussione. 

Da quel che si sa c’è un'intesa di massima sulla riduzione delle circoscrizioni Estero – una al Senato e due alla Camera – mentre risulta improbabile qualsiasi modifica sul voto dei fuori sede. Il nodo cruciale resta quello delle preferenze, che vede spaccato il centrodestra con Fratelli d’Italia che preme per introdurle e Lega e Forza Italia contrarie.

I partiti di opposizione, Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e altre forze politiche centriste minori fanno muro per cui è difficile anche solo ipotizzare possibili conclusioni.

Certo è che una nuova legge elettorale non condivisa (o condivisa almeno in parte) costituisce un problema di non poco conto.

L’abolizione dei collegi uninominali è destinato a stravolgere le modalità di voto e la stessa rappresenta con conseguenze tutte da capire.

Per restare alla provincia di Cuneo, gli eletti cuneese nei collegi uninominali di Camera e Senato nel 2022 erano stati rispettivamente Monica Ciaburro (Fratelli d’Italia) e Giorgio Maria Bergesio (Lega).

[Giorgio Maria Bergesio]

Gli altri due parlamentari, Enrico Costa e Chiara Gribaudo erano stati eletti in collegi plurinominali. Costa nel collegio Lombardia 2 per la lista Azione-Italia Viva. Gribaudo nel Piemonte 2 per il Partito Democratico.

[Chiara Gribaudo]

Ma cerchiamo di fotografare lo stato dell’arte, focalizzando l’attenzione su quel che sta accadendo nei partiti in provincia di Cuneo.

FRATELLI D’ITALIA

Con le elezioni politiche del settembre 2022 FdI è diventato il partito di maggioranza relativa in provincia di Cuneo, posizione confermata anche alle regionali piemontesi del 2024.

Sembra che il ministro della Difesa Guido Crosetto possa tornare in corsa al Senato in Piemonte e se così vorrà nessuno – presumiamo - avrebbe da eccepire.

[Guido Crosetto]

Per la Camera i Fratelli contano di poter esprimere due deputati.

Il presidente provinciale William Casoni ha già riproposto Monica Ciaburro, giunta al termine del suo secondo mandato.

Dal fronte “quote rosa” si affaccia (ma è qualcosa di più di un semplice fare capolino) la consigliera regionale Federica Barbero Invernizzi.

[Federica Barbero]

Di qui in poi la lista degli aspiranti si fa lunga e la partita si complica.

Se Cirio – come tutto fa presupporre – abbandonerà anzitempo la guida della Regione per candidarsi alle politiche, analoga tentazioni potrebbero averla 

Il “super” assessore regionale Paolo Bongioanni e il consigliere Claudio Sacchetto. Quest’ultimo, a maggior ragione, come forma di gratificazione-compensazione nel caso accettasse la candidatura a sindaco di Cuneo a nome e per conto del centrodestra.

[Paolo Bongiovanni]

[Claudio Sacchetto]

Sull’area albese pressoché certa la ricandidatura dell’astigiano uscente Marcello Coppo. Un pensierino la fa ancora l’ex senatore di Priocca Marco Perosino, poco se importa se alla Camera o al Senato. Così come Rocco Pulitanò, l’ “ombra di Bongioanni”, che lascerebbe volentieri la Sala Giolitti della Provincia per un ben più gratificante scranno parlamentare.

E poi, nell’ambito dei “crosettiani doc” insieme a Sacchetto, scalpitano Marco Buttieri, saviglianese, presidente nazionale di Federcase e vicepresidente Atc Piemonte sud, e il sindaco di Racconigi Valerio Oderda.

[Roberto Russo]

Così come il braidese Roberto Russo è da tempo in attesa che arrivi il suo turno.

Tra i sindaci, Paolo Giraudo (Roccavione), Fabio Mottinelli (Ceva) e Guido Giordana (Valdieri), quest’ultimo espressione della destra identitaria del partito. 

[Paolo Giraudo]

Il presidente provinciale William Casoni e quello regionale Fabrizio Comba – come si può intuire - avranno il loro bel daffare a dirigere il traffico.

FORZA ITALIA 

Il partito che fu di Silvio Berlusconi avrà certamente in corsa due pezzi da novanta: il presidente della Regione Piemonte Alberto Cirio, albese, vicesegretario nazionale ed Enrico Costa, da qualche mese capogruppo forzista a Montecitorio.

Ammesso e non concesso che siano entrambi candidati in Piemonte (cosa poco probabile come la precedente esperienza di Costa dimostra), va da sé che con due personaggi di tale caratura altri spazi cuneesi che non siano “di servizio” non ve ne sono. Non trova infatti conferma una possibile candidatura di Franco Graglia, coordinatore provinciale e vicepresidente del Consiglio regionale, il quale dichiara affezione e attaccamento a Palazzo Lascaris, pur se resterà orfano di Cirio. 

[Franco Graglia]

LEGA 

In pista, per una riconferma, ci sarà certamente il senatore Giorgio Maria Bergesio. Che poi sia candidato nuovamente al Senato o traslocato alla Camera sarà da vedere. Nessuno oggi lo può prevedere, nemmeno il suo mentore, il ministro delle Riforme Roberto Calderoli. Tutto sommato, con l’aria che tira, un eventuale trasloco sarebbe l’ultimo dei problemi.

In Lega sono settimane difficili, sia per i trambusti interni, sia perché l’onda Vannacci continua a montare.

Non disdegnerebbe la corsa parlamentare anche il consigliere regionale (ex assessore alla Sanità) e neo assessore comunale a Santo Stefano Belbo Luigi Genesio Icardi

[Luigi Genesio Icardi]

PARTITO DEMOCRATICO

Nonostante il trambusto sulle preferenze e la sortita – giudicata improvvida da quasi tutti gli esponenti Pd della Granda – Chiara Gribaudo resta in pole position. Sarà pur vero che il regolamento del partito prevede un massimo di tre mandati, ma il ruolo di vicepresidente nazionale le consente la facoltà di ottenere la deroga. In più la deputata borgarina ha dalla sua il “lodo Sereni”, un'interpretazione regolamentare interna (attribuita all'ex viceministro Marina Sereni) che consente ai parlamentari di aggirare il limite dei mandati. Il meccanismo prevede che nel conteggio dei mandati contino esclusivamente le legislature complete (della durata di 5 anni), escludendo dal totale le legislature interrotte anticipatamente. Gribaudo rientra nella casistica per cui l’escamotage le permette la ricandidatura senza (formalmente) infrangere le regole interne. 

[Mauro Calderoni]

Ciò premesso, non risultano al momento indiscrezioni su altre candidature anche perché la regola di incompatibilità del partito per Mauro Calderoni è ancora più stringente e meno aggirabile: chi è consigliere regionale non può essere candidato al Parlamento. Possibile una candidatura dell’attuale segretario provinciale, Davide Sannazzaro, anche se le sue attenzioni sembrano in questo momento tutte proiettate su Racconigi. 

[Davide Sannazzaro]

ALLEANZA VERDI e SINISTRA 

Nonostante i sondaggi diano in crescita il partito di Bonelli e Fratoianni e le ultime elezioni regionali abbiano visto l’elezione della cuneese Giulia Marro in Consiglio regionale, poco si fa se non che Marro di sicuro resterà in Regione e che difficilmente si cimenterà nella competizione comunale a Cuneo. La ventilata alleanza al Comune di Cuneo, qualora andasse in porto potrebbe aprire accordi di “desistenza” tra Pd e Avs. Ma è un’ipotesi poco verosimile.

[Giulia Marro]

Possibile una candidatura della segretaria regionale piemontese del partito, la saluzzese Fiammetta Rosso, assessore comunale al welfare nell’ex capitale del Marchesato o, in alternativa, del capogruppo di “Insieme si può’’, suo compagno di partito Nicolò Valenzano

FUTURO NAZIONALE (Vannacci)

I “futuristi” di Vannacci sono sulla cresta dell’onda come lo furono nel 2013 i pentastellati di Beppe Grillo. Chi scalpita, eccitato come un ragazzino alla sua prima cotta, è Beppe Lauria, che considera pressochè certa una sua candidatura. Non gli spiacerebbe il Senato, ma se dovesse lasciare spazio a Palazzo Madama al biellese Emanuele Pozzolo non ne farebbe un dramma pur di avere un posto a Montecitorio. Probabile la corsa della consigliera comunale fossanese Tiziana Airaldi, la quale – lasciate prima Forza Italia poi Fratelli d’Italia – ha abbracciato con l’entusiasmo della “pasionaria” la causa del generale.

[Beppe Lauria]

Rimasto finora in ombra, lontano dai clamori delle piazze, l’ex vicepresidente del Consiglio regionale Pietro Francesco Toselli resta comunque a bordo campo, pronto – se del caso - a calare le sue carte al momento opportuno.

AZIONE – ITALIA VIVA – LIBERALDEMOCRATICI 

Per quelli che gli avversari chiamano malignamente “cespugli” – in considerazione del loro consenso minore - il nodo è la soglia di sbarramento. Ad oggi – sulla scorta del provvedimento che arriva all’esame dell’Aula – è prevista al 3% per i singoli partiti e al 10% per le coalizioni, ma è ancora tutto in divenire.

Per Azione, il partito di Carlo Calenda, fresco di congresso provinciale celebrato sabato 11 a Savigliano, potrebbero scendere in campo il segretario provinciale Giacomo Prandi e la presidente dell’assemblea Gabriella Roseo, ex assessore comunale a Cuneo, l’unica di un gruppo di giovani ad avere esperienza amministrativa.

Le ambizioni cuneesi dovranno tuttavia fare i conti con la coppia di ferro Osvaldo Napoli-Daniela Ruffino

Per Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, è presumibile sia ancora sempre disponibile Marta Giovannini, sindaca di Verduno e (forse) il coordinatore provinciale cuneese Heldi Reinero Shahini.

[Marta Giovannini]

Per il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin, Francesco Hellmann, consigliere di minoranza a Scarnafigi e tesoriere nazionale del partito.

Questo lo stato dell’arte – con tutti i condizionali del caso - in attesa che vengano definiti i criteri della nuova legge elettorale.

Per ora l’unica certezza è che lo “Stabilicum” o “Melonellum 2” che dir si voglia è destinato a modificare profondamente il quadro della rappresentanza parlamentare anche sul nostro territorio.

Giampaolo Testa

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