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Attualità | 07 luglio 2026, 06:36

La Confraternita della Salsiccia di Bra non va in ferie e resta sugli scudi

Con la sua attività continua a valorizzare un prodotto che non è solo cibo, ma anche storia e tradizione

Una quota della Confraternita

Una quota della Confraternita

"Buona cucina e buon vino, è il paradiso sulla terra". In Italia, la filosofia di Guy de Maupassant è di certo condivisa dalla miriade di associazioni che, con il loro amore per l'enogastronomia, contribuiscono a mantenere salde le radici culturali, che sono parte integrante dell'identità nazionale.

Scorrendo la lista delle confraternite del buon cibo, troviamo anche la Confraternita della Salsiccia di Bra, impegnata a salvaguardare e promuovere un patrimonio inestimabile della tradizione gastronomica locale, nelle sue componenti più tecniche, storiche, ma anche di costume e di folklore.

Una missione non semplice in una società globalizzata, che per lungo tempo ha subito il fascino del fast food e dove una cortissima memoria storica ci allontana dalla ricca gastronomia del territorio.

Per un incontro ravvicinato, la salsiccia di Bra vi aspetta a BRA'S dal 17 al 20 settembre, un evento che ha l'obiettivo di promuovere e tutelare i saperi e i sapori delle eccellenze locali, trasformando ancora una volta Bra nella capitale del gusto. E alla presentazione della kermesse non poteva mancare la Confraternita della Salsiccia di Bra.

"Questo appuntamento rappresenta l'opportunità di un viaggio alla riscoperta di un prodotto della nostra terra, affinché ne sia tramandata nel tempo la genuinità e la storia". Così Armando Verrua, Gran Maestro della Confraternita della Salsiccia di Bra, che nella serata di venerdì 12 giugno ha dato il benvenuto tra i confratelli a Davide Milanesio e augurato buon lavoro al nuovo segretario Girolamo Budetta, che va a completare il quadro direttivo, composto da Marina Tibaldi tesoriera, Fabio Bailo, Monia Rullo e Giovanni Barbero consiglieri.

Pensate che tutti i membri del sodalizio, nato nel 2016 dalla felice intuizione, tra gli altri, di Livio Bramardi e Giacomo Berrino, hanno sottoscritto la carta statutaria: un documento programmatico che sancisce la difesa e la promozione di un prodotto che segue ancora l'antica ricetta di un tempo.

Altri candidati attendono di poter entrare nella Confraternita che agisce in sinergia con Ascom Bra e il Consorzio dei macellai braidesi per la valorizzazione di un prodotto letteralmente sulla bocca di tutti.

Spiega la tesoriera Marina Tibaldi: «Possono aderire alla Confraternita tutti coloro che intendono dare il proprio contributo di intelligenza e passione al prodotto portabandiera della cultura gastronomica del nostro territorio. Il tesseramento come socio sostenitore prevede il versamento di 50 euro all'anno; in seguito al pagamento si riceverà la tessera che dà diritto allo sconto del 10% sull'acquisto della salsiccia presso le macellerie di Bra facenti parte del consorzio, oltre al pranzo o cena sociale gratuito. Poi ci sono i soci ordinari che vestono la palandrana o se nuovi soci la potranno acquistare al costo di 100 euro e presenzieranno agli eventi. Chi si vuole tesserare può contattare me (349/8681649) e Armando Verrua (335/5685865) o può scrivere a: braconfraternitasalsiccia@gmail.com».

Insomma, lunga vita alla Confraternita della Salsiccia di Bra.

Un po' di storia della salsiccia di Bra

Non solo formaggi. Diamo a Bra quel che è di Bra: la salsiccia (anzi iniziamo ad abituarci a chiamarla sautissa), eccellenza inventata proprio nella città della Zizzola.

Gli antichi metodi di produzione, ma soprattutto il gusto ed i suoi usi in cucina, fanno del famoso insaccato braidese, un prelibato boccone che lascia tutti a bocca aperta, anzi piena.

La salsiccia di Bra la ritroviamo sulle nostre tavole un po' in tutte le salse, persino come street food, grazie alla versione Mac'd Bra, che la vede in abbinamento al pane di Bra a lunga lievitazione, formaggio di alpeggio (Bra Dop) e lattuga degli orti di Bra.

Siamo tutti bravi a mangiarla, ma... quanti di voi conoscono la sua storia? «La salsiccia di Bra è certamente uno dei prodotti più famosi della gastronomia roerina - spiega uno dei soci fondatori della Confraternita della Salsiccia di Bra, Fabio Bailo -. Essa è la sola salsiccia italiana autorizzata ad essere prodotta con la carne di vitello anziché di suino. La tradizione vuole che tale insaccato sia nato e stato autorizzato nella prima metà dell'Ottocento dall'allora sovrano del Regno di Sardegna, Carlo Alberto, per soddisfare la comunità ebraica della vicina Cherasco che altrimenti, in ossequio ai precetti religiosi, non avrebbe mai potuto consumare salsiccia essendo questa, fino ad allora, di solo suino. Mentre in principio la salsiccia di Bra era di solo vitello, oggi, scomparse la comunità ebraica e le sue necessità alimentari, si aggiunge anche carne di suino, sia pure in modeste quantità».

Come garanzia, aggiungiamo che la salsiccia di Bra è stata riconosciuta nell'Atlante dei Prodotti Agroalimentari tradizionali del Piemonte ed i suoi segreti sono dati dalle materie prime e dal mix di spezie utilizzate.

Per dire la verità, nient'altro che la verità e solo la verità, si può affermare che non esiste un'unica salsiccia di Bra, bensì, pur nel rigoroso rispetto del disciplinare fissato dal consorzio di tutela e valorizzazione, diverse salsicce di Bra rese leggermente diverse l'una dall'altra in ragione della proporzione tra gli aromi adottata da ciascun macellaio.

Una curiosità. Oltre ad essere consumata a metri, come diceva lo scrittore Giovanni Arpino, la salsiccia di Bra ha una peculiarità importante: è ottima da mangiare cruda: capirete il perché al primo morso.

Silvia Gullino

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