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Cronaca | 06 luglio 2026, 16:50

Folla travolta alla sfilata delle auto d’epoca: il processo a Barbara Riolfo slitta a ottobre

Ascoltati in aula altri quattro testimoni tra i feriti rimasti coinvolti nello schianto della Lancia 037 guidata dalla 48enne albese. La difesa: "La compagnia assicurativa rifiuta i risarcimenti"

Nel settembre 2024 l'incidente che ebbe per involontaria protagonista la 48enne albese

Nel settembre 2024 l'incidente che ebbe per involontaria protagonista la 48enne albese

E’ stato rinviato al 14 ottobre 2026 il processo in corso di fronte alla giudice di pace presso il tribunale di Torino Laura Goria in merito ai fatti verificatisi nel capoluogo regionale il 15 settembre 2024.

Nella mattinata di quella domenica, una potente auto da rally, una Lancia 037, investì una dozzina di persone presenti tra il pubblico che assisteva alla sfilata di veicoli d’epoca organizzata nell’ambito del Salone dell’Auto.

Alla guida c’era Barbara Riolfo, la 48enne albese ora a processo per lesioni stradali sulla base della richiesta avanzata nei suoi confronti dalla pubblico ministero Daniela Calvani e unica imputata del procedimento aperto il 21 luglio di un anno fa.

Alla sua prima udienza il procedimento aveva visto la costituzione come parte civile di nove persone, tra quante dall’investimento riportarono ferite fortunatamente non gravi, rappresentate rispettivamente dagli avvocati Riccardo Marescotto di Torino, Gianluca D’Angelo di Torino, Maurizio Toppino di Asti e Giacomo Telmon di Torino.

Il 13 aprile di fronte alla giudice di pace torinese era sfilata una prima serie di testimoni.

Nei giorni scorsi una nuova udienza ha visto l’audizione di altri quattro testimoni, chiamati a fornire la propria versione di quanto accaduto.

Tra questi, Alessandro Avoglio, parte civile con l’avvocato Gianluca D’Angelo, ha raccontato dei soccorsi ricevuti dopo l’investimento, il trasporto in ambulanza all’ospedale "Gradenigo", dove venne dimesso con una prognosi di dieci giorni. "Non ho subito fratture, ma tuttora ho male a gamba e ginocchio. Faccio ancora sport, ma in maniera più controllata" ha raccontato.

Elena Azzarone, anche lei parte civile con l’avvocato Maurizio Toppino del foro di Asti, ha riferito dell’accelerazione che ha portato all’uscita di strada da parte della Lancia, il soccorso e il viaggio in ambulanza verso l’ospedale "Mauriziano", dove è stata presa in cura per una lesione al ginocchio destro. Una contusione che le ha comportato una prognosi di sette giorni e l’accertamento di un danno biologico del 3%.

Riccardo Bonetti, anche lui rappresentato dall’avvocato Maurizio Toppino, cadde a terra all’indietro e venne colpito alla tibia sinistra dalla transenna verso la quale il pubblico era assiepato. "Intorno a me c’erano altre 12-15 persone", ha spiegato. Venne portato in ambulanza al "Mauriziano" con traumi anche alla caviglia e al gomito sinistro, per una prognosi di 7 giorni.

Medesima prescrizione venne diagnosticata dai medici per Vincenzo Angelino, insegnante, anche lui trasportato al "Gradenigo" dopo aver subito traumi alle caviglie. "Dopo aver sentito lo specialista ho deciso di tornare a lavorare con le stampelle, cosa che ho fatto sino a metà ottobre", ha riferito.

L’avvocato Roberto Ponzio difende la 48enne albese: "Persiste l’opposizione della compagnia assicurativa, che rifiuta qualsivoglia risarcimento adducendo l’inoperatività della polizza. La mia assistita ha fatto reclamo all’Istituto per la Vigilanza sulle Assicurazioni (Ivass) e confida nel suo intervento risolutivo, in quanto ritiene tale rifiuto pretestuoso".

Il processo è stato rinviato a ottobre per il prosieguo dell’istruttoria con l’audizione de testimoni residui della pubblico ministero, cui seguiranno i testi della difesa.

E. M.

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