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Attualità | 01 luglio 2026, 14:10

Maturità festeggiata a suon di lanci di uova, farina e pomodori: "Non è goliardia, ma pura maleducazione"

Così una giovane lettrice. L'assessora Clerico: "Fenomeno nuovo. Per ora invitiamo al buon senso, ma si stanno valutando altri interventi"

Davanti all'Itis di Cuneo

Davanti all'Itis di Cuneo

Da un paio di anni ci stiamo occupando di ciò che resta al suolo, in termini di bottiglie e rifiuti vari, dopo i festeggiamenti per il superamento dell'Esame di Stato e il raggiungimento della Maturità. 

Numerose le mail e le segnalazioni, corredate di foto, giunte in questi giorni alla redazione di TargatoCn. Segno che il tema è sentito.

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La Maturità è diventata un traguardo da festeggiare, nulla da eccepire. Ma non può e non deve essere un "libera tutti" sulle spalle della comunità. Perché qualcuno, poi, deve pulire.  

L'usanza di brindare, ricevere fiori, lasciarsi innaffiare di Prosecco o Spumante, è cosa che a Cuneo si vede solo da pochi anni. Azzardiamo: tre o quattro, non di più.

Chi scrive questo articolo proviene da una città universitaria, Padova, dove queste scene appartengono invece da sempre ai festeggiamenti e sono anche un'attrazione turistica. Parliamo di quelli per la laurea, non di certo per il diploma. 

Ma i tempi sono cambiati e va bene che si festeggi anche questo. 

Ma torniamo a Padova. Qui, nel 2010, venne emenata un'ordinanza per cercare di mettere un freno non ai festeggiamenti, legittimi e soprattutto intoccabili come da tradizione della goliardia, ma alla maleducazione e all'inciviltà di alcuni.

Da quella data - già dal 2005 c'era stato un inasprimento delle sanzioni - l'Ateneo e il Comune applicano infatti una stretta severa sui festeggiamenti. Sono vietati lanci di uova, farina, alcolici, coriandoli e l'uso di fumogeni o fuochi d'artificio. Le violazioni possono comportare sanzioni e l'allontanamento dall'area universitaria. 

Chi sporca per terra o imbratta i muri, oltre alla multa canonica da 50 euro si vede recapitare, da parte dell’Avvocatura Civica, una richiesta di rimborso danni di 300 euro.

Si dovrà arrivare ad adottare una misura analoga anche a Cuneo? Ragionamenti sono in corso, inutile nasconderlo. 

Perché i festeggiamenti stanno sfuggendo di mano, tra le risate degli amici e gli sguardi commossi e fieri dei genitori.

Sul tema, stanti le innumerevoli segnalazioni e foto giunte alla redazione, abbiamo interpellato l'assessora alla Polizia locale di Cuneo Cristina Clerico. 

La Clerico, che ha due figli che l'anno prossimo affronteranno la Maturità, è oltremodo sul pezzo. "Quest’anno, accanto al tradizionale uso del prosecco, è emersa una nuova consuetudine: il lancio di pomodori, farina e uova. Si tratta di un fenomeno che in passato non si era mai verificato.

L’amministrazione comunale, pur prendendo atto di questa novità, non intende al momento adottare provvedimenti restrittivi né impedire i festeggiamenti. L’obiettivo resta quello di richiamare tutti al buon senso e al rispetto degli spazi pubblici.

Abbiamo preso atto di questa nuova usanza, ma al momento non abbiamo intenzione di intervenire. Sarà avviata una campagna di sensibilizzazione per invitare i partecipanti a celebrare in modo responsabile. Lo aveva già fatto la sindaca l'anno scorco, invitando i ragazzi a portare una bottiglia d'acqua per lavare la zona. Lo rifaremo, chiedendo di evitare l'utilizzo del cibo per festeggiare. Cosa che va anche nella direzione del non spreco, tema non meno importante. 

L’amministrazione continuerà a monitorare la situazione e, se necessario, valuterà eventuali ulteriori decisioni, senza però voler ostacolare le celebrazioni. Resta fermo un principio: le risorse pubbliche non possono essere impiegate per sostenere i costi della pulizia causati da comportamenti francamente evitabili".

Un appello al senso civico, per ora bonario. In futuro potrebbe non esserlo più. 

Sicuramente i passaggi delle pattuglie nei pressi delle scuole secondarie sono aumentati in queste settimane. 

E anche gli istituti stanno cercando di arginare il fenomeno. L'Itis Delpozzo ha addirittura messo dei nastri per impedire la sosta e i festeggiamenti nella zona delle scale di ingresso. Non solo per il decoro, ma anche per la sicurezza dell'accesso. 

Insomma, festeggiare va bene, ma è davvero necessario lanciare farina, uova e salsa di pomodoro e innaffiare il tutto con un prosecco, per poi andarsene e lasciare ad altri il compito di pulire? 

Rispondiamo con la lettera che ci ha scritto una giovane donna. Si è diplomata 13 anni fa. 

"Scrivo spinta da una profonda riflessione nata passando in questi giorni in auto nei pressi degli istituti scolastici superiori dove si stanno concludendo gli esami di Maturità.

Premetto che non è mia intenzione giudicare il peso o l'importanza che ogni singolo studente e la propria famiglia scelgono di dare a questo traguardo, sicuramente importante. Quello che però mi chiedo, con sincero sconcerto, è: quando si è andati così oltre? Quando abbiamo smesso di mettere al primo posto il buon senso civico?

Passando davanti alle scuole in questo periodo, lo spettacolo è desolante. Non è insolito imbattersi in bidoni della spazzatura stracolmi di bottiglie di alcolici vuote, bidelli costretti a pulire i marciapiedi con le palette e distese di polvere assorbente stesa sull'asfalto per evitare che le bevande lascino macchie indelebili. Proprio oggi, passando davanti all'Istituto "Grandis", ho notato sul muro esterno delle enormi colate – immagino di vino o spumante – che hanno, temo, irrimediabilmente rovinato la facciata dell'edificio.

Mi chiedo davvero quando i ragazzi abbiano iniziato a pensare di poter esagerare a tal punto, spesso e volentieri sotto gli occhi compiacenti dei loro stessi genitori. 

Quegli stessi adulti che, forse, avrebbero dovuto tramandare le regole del buon senso in tempi non sospetti, spiegando che il divertimento non deve mai sfociare nel vandalismo o nella mancanza di rispetto per la cosa pubblica.

Chi le scrive ha poco più di trent'anni. Sono passati appena 13 anni da quando ho affrontato la mia Maturità e ricordo bene che i festeggiamenti, laddove presenti, erano decisamente più sobri e rispettosi, sia nei confronti del personale scolastico che degli edifici. 

Anzi, le dirò di più: credo che mia madre o mio padre non mi avrebbero mai permesso di uscire di casa con una bottiglia di vino per festeggiare un amico, né tantomeno avrebbero mai approvato un "bagno alcolico" all'uscita dell'esame orale.

Festeggiare la fine di un percorso è sacrosanto, ma deturpare i muri delle scuole che vi hanno ospitati per cinque anni e costringere il personale scolastico a ripulire i vostri eccessi non è goliardia: è pura mancanza di educazione".

Niente da aggiungere. 

Barbara Simonelli

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